Bangkok... La città dell'anima

Amo Bangkok, amo la sua gente, le diverse sfaccettature che la fanno unica, i suoi rumori, i suoi profumi e quando arriva la notte, le sue luci, le sue contraddizioni, le sue differenze. In aereoporto, appena sbarcato dal mio volo ...

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  • di Luca De benedictis 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Amo Bangkok, amo la sua gente, le diverse sfaccettature che la fanno unica, i suoi rumori, i suoi profumi e quando arriva la notte, le sue luci, le sue contraddizioni, le sue differenze.

In aereoporto, appena sbarcato dal mio volo (China Airlines, la compagnia piu' economica per arrivarci), venni rapito dai volti delle genti, l'international airport e' il crocevia dell'oriente, e mentre osservavo i volti dell'India, della Cina, del sud est asiatico, il caldo umido mi faceva sentire la distanza dalla mia Europa, cosi' lontana da Bangkok, non solo geograficamente, ma, sopratutto culturalmente.- Dopo le formalita' doganaliero fuori, nello smog, nel cemento e nel traffico di questa megalopoli, il sudore sulla pelle scioglieva gli ultimi ricordi del freddo clima europeo che avevo lasciato, facendomi dolcemente immergere in questa, per me , nuova realta'.

Il gazebo fuori l'aereoporto, l'attesa del taxi in mezzo a turisti, Thai e uomini d'affari d'oriente e occidente, paralizzava la mia fretta, rendendomi spettatore di quell'improvvisato teatrino, mi distraggo, ed ecco che arriva il mio turno, il tassista, magro come un chiodo, carica il mio bagaglio e mi chiede la destinazione, "Ambassador Hotel" rispondo, e lui, ah, I know it...Number one, sorrido,comincio a capire che qui tutto e' in vendita, anche i complimenti ad un turista, ma non e' tutto...A meta' tragitto il tassista mi propone diverse soluzioni per trascorrere il mio tempo libero, dall'acquisto di un completo da un sarto indiano, al "sano" divertimento in un bordello di Patpong, piuttosto che in una sala massaggi, non mi infastidisce, e non insiste, comincio ad apprezzare le capacita' commerciali e di mediazione di questo popolo!! Arrivo all'Ambassador, una struttura stile anni 70", che nonostante i segni del tempo, come una bella donna, si conserva affascinando ancora per il suo stile.

In reception sono tutti molto gentili, falsi e cortesi, si potrebbe obbiettare, forse e' vero, ma, preferisco questa accoglienza alle glaciali e anche un po' scorbutiche accoglienze degli operatori del turismo nord europeo.

Salgo in camera, mi ritempro sotto una doccia fresca, guardo il letto, avrei bisogno di riposare, ma, lo spirito del viaggiatore, prende il sopravvento sulla stanchezza, sarebbe un delitto sottrarre del tempo alle esperienze, il mio hotel e' sulla Sukhumvit, una delle due arterie principali di Bangkok, e allora mi conviene uscire per vivere in mezzo a loro, chiudo la porta della mia stanza infilo l'ascensore e sono in strada.

Ristoratori improvvisati sulla strada e venditori ambulanti aspettano che compri qualcosa, ma, non ho voglia di comprare adesso, sono troppo stanco per contrattare cercando di strappare il miglior prezzo, bisogna essere lucidi per trattare con questi venditori, molto piu' abili dei nostri professionisti delle vendite, infarciti di marketing e nozioni, che ti accolgono in abiti di prestigio stretti al collo da severe cravatte... Quanta fatica devono fare, se sapessero che il loro lavoro viene svolto allo stesso modo da un ragazzino in magliettina e pantaloncini...Forse se la tirerebbero meno.

I negozi tutti organizzati e molto eleganti e i grattacieli che qui sono centinaia, ti fanno capire che il terzo mondo avanza allegramente verso il primo, con ovvie probabilita' di superarlo in un prossimo futuro, mi distraggono anche i sorrisi, delle belle ragazze Thai, che incrociando lo sguardo del farang (straniero), non lo fanno certamente sentire da solo...

Sono stanco ho camminato tanto e ho voglia di rientrare in hotel, raccolgo la chiave dalla reception, ancora una volta i sorrisi dei receptionist e gli inchini degli addetti alla manutenzione delle camere mi fanno sentire un Signor Cliente, e pensare che tutto cio' a parita' di strutture costa un quinto in meno dell'Italia, e sopratutto che un cameriere costa quindici volte meno di un suo collega Italiano, magari antipatico e poco professionale..

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