Thailandia, il Paese dei sorrisi

Tour del nord e una capatina in Laos... donne giraffa e poi relax al mare

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  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Finalmente si parte! Siamo pronti per affrontare ben undici ore di volo per raggiungere quello che viene detto il paese dei sorrisi, perché la Thailandia è così, un Paese dove la gente è sempre sorridente e bella.

Partiamo un freddo lunedì del 19 novembre, ma ci attenderà un meraviglioso clima caldo e quindi per ben 15 giorni addio cappotto! Allo scalo di Fiumicino, un inconveniente: l'aeroporto è sporchissimo, con cestini stracolmi, cartacce e lattine in terra. Veniamo a sapere che c'è lo sciopero degli addetti alle pulizie, che infatti stanno manifestando fuori. Siamo in fila per il check-in, ma il tempo passa e gli impiegati non arrivano, mentre la fila si allunga paurosamente. Finchè le postazioni di lavoro non verranno pulite non si potrà procedere alle operazioni di check-in. Finalmente, dopo più di un'ora, arrivano dei responsabili della Thai armati di scope e palette che cominciano a pulire presto aiutati da viaggiatori volontari. Ne viene fuori quasi una scenetta: alcune signore sfregano ben bene i banconi ed altre passano la scopa, mentre c'è chi fa riprese e foto in questa situazione strana. Ed ecco che tra gli applausi, arrivano le impiegate e si comincia. Per fortuna noi siamo piuttosto avanti nella fila, così ci liberiamo presto delle valigie. L'aereo è ovviamente enorme, a due piani; i nostri posti sono in fondo, ma molto comodi e piuttosto spaziosi, perchè è il punto della coda che restringe e quindi non abbiamo altri passeggeri vicino. Ottima sistemazione! Si parte con solo mezz'ora di ritardo, alle 14,00. Ben 11 ore ci separano dall'arrivo: si mangia, si sonnecchia, si segue un film o si legge; ognuno è impegnato in qualcosa per far trascorrere il tempo più tranquillamente possibile. Quando giungiamo a Bankok, sono le 6 di mattina, ma in Italia è mezzanotte, ora di dormire, infatti siamo un po' stanchi, sia per il lungo viaggio che per un po' di sonno. Comunque ci riprendiamo subito e passata la dogana e recuperati i bagagli, ci rechiamo all'appuntamento con il nostro referente del posto. Ecco dunque un simpatico thailandese sorridente che si presenta e ci dice di essere il nostro accompagnatore per tutta la durata del tour. Il suo nome è Surin e ci accompagna al pulmino dove c'è l'autista che si chiama Nock (ma chissà se si scrive così!), ed anche lui sarà con noi guidando lungo le strade di questo bel paese. La strada per arrivare in albergo è piuttosto trafficata, ma finalmente giungiamo al nostro splendido albergo, il Century Park Hotel, dove alloggeremo al 12° piano, con una vista spettacolare sulla città. Abbiamo poco tempo per una rifocillata perchè iniziamo subito il nostro giro per Bangkok. Il gruppo si compone il tutto di sei persone: noi da Roma, una coppia da Como ed un'altra da Napoli. Nord, centro e sud Italia si ritrovano per una bella vacanza e durante i giorni seguenti scopriremo con grande piacere e soddisfazione che siamo comunque tutti italiani e che non ci sono differenze di provenienza. Tra noi si instaurerà un feeling che ci accompagnerà per tutta la durata del tour, rendendolo ancora più piacevole, merito anche della nostra eccezionale guida e del simpaticissimo autista, entrambi pazienti e disponibili. Dunque, dopo le opportune presentazioni, partiamo per visitare il palazzo Reale di Bangkok. Il traffico è notevole, ma qui subito la prima curiosità che ci fa notare Surin: le macchine sono tutte pazientemente in fila e non si sente suonare un clacson. E' vero e continueremo a prestare attenzione a questa particolarità: durante gli altri giorni non sentiremo mai un clacson, tranne che in un luogo, ma qui ci arriveremo successivamente. Eccoci davanti l'entrata del Grande Palazzo Reale. Fa molto caldo, l'aria è particolarmente afosa, anche per lo smog che soffoca la città; inoltre oggi il cielo è coperto da nuvole nere minacciose, che non preannunciano nulla di buono. Comunque entriamo in questo incredibile complesso di edifici racchiuso da una cinta muraria lunga ben 1900 metri. Le guardie “daemon” sono delle statue dorate ed altissime che subito ci colpiscono per la loro particolarità, ma ecco che i nostri occhi guizzano verso un'altra meraviglia: lo stupa di Phra Sri Rattana, che contiene reliquie del Buddha e Phra Mondop, un padiglione riccamente decorato con funzioni di biblioteca. All'improvviso una pioggia torrenziale ci fa correre in cerca di un riparo. L'acqua viene giù con una violenza incredibile e non riusciamo ad evitare di inzupparci ben bene. Tra uno scroscio violento, un'interruzione breve e poi ancora un altro diluvio, giungiamo al Tempio del Buddha di Smeraldo, o in lingua locale Wat Phra Kaew. E' sicuramente il tempio più importante della Thailandia costruito per conservare la statua del Buddha e come cappella reale ed è l'edificio più grande e significativo. All'interno è conservata una statua in diaspro verde del Buddha seduto. E' una statuina di soli 45 cm, ma che emana una potente sacralità. Il Buddha ha tre vesti dorate, che vengono sostituite tre volte l'anno dal re in persona o da un sostituto in caso di sua indisposizione. Questo avviene quando cambiano le stagioni in Thailandia, che sono appunto tre e fanno riferimento al giorno di luna calante in marzo, luglio e novembre. I due completi non indossati sono esposti al pubblico. Per fortuna ora la pioggia è cessata, ma ci siamo bagnati ben bene e quindi procediamo velocemente davanti al Dusit Maha Prasat, con le sue magnifiche decorazioni e la guglia dorata a nove piani. Il tempo di qualche foto e siamo sul pulmino per un breve tragitto che ci porta al Tempio del Buddha Reclinato. In questo complesso di magnifici edifici religiosi, giardini, insolite statue e torri campanarie, ecco il “bot” centrale con il suo famoso abitante, questo immenso Buddha lungo 46 metri ed alto 15, il più grande del paese. Luccica di foglie d'oro, mentre i suoi piedi sono ricoperti di incredibili intarsi in madreperla. In un altro edificio ecco il Buddha in Meditazione, ai cui piedi sono conservate alcune ceneri del re Rama I°. Rientriamo in albergo piuttosto stanchi e soprattutto bagnati e dopo esserci aggiornati per l'appuntamento dell'indomani, ci precipitiamo in camera per una bella doccia rigenerante ed un po' di riposo. La sera è tutta per noi e quindi usciamo: la guida ci ha detto che possiamo passeggiare in tutta tranquillità lasciando i passaporti in albergo, perchè qui c'è il massimo rispetto per i turisti e le strade sono sicure anche la sera. Dunque andiamo alla ricerca di qualcosa per la cena. Fatti pochi passi e svoltato l'angolo vediamo un'insegna interessante: Pizza Hut. E' nostra! Ci avviciniamo speranzosi, anche perchè abbiamo saltato il pranzo e quindi abbiamo una certa fame... ecco le vetrine e... orrore! Quella che identifichiamo come un'addetta alle ordinazioni o una cuoca, chissà, sta seduta massaggiandosi energicamente i piedi! Siamo stupefatti e all'istante decidiamo che non abbiamo voglia di pizza. Ripieghiamo con un gelato confezionato, quindi sicuro, comprato da “Seven Eleven”, una catena di bazar che ritroveremo ovunque in Thailandia. Un po' perplessi sul cosa ci aspetterà, rientriamo in albergo, del resto domani è un altro giorno, come ricordava qualcuno

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Commenti
  1. oman
    , 11/1/2013 10:09
    Ciao Marisol, il tuo diario mi è molto piaciuto, mi sono immedesimata perchè anch'io sono stata in Thailandia nel 2011 per il Tour del Nord + Bangkok e poi anche nel 2012 x soggiorno a Phuket.
    Amo molto questo paese e la sua gente cosi' dolce e gentile...tutto mi è rimasto nel cuore!!
    Penso che in futuro andro' anche in Birmania, che penso sia splendida.
    Monica

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