Safari in Tanzania e ritorno a Zanzibar

La Tanzania è sicuramente una nazione da visitare sia per i vastissimi parchi naturali, che offrono interessanti incontri di animali di tutte le specie, sia per le bellissime spiagge dei suoi arcipelaghi.

  • di airada
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Prese elettriche: spina inglese o italiana

Clima: a settembre ho trovato, nei parchi, un clima primaverile, con escursione termica. Più freddo di sera e di mattina presto. Stagione secca senza piogge. A Zanzibar: caldo non eccessivo, ma sole forte, con giacchetta per la sera e acqua del mare con temperatura giusta.

Valuta: scellino tanzaniano (1 euro=26.000 scellini circa). Io non ho cambiato in valuta locale, ma ho usato tranquillamente sia dollari sia euro (ad eccezione degli hotel e di qualche negozio, di solito hanno applicato parità tra euro e dollaro.)

Documenti: passaporto + visto, da ottenere all'arrivo in aeroporto al costo di 50 dollari.

Questo viaggio può essere diviso in due parti: i safari nei parchi della Tanzania e il soggiorno mare a Zanzibar.

Organizzazione viaggio:

Abbiamo comprato un pacchetto Viaggidea (Alpitour) che offriva safari più mare, ma l'abbiamo personalizzato scegliendo voli di linea per poter prolungare il soggiorno mare.

Bagaglio: Per i safari ci avevano suggerito di portare valigie morbide: noi abbiamo preso troppo alla lettera il consiglio, usando borsoni senza rotelle, molto scomodi, voluminosi e pesanti. Si possono tranquillamente portare bagagli non rigidi, ma con rotelle.

Volo andata: Siamo partiti da Roma verso mezzanotte, con il volo (ET 0703) dell'Ethiopian Airlines per Addis Abeba. Arrivati verso le 7.00, abbiamo aspettato fino alle dieci per imbarcarci su un affollatissimo volo (ET 815) per Zanzibar, con sosta a Kilimangiaro-Arusha, dove siamo scesi. All'aeroporto abbiamo fatto la fila per il visto di entrata (50 dollari o euro). Abbiamo preferito passare una notte ad Arusha per ammortizzare la fatica del viaggio. La scelta si è rivelata molto comoda. Abbiamo soggiornato all'hotel Monte Meru, distante dall'aeroporto circa un’oretta. È una bella struttura, immersa nel verde, con campi da golf confinanti e una piscina che termina con una piccola cascata. La costruzione è moderna: ha parecchi piani e vetri azzurri. L’arredamento interno è arricchito da statue di legno e altri oggetti di gusto etnico. La nostra camera era ampia e comoda, con una bella vista sul Monte Meru, alto 4.566 metri. Il territorio dall'aeroporto ad Arusha è molto verde perché dal Monte Meru partono parecchi fiumi che permettono una buona irrigazione. Oltre all'agricoltura, la Tanzania ha un forte turismo prevalentemente europeo, sia per il trekking sul Kilimangiaro sia per i safari e per il mare. Ha anche molte miniere d'oro e diamanti, ma come accade spesso, i proprietari sono per lo più stranieri. Ci hanno raccomandato, quando si attraversano le città, di fare attenzione a non mettere il cellulare fuori dal finestrino perché passano con le moto e lo rubano.

Safari nei parchi del Ngorongoro, Serengeti e Lago Manyara

Trasferimento al parco del Ngorongoro: La mattina seguente abbiamo incontrato, verso le dieci, la nostra guida-autista Amani che ci ha portato in un centro artigianale con parecchi negozi, sistemati in capanne. Gli articoli di souvenir erano carini, ma non proprio economici. Abbiamo poi pranzato all'hotel Sundown, dove un addetto della Leopard Tour (l’agenzia che ha organizzato il nostro safari), ci ha dato info utili sul programma e sul comportamento da seguire nei giorni seguenti. È importante soprattutto non uscire dai lodge, specialmente nel Serengeti (pronuncia serengheti), perché, essendo situato l’hotel al centro del parco e senza recinzioni, si potrebbero fare brutti incontri. Per quanto riguarda la malaria, di giorno non c’è pericolo, anche con le maniche corte, ma è meglio usare repellenti per altri insetti. La sera, invece, è sempre consigliabile indossare pantaloni e camicie a manica lunga, e applicare anti zanzare nelle parti scoperte, per precauzione. (Noi abbiamo deciso di NON fare la profilassi anti-malarica). Abbiamo fatto il tragitto verso il Ngorongoro in jeep comoda, in cinque persone. Il paesaggio intorno era abbastanza monotono, con campi sempre più aridi, rispetto alle coltivazioni verdi (mais, caffè, riso, banane, fagioli) incontrate nella zona di Arusha. Questo dipende dalla stagione secca: quando piove, è tutto verdissimo. Spiccavano, sul giallo bruciato dal sole, moltissimi alberi di acacie. Capre e mucche con una strana gobba, erano gli animali che punteggiavano gli spazi piatti. Ogni tanto attraversavamo dei villaggi, costituiti da baracche con i tetti di lamiera e vivacizzati da mercati, pieni di merce di vario tipo

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