Dieci giorni a Tenerife

Cronaca di una ben riuscita vacanza disorganizzata a Tenerife tra mare, sole e sport acquatici

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  • di arma.decatri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questo viaggio è nato dal nulla e nonostante l’organizzazione inesistente è stato rilassante, divertente e interessante, così ve lo voglio raccontare.

Dato che uscivamo da una disavventura familiare recente, mia moglie ed io eravamo piuttosto indecisi su cosa fare delle nostre ferie, preparammo la vacanza in tutta fretta, all’ultimo secondo; era metà Luglio, aprimmo lo “sky-scanner” di turno e l’unico volo abbordabile era un provvidenziale 110 euro a/r per persona con interminabile scalo a Bruxelles per Gran Canaria nelle due settimane centrali di Agosto. Per tenerci un po’ sul vago, prenotammo una pensioncina economica con cancellazione gratuita nel 'centro storico' di Las Palmas su e preparammo gli zaini. Una volta giunti sul posto, Las Palmas non ci fece una gran bella impressione (era abbastanza sporca e sembrava di stare nella periferia di Milano) e la pensione era anche peggio, passati due giorni ne avevamo abbastanza, così dopo un paio d’ore in un internet point (o come lo chiamano loro, locutorio) decidemmo di cambiare isola. Cancellammo i giorni restanti in “albergo” (dio benedica booking.com) e andammo a prendere un traghetto della compagnia ARMAS che con 80 euro ci avrebbe portato fino a Tenerife.

Appena arrivati lì ci accolsero un bel sole e una leggera brezzolina che più che in pieno Agosto dava l’impressione di essere a metà giugno, insomma: un clima molto più vicino alla nostra idea di “Isole Canarie”. Visto che non avevamo fatto alcun programma, prendemmo un autobus (o meglio una “guagua”, parola canaria proveniente dall’inglese “wagon”) per il sud dell’isola che avevamo letto essere l’area più bella di tenerife (in effetti, Santa Cruz, per quanto molto più carina a mio avviso di Las Palmas, è pur sempre una città). L’impatto con il sud si dimostrò fin da subito all’altezza delle nostre aspettative, un mare incredibile e panorami da mozzare il fiato ovunque si volgesse lo sguardo. L’autobus ci portò fino alla stazione centrale di Las Americas, la cittadina che è di certo il fiore all’occhiello della splendida isola, si sviluppa totalmente sul mare, è contornata da spiagge ampie e curatissime e si è rivelata essere nettamente più economica rispetto alle nostre aspettative. Ora quello che mancava era solo un alloggio. Ovviamente, visto il periodo non fù facile trovare una sistemazione, ma quando stavamo per rassegnarci ad andare fuori budget, per un colpo di fortuna incontrammo un italiano che portava a spasso due assurdi cani cinesi completamente glabri che ci ha dato il numero di un signore molto gentile di nome Miguel che parlava un po´di italiano e che aveva la possibilita di alloggiarci in un paesino chiamato Costa del Silencio per 9 notti a poco più di 300 euro: l’appartamento non era niente male, un bungalow camera e sala situato in un complessino con piscina a meno di 500 metri dalla Montaña Amarilla, una montagnetta carsica a picco su un mare cristallino; l’accesso alla spiaggia non era esageratamente agevole, ma il posto meritava lo sforzo per raggiungere degli scogli liscissimi e bianchi pullulanti di anemoni e pesiolini colorati dove oziare al sole era il minimo che si potesse fare, ma soprattutto c’era una gran pace e il posto era frequentato solo dai locali e qualche turista che andava a fare le immersioni nel piccolo golfo che tra l’altro è area protetta per la presenza del riccio diadema (e attenzione alle caravelle portoghesi). Ma la pace ed il relax non sono tutto in vacanza e inevitabilmente, dopo un paio di giorni di solitudine decidemmo di tornare a Las Americas per fare i turisti per davvero, così andammo in questo posto chiamato Puerto Colòn, dove due lettini e ombrellone (di paglia) nella spiaggia “La Pinta” ci costavano meno di 10 euro al giorno. Lì la vacanza è cambiata da full relax ad adrenalinica andante, abbiamo conosciuto gente simpaticissima e trovato un bar dove finalmente bere un caffè degno del nome e in particolare nel porticciolo abbiamo fatto amicizia con un ragazzo italiano, Daniele (un vero mito, gli ho promesso che gli avrei fatto pubblicità ^_^ ... si chiamano Tenerife Nautical Center) che ha una scuola di sci nautico e wakeboard (una sorta di snowboard acquatico) con la sua ragazza da quasi dieci anni e noleggia moto d’acqua e diversi tipi di imbarcazioni, ma soprattutto è stato gentilissimo e ci ha dato un sacco di dritte su dove poter mangiare, passeggiare e passare le serate, inoltre ci ha presentato un suo conoscente che ci ha affittato una macchina per 15 euro al giorno, che in pieno agosto non e per niente male (come se non bastasse ci ha fatto anche fare lo sconticino sul biglietto per il Loro Parque). E’ stata una giornata incredibile e nonostante io non sia affatto uno sportivo, mi sono cimentato a provare questo wakeboard e devo dire che per me che non ho neanche mai sciato e stata una vera sorpresa riuscirci: non un campione, ma mi sono difeso; in seguito siamo ritornati quasi ogni giorno in Puerto Colòn che ormai era diventato il nostro punto di riferimento

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