Partenza il 26/12/2017 · Ritorno il 2/1/2018
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Capodanno alle Canarie

di scricciolo87 - pubblicato il

Stanche di freddo e nebbia e di arrivare agli sgoccioli dell’anno senza nessuna idea di come festeggiare, lo scorso autunno abbiamo deciso che lo avremmo trascorso al caldo. Esclusa Bali per via della stagione delle piogge, abbiamo pensato ad un’altra destinazione calda e che non fosse molto lontana da noi: le Canarie. Quale isola? Tenerife, la più grande delle sette isole, la meno ventosa e con un clima temperato. II tour operator (TUI -Viaggi del Turchese) ci ha offerto un pacchetto che prevedeva la partenza da Bergamo Orio al Serio il 26 dicembre alle 7.30, ritorno il 2 gennaio alle 12.30 e soggiorno all’hotel Sol Tenerife nella zona Sud dell’isola a Las Americas, in mezza pensione, cenone di Capodanno incluso.

Partenza traumatica: la notte di natale tra i grandi festeggiamenti di rito e gli ultimi preparativi, non abbiamo praticamente chiuso occhio. La partenza era fissata alle 3 della notte. Alle 5 eravamo in aeroporto: il suono dell’inno di Mameli ha decretato l’apertura dell’aeroporto. Partite alle 7.30 in perfetto orario da una uggiosa, fredda e buia Bergamo, siamo atterrate quattro ore dopo in una soleggiata e calda Tenerife (aeroporto di Tenerife Sud) con la compagnia aerea Alba Star. Il tour operator ci ha destinate nell’autobus che ci ha lasciate davanti all’hotel. Albergo enorme, quattro stelle, costituito da due torri di 11 piani ciascuna, con ristoranti, bar, palestra e piscine nella zona comune. Dopo aver depositato i bagagli ed esserci rinfrescate, abbiamo subito indossato il costume e approfittato delle ore più calde per prendere il sole in piscina e fare una pennichella. Alzata l’aria più fresca in tardo pomeriggio, siamo uscite ad esplorare il lungomare e ammirare i surfisti. Dopo cena c’era solo l’imbarazzo della scelta: la zona di Las Americas è infatti ricca di locali nella strip chiamata Las Veronicas.

Il giorno successivo, il 27, partendo dalla stazione degli autobus (Estación de Guaguas) vicina al centro congressi Magma, abbiamo iniziato a visitare qualche spiaggia tra le immancabili secondo la guida Lonely Planet. Dapprima ci siamo fermati a El Médano (autobus n.450 - cambio a San Isidro - autobus n.408) famosa per gli sport acquatici tra cui surf, windsurf e kitesurf. La spiaggia è molto varia: si trova la sabbia, ma anche sassi, sabbia vulcanica e scogli; più riparata all’inizio e poi sempre più ventosa. Il paese è piccolo, ma ricco di ristorantini e bar sul lungomare. Poi ci siamo dirette sempre con l’autobus alla spiaggia di Las Galletas: spiaggia di sabbia e sassi, molto più calma e tranquilla e con un lungomare ricco anche qui di posticini da cui poter ammirare uno splendido tramonto.

Il giorno 28 lo abbiamo dedicato alla capitale Santa Cruz. Un’ora e mezza di autobus (n.110 o 111). La prima tappa è stata la spiaggia di Las Teresitas a circa venti minuti da Santa Cruz (autobus n.910). Semplicemente incantevole. Quasi un posto irreale dalla tranquillità che regnava. Spiaggia dorata e circondata da palme, e onde tranquille grazie agli scogli che ne attenuano la forza. Per pranzo siamo tornate a Santa Cruz. La città è molto piccola. Il luogo principale è Plaza de Espagna, la piazza più grande delle Canarie, sede del potere civile. Svetta anche proprio sul porto l’auditorium progettato dall’architetto Calatrava che assomiglia all’Opera House di Sidney. Qui abbiamo pranzato a base di tapas in un piccolo, colorato e tipico locale chiamato La Casita. Cibo buono, ricco di aglio, personale giovane che non parla nessuna lingua al di fuori dello spagnolo e menù solo in spagnolo. (Aiuto!). Non potevamo tralasciare la vicina cittadina di La Laguna, a soli venti minuti di autobus (n.015 / 014). Qui il paesaggio cambia completamente e fa anche più freddo rispetto alle altre zone da noi visitate. Antica capitale dell’isola, cittadina universitaria, dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, è molto visitata dai turisti e la parte che colpisce di più sono le casette colorate che ricordano un po’ quelle di l’Avana di Cuba.

I giorni 29 e 30 abbiamo partecipato a due escursioni programmate dal tour operator. La prima ci ha portate ad esplorare la zona Nord-Ovest, dove abbiamo ammirato una grande varietà di climi e paesaggi. Si passa dalla zona arida e secca del Sud dove alloggiavamo noi, al verde e ai boschi del Nord, con un clima più fresco. La prima cittadina visitata è stata Masca. Un piccolo paese incastonato tra i monti che conta pochissimi abitanti e una piazzetta con un paio di bar dove vendono anche souvenir. Attenzione all’ora di arrivo perché c’è un’unica strada stretta per accedervi e nelle ore di punta c’è parecchio traffico! Da qui, poi, parte un percorso trekking di qualche ora che porta alla spiaggia che dicono essere magnifica. La seconda cittadina visitata è stata Garachico la cui attrazione principale è formata dalle bellissime piscine naturali vulcaniche. Davvero uno spettacolo! Incluse le mille colorazioni dell’acqua. Poi ci siamo spostati a Icod de los Vinos piccola città, conosciuta per lo più per El Drago, ossia l’albero del frago, un albero millenario, il più antico al mondo. E qui il tour operator aveva organizzato una degustazione di marmellata di cactus, salsine (mojo rojo e mojo verde) e liquore alla banana, all’interno di un fornitissimo negozio di souvenir. Sosta pranzo nel paese de La Orotava presso il ristorante Sabor Canario che si trova proprio accanto alla piazza del comune nella quale era stato allestito un bel presepe. Ultima e attesa tappa della giornata: El Teide. Il vulcano unito al suo parco che dominano il centro dell’isola di Tenerife e dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Ci si addentra in un paesaggio completamente diverso dai precedenti fatto di rocce rosse e marroni, sassi e sabbia dalle colorazioni grigiastre; sembra di stare in un territorio lunare. Davvero mozzafiato!

La seconda escursione alla quale abbiamo partecipato ci ha portate ad esplorare la vicina isola di La Gomera. Partiti di buon mattino con una nave cargo dal porto di Los Cristianos, in circa 40 minuti eravamo su quest’isola definita “lo smeraldo verde dell’Atlantico” per la sua natura selvaggia ed incontaminata, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Abbiamo visitato l’isola a bordo di una jeep che ci ha permesso di percorrere guadi, strade sterrate, entrare in una coltivazione di banane e di raggiungere, attraversando la spiaggia, un ristorante famoso non tanto per il cibo bensì per la dimostrazione del silbo gomero. Si tratta del fischio di La Gomera, un linguaggio fischiato che una volta veniva utilizzato dai pastori per comunicare a distanza. La lingua è una forma di dialetto spagnolo ma fischiato e dal 1999 è stato introdotto come materia di studio obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie. Dopo pranzo abbiamo visitato velocemente il giardino botanico e il parco nazionale di Garajonay e infine il piccolo paese di San Sebastian prima di ripartire per Tenerife. Due sono le compagnie che collegano le due isole e quella da noi utilizzata è stata Lineas Fred.Olsen, veloce ma partita dall’isola con “soli” 45 minuti di ritardo!

Gli ultimi due giorni di vacanza li abbiamo trascorsi in spiaggia. Il 31 abbiamo visitato quelle comprese tra Playa de las Americas e Los Cristianos e ci siamo fermate nella spiaggia di Las Vistas, sabbia chiara e mare tranquillo grazie alle barriere frangiflutti. Prima di tornare in hotel e prepararci per il cenone e la serata, abbiamo fatto il bagno nell’acqua super gelida dell’Atlantico e un breve giretto in questa zona super commerciale, ricca di negozi, hotel e tanti ristornati e bar.

Il primo dell’anno, invece, dopo un lento risveglio, ci siamo dirette nella parte opposta della costa visitando le spiagge di Troya, Torviscas, Fenabe e El Duque, a circa un’ora di camminata dal nostro hotel. El Duque è stata la spiaggia dove ci siamo fermate. Una piccola spiaggia molto frequentata e anche più ventosa delle altre e quindi con il mare più agitato. Anche in questa zona l’architettura cambia completamente avvicinandosi di più allo stile marocchino, che a me piace molto. Ampia la scelta dei posti dove mangiare, molti dei quali offrono tavolini all’aperto e vista mare. Noi ne abbiamo scelto uno dei tanti. Abbiamo trascorso la serata in camera per gli ultimi preparativi di rito prima della partenza dell’indomani.

Puntuale alle 9.30 l’autobus è venuto a prenderci e in circa 20 minuti eravamo in aeroporto. Sbrigate le procedure di check-in, abbiamo trascorso diverso tempo nell’area duty-free a causa del ritardo del volo.

Siamo atterrate all’ora di cena in una buia, nebbiosa e freddissima Bergamo che ci ha fatto rimpiangere i 25-27 gradi dei giorni precedenti.

Da quest’anno abbiamo deciso di inaugurare la nuova tradizione di trascorrere il capodanno al caldo. Vedremo dove ci porterà la prossima meta quest’anno!

di scricciolo87 - pubblicato il
Parole chiave: , , ,