Partenza il 3/8/2014 · Ritorno il 22/8/2014
Viaggiatori: 2 · Spesa: Oltre 3000 euro

Tanzania tra mare e safari

di cafabio2005 - pubblicato il

Per le nostre vacanze 2014 io e mia moglie abbiamo deciso di fare un viaggio al quale stavamo pensando da parecchio tempo: safari in Tanzania nei parchi del nord e mare a Zanzibar.

Per l’organizzazione ci siamo rivolti ad un t.o. di Arusha, del quale molti altri viaggiatori avevano scritto bene, Safari Crew Tanzania. E’ gestito da una coppia di fratelli italiani, Rocco e Roberto, che ci hanno sopportato, gli avrò fatto centinaia di domande durante l’organizzazione del viaggio, e supportato in maniera splendida sia per quanto riguarda il safari, che è la loro specializzazione, che per la scelta del resort a Zanzibar. Prezzo competitivo, risposte veloci, recensioni rassicuranti ci hanno convinto a confermare il viaggio così composto: un giorno a Lake Manyara, quattro giorni nel Serengeti, un giorno a Ngorongoro ed un giorno a Tarangire per quanto riguarda la parte safari e 8 giorni al mare a Zanzibar. Durante il safari saremo solo noi con la guida, quindi jeep a nostra completa disposizione.

Per i voli abbiamo prenotato tramite la nostra tradizionale agenzia di viaggio con Qatar Airways via Doha: avendo fatto il tutto a gennaio, con partenza ad agosto, siamo riusciti a trovare tariffe molto interessanti. Tutti i voli ci sono costati in totale poco meno di € 1.400,00.

Finalmente arriva il 03 agosto e si parte. Nessun problema per arrivare a Doha e nessun problema per arrivare a Dar Es Salaam. Siamo in Tanzania! All’aeroporto di Dar si deve fare il visto turistico per entrare in Tanzania e qui ci vuole un po’ di pazienza in quanto si devono dare i soldi ed i passaporti a degli addetti ed aspettare che si venga chiamati a ritirare i documenti. Il tutto avviene in meno di 30 minuti ma il caldo, il numero enorme di persone e la voglia di superare l’ingorgo, fanno sembrare il tutto molto più lungo.

Ripresi i passaporti ci aspetta un’altra coda per superare la dogana e qui capiamo il significato di pole pole (piano piano): abbiamo davanti solo 5 o 6 persone ma l’addetta al controllo dei passaporti ci mette altri 30 interminabili minuti.

Finalmente ritiriamo i bagagli ma noi abbiamo ancora un volo da prendere, quello che da Dar ci porterà a Kilimanjaro, l’aeroporto che quasi tutti i turisti utilizzano per i safari nei parchi del nord. Questo volo lo abbiamo prenotato con Precision Air che si dimostra molto efficiente in quanto il decollo avviene in leggero anticipo.

Dopo un volo di circa un’ora arriviamo a Kilimanjaro dove ad attenderci troviamo la guida che ci farà compagnia per tutto il safari: Felix. Abbiamo subito un’ottima impressione di Felix che verrà confermata di giorno in giorno. La preparazione, la simpatia e l’ottima conoscenza della lingua italiana hanno fatto di Felix un eccellente compagno di viaggio oltre che una guida validissima.

L’ultimo pezzo di questo lungo viaggio iniziato 24 ore fa ci conduce ad Arusha dove abbiamo la prenotazione per la prima notte al Kibo Palace Hotel. Subito una gradita sorpresa in quanto grazie ad un upgrade ci danno una suite composta da tre locali! Non male come inizio. Una buona cena a buffet, una ottima dormita e un’abbondante colazione ci permettono di essere in piena forma per l’inizio del safari.

05 agosto: fotosafari nel Parco Lake Manyara

Il Lake Manyara, sotto la scarpata della Rift Valley, ospita ambienti estremamente vari, nonostante le sue piccole dimensioni (330 Kmq, di cui 200 occupati dal lago). Si va dalle fitte foreste alimentate dalle risorgive che affiorano ai piedi della Rift Valley, alle savane, alle zone acquitrinose a bordo lago. Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini, cercopitechi e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e ben 380 specie di uccelli. Qui, durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre. Tra i predatori sono numerosi i leopardi e i leoni; questi ultimi, infastiditi dall’umidità del terreno e dagli insetti, hanno acquisito l’abitudine (piuttosto rara presso questi grandi felini e riscontrata solo in poche altre zone) di arrampicarsi sui rami degli alberi. Al termine del fotosafari si raggiunge Karatu, sulle Ngorongoro Highlands. Durante questo assaggio di safari, che dura al massimo 4 ore, abbiamo visto moltissimi animali ma, ripeto, bisogna prendere il Lake Manyara come un assaggio di quello che vedremo in seguito. Per la sera arriviamo al Karatu Country Lodge, hotel con uno splendido giardino con piscina, camere grandi e ben tenute e personale molto gentile e disponibile.

06 agosto

Partenza per il Serengeti, attraverso la Ngorongoro Conservation Area. Trascorreremo quattro giornate alla scoperta del Serengeti, la più famosa area protetta della Tanzania e una delle più famose al mondo.

L’ecosistema Serengeti ospita più di 1.500.000 gnu, circa 300.000 zebre, 500.000 gazzelle di Thompson, più di 2700 leoni, 1000 leopardi, 500 ghepardi, enormi mandrie di elefanti, eland, impala, antilopi d’acqua, giraffe, struzzi, genette, e i corsi d’acqua sono popolati da coccodrilli e ippopotami; sono più di 400 le specie di uccelli. I 15.000 kmq del Parco Nazionale del Serengeti costituiscono solo la porzione maggiore di un ecosistema più vasto, che include anche le Ngorongoro Plains (la regione pianeggiante a Nord Est del Cratere di Ngorongoro, che gioca un ruolo importantissimo nella celebre migrazione ed è amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area) e il Maasai Mara (che si trova più a Nord, in Kenya). Qui l’orografia, la composizione dei suoli e, conseguentemente, il tipo di vegetazione, permettono avvistamenti di animali senza uguali in Africa. Il sottosuolo, costituito (soprattutto nella parte meridionale) da rocce vulcaniche, impedisce nella maggior parte del Serengeti la crescita di piante ad alto fusto e prevalgono le praterie, quindi l’ambiente aperto favorisce gli avvistamenti. Gli gnu e le zebre del Serengeti, sempre alla ricerca di nuovi pascoli e di acqua, sono gli attori del più grande movimento migratorio di animali selvatici al mondo: è la grande migrazione del Serengeti. Divideremo il soggiorno nel Parco in due aree: una notte nella celebre Seronera Valley e due notti nella regione settentrionale. Non posso descrivere il Serengeti e tutto quello che abbiamo visto in poche parole, ma è un parco che deve essere visto dagli amanti della natura come siamo noi. La prima notte l’abbiamo passata in un campo tendato, Kati Kati Camp, dove solo la tenda ci separava dagli animali che potevano passare liberamente nel campo. Noi non ne abbiamo visti ma i rumori del parco si sentivano chiaramente ed hanno reso questa notte veramente speciale.

Le altre due notti le abbiamo trascorse al Lobo Wildlife Lodge, nel nord del parco: un lodge grande, ben inserito nel paesaggio circostante, molto comodo per visitare questa parte di parco meno frequentata dai turisti. Nel Serengeti abbiamo visto tutti gli animali tranne il rinoceronte ma il risultato finale è stato eccezionale: decine e decine di leoni (almeno 80), 9 ghepardi, 3 leopardi, migliaia di gnu e zebre, centinaia di elefanti, centinaia di ippopotami, coccodrilli, gazzelle, antilopi di tutte le misure, iene, sciacalli, migliaia di avvoltoi, giraffe, struzzi, manguste, aquile di vario tipo ed una serie infinita di uccelli dei quali non ci ricordiamo i nomi. Non è assolutamente scontato che si veda tutto questo, abbiamo infatti parlato con altri turisti che hanno visto meno della metà di quello che abbiamo visto noi, ma la pazienza e l’abilità di Felix ci hanno permesso di vedere di tutto.

09 agosto

Al mattino ultimo fotosafari nel Serengeti, prima di procedere verso le Ngorongoro Plains e raggiungere in serata il Cratere di Ngorongoro. Per la sera arriviamo stanchi, la strada è molto sconnessa, al Rhino Lodge. Camera accogliente ma fa così freddo che ci facciamo accendere la stufa a legna presente in tutte le camere. Ottima cena e a letto in attesa del parco che io attendo con più curiosità: Ngorongoro.

10 agosto: Giornata di fotosafari nel Cratere di Ngorongoro

Il Cratere di Ngorongoro è un ambiente unico, senza uguali al mondo. E’ quello che resta di un antico cono vulcanico, la cui cima è collassata circa 2,5 milioni di anni fa, lasciando posto alla caldera attuale: un tronco di cono, che al suo interno ospita un “padellone” dal diametro di 16/20 km, con i bordi rialzati di circa 600 m rispetto al fondo, al cui interno si è sviluppata una savana dove vivono più di 25.000 grandi animali. Tutte le specie tipiche della regione, ad eccezione delle giraffe (che qui non trovano nutrimento) e della antilopi, non ci sono arbusti, vivono nel Cratere di Ngorongoro. Il bordo del Cratere raggiunge un’altitudine di 2300 msm e offre viste da togliere il fiato. Le pendici esterne delle pareti sono ricoperte da un fitto manto di foresta primaria. In serata si ritorna a Karatu. Dopo essere stati nel Serengeti sono rimasto quasi “deluso” da Ngorongoro: non che non sia bello ed affascinante ma è così piccolo che mi ha ricordato uno dei tanti parchi con animali che abbiamo da noi. Forse sarebbe meglio visitarlo prima di andare nel Serengeti e lasciare questo parco per ultimo. A Ngorongoro siamo riusciti a vedere il rinoceronte che non avevamo ancora visto, oltre a tantissimi animali già visti in precedenza. Per la sera torniamo al Karatu Country Lodge.

11 agosto: partenza per il Parco Tarangire

Con i suoi 2.600 Kmq il Parco Nazionale del Tarangire costituisce un ambiente diverso dagli altri Parchi del Nord. Largo una trentina di km in direzione est-ovest e lungo un centinaio di km in direzione nord-sud, il Tarangire è il “parco dei giganti”: ospita infatti colossali baobab e grandi mandrie di elefanti, oltre a leoni, leopardi, antilopi, gazzelle, gnu, zebre, bufali e circa 500 specie di uccelli (tra stanziali e migranti), la più alta concentrazione della Tanzania. Il fulcro della vita è il fiume omonimo, che durante la stagione secca diventa, insieme alla Palude di Silale, l’unica fonte d’acqua disponibile e attira una gran quantità di animali. Dopo 6 giorni di tempo bello ma con temperature fresche, sia di giorno che soprattutto di notte, questo è l’unico giorno dove fa caldo: siamo a 1000 msm e la differenza con gli altri parchi situati molto più in altura si sente. Il parco è bello, con tanti animali ma, forse perché è l’ultimo parco ed abbiamo già visto tutto o forse perché siamo un po’ stanchi dopo sette giorni di safari, lo apprezziamo meno di quello che probabilmente avrebbe meritato. Per la sera arriviamo all’Osupuko Lodge situato subito all’esterno del Tarangire ma dove, non essendo i parchi recintati, è molto facile vedere animali. Infatti appena arriviamo, possiamo vedere dalla nostra camera un maschio di elefante a non più di 100 metri da noi e subito dopo un branco di una cinquantina di elefanti. La mattina dopo facciamo invece colazione con la vista di due splendide giraffe.

12 agosto

Oggi è una giornata di trasferimento a Zanzibar. In mattinata rientriamo ad Arusha dove incontriamo Rocco, uno dei proprietari del t.o. e gli facciamo i complimenti per l’organizzazione del safari. Pranziamo al ristorante The River House appena fuori Arusha e verso le 15 Felix ci accompagna all’aeroporto di Arusha dal quale decolleremo verso le 17 per Zanzibar, sempre con Precision Air.

Arriviamo a Zanzibar per le 18 e ad attenderci c’è Mr. Rasheed che, in circa un’ora di macchina, ci accompagna al resort che abbiamo scelto per il nostro meriato riposo: Mvuvi Resort situato in località Kiwengwa. Ad attenderci troviamo il vulcanico Alessandro che, in quanto direttore del resort, ci spiega brevemente gli orari del ristorante e le altre poche cose da sapere sul resort. Cena e a letto dopo una giornata abbastanza faticosa.

Dal 13 al 20 agosto: Mvuvi Resort

Scelta azzeccatissima! Abbiamo trascorso 8 giorni da favola in questo piccolo resort, 6 camere, situato su una lunghissima spiaggia da favola, con la sabbia che sembra borotalco, con un mare dai mille colori, curati e coccolati dallo staff, da Alessandro e dalla gentilissima sig.ra Milly. Non finiremo mai di ringraziarli per averci messo nelle condizioni di trascorrere questo periodo di vacanza in maniera così fantastica.

21 agosto

Purtroppo si inizia il lungo ritorno a casa. Rivediamo Mr. Rasheed che ci accompagna all’aeroporto di Zanzibar dove con un volo di soli 20 minuti effettuato da Zanair, arriviamo a Dar Es Salaam dove, dopo un’attesa di 4 ore, ci imbarchiamo sul volo che, via Doha, ci riporterà a Malpensa. L’area partenze dell’aeroporto di Dar è abbastanza piccola e fate attenzione ai prezzi dei vari negozi in quanto lo stesso prodotto lo potete trovare a prezzi molto diversi tra un negozio e l’altro: prima di fare acquisti controllate attentamente.

Abbiamo trascorso una vacanza bellissima sotto tutti i punti di vista, siamo stati fortunati con il tempo in quanto in tutto abbiamo avuto 30 minuti di pioggia e non abbiamo sofferto il freddo più di tanto durante il safari. Certo che chi parte per i safari in questa stagione deve portare qualche capo pesante ma senza esagerare. Abbiamo incontrato persone splendide, abbiamo conosciuto persone che hanno pochissimo ma hanno una dignità infinita e che se hanno la possibilità di aiutarti in qualche modo lo fanno sempre con il sorriso. Grazie Tanzania.

di cafabio2005 - pubblicato il