Tenerife on the road

L'isola dell'eterna primavera regala scenari mozzafiato

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  • di mdisoccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Il mare è molto agitato e il vento soffia forte offrendo degli scatti fotografici fenomenali!

Lunedì 1 maggio

Oggi decidiamo di trascorre la giornata al mare. Scegliamo Guia de Isora, raggiungibile in 10 minuti da Tamaimo con scenari spettacolari sulle montagne a picco sul mare. La spiaggia Playa La Jaquita è ben attrezzata, vi sono anche le piscine naturali, bagni, spogliatoi, docce libere, un bar. Affittiamo due lettini e l'ombrellone per 11,50 euro e restiamo fino alla 16 perché il sole sulla pelle si fa sentire. Rientriamo al B&B e dopo esserci dati una sistemata decidiamo di andare a Icod de los Vinos, a vedere El Drago, ovvero la Dracaena draco, endemica delle isole Canarie, una pianta dalla forma di ombrello rovesciato appartenente alle Agavaceae, che può raggiungere i 20 metri di altezza. Le ipotesi sulla vera età de El Drago sono piuttosto discordanti, alcuni sostengono abbia 3000 anni, altri pensano ne abbia “solo” 1000. Per la cena scegliamo il ristorante El Pescator a Los Gigantes. Scegliamo come antipasto i gamberi e due sogliole accompagnate da insalata e patata arrugadas. Sinceramente non é stato eccezionale, ma il prezzo é giusto (45 euro). Prima di rientrare facciamo una passeggiata a Puerto Santiago.

Martedì 2 maggio

La giornata promette bene e siamo pronti per andare sul Teide. I Guanches chiamavano il Teide "Echeyde", che significa "Casa di Guayota", il Diavolo. Secondo la loro tradizione Guayota sequestrò il Dio del Sole, Magec, e lo portò al centro del Teide portando oscurità sull'isola di Tenerife. I Guanci chiesero allora aiuto ad Achamàn, supremo signore celeste che liberò il Sole e chiuse il maligno nel vulcano, tappando la bocca del cono con il Pan de Azùcar, l'ultimo cono che corona il Teide, visibile anche oggi. Man mano che si sale o si gira intorno al vulcano si può osservare il cambiamento dei colori e del paesaggio. Prima la roccia rossa con alberi e piante grasse a contrasto, poi la roccia nera senza nessuna forma di vita. Più saliamo e più il cielo diventa azzurro e da ogni angolo in cui si guarda si ammira il vulcano. Riesco anche a fotografare la viperina di Tenerife (Echium wildpretii), una delle piante più spettacolari del Parco Nazionale. I suoi steli, che possono raggiungere oltre i due metri di altezza, si ricoprono di una fitta e appariscente infiorescenza di colore porpora. Questa specie, che soltanto fino a 30 anni fa era davvero rara, oggi la si vede abitualmente a partire dal mese di maggio. Il percorso è fatto davvero di passaggi incredibili e unici. Arriviamo a Los Roques e siamo a 2070 mt. Qui é presente il Centro de Visitantes de Canada Blanca, un bar-ristorante ed un negozio di souvenir. Parcheggiamo l'auto e saliamo sulla Roques de Garcia per ammiriamo la vallata. Sembra di perdersi in un altro pianeta. Proseguendo sulla T-24 parte la teleferica, che porta fino alla zona della Rambleta a 3.555 metri di altitudine. Il resto della salita che conduce alla vetta, poco più di 200 metri, si chiama “sendero Telesforo Bravo” ma deve essere autorizzata con un permesso che si chiede in anticipo, personalmente, per fax o email all’Ufficio del Parque Nacional del Teide. Arriviamo a Montana Blanca e parcheggiamo l'auto. Qui lo scenario è totalmente differente, completamente circondati da sabbia dorata ammiriamo anche un piccolo mulinello che si genera in lontananza. Proseguiamo il percorso scendendo per la Valle di Orotava anche se il paesaggio non é totalmente visibile per via delle nuvole ma riusciamo a vedere la Piedra la Rosa, simile a una enorme margherita incastonata nella roccia. Arrivati a La Orotava troviamo parcheggio vicino al municipio e scendendo ci fermiamo a mangiare tapas alla Cafeteria Los Balcones

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