Alla scoperta della Tanzania... da sola zaino in spalla

Un viaggio speciale... da sola, zaino in spalla, al di fuori dei circuiti organizzati: Selous Game Reserve, Mikumi, Ruaha e Udzungwa Mountains National Park

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  • di Roxi2013
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Perchè da sola? Perchè un viaggio come questo o lo fai con qualcuno/a a te particolarmente affine o è meglio goderselo in totale libertà anche perchè la Tanzania visitata zaino in spalla senza prenotazioni particolari in villaggi o gruppi organizzati può spaventare e creare problemi a chi non si adatta facilmente. Tutti falsi problemi perchè, di fatto, è andato tutto benissimo!

Parto da Roma Fiumicino con la Swiss, volo comodissimo che fa solo un'oretta di scalo a Zurigo e poi via, diretto fino a Nairobi (Kenya) e poi finalmente la tanto sognata Tanzania! Atterro a Dar es Salaam in centro Tanzania sulla costa, sono le 21.00, appena esci dall'abitacolo dell'aereo sei inondata dal caldo e da uno speciale profumo dell'aria: L'Africa! E' buio e dal taxi che mi porta all'ostello dell'NGO Italiana CEFA dove ho deciso di passare le prime notti,non vedo un granchè a parte un eccesso di polvere che mi rendo poi conto essere dovuta al fatto che c'è solo una strada asfaltata principale e tutte le altre non lo sono. Al CEFA sono molto accoglienti ed il clima è molto famigliare oltre ad essere decisamente italiano. La mattina seguente la responsabile del centro mi offre la possibilità di accompagnarla in un villaggio dove il CEFA è impegnato in aiuti umanitari di vario genere ed è fantastico: sono appena arrivata e mi ritrovo a camminare tra bancarelle, capanne, donne colorate con in testa oggetti di ogni tipo e soprattutto tanti, tanti bambini che ti salutano tutti festosi. Mi sento già proiettata in un'altra dimensione.. Lasciata la nuova amica del CEFA mi avventuro per un paio di giorni alla scoperta della città di Dar: traffico impensabile, folle di uomini e donne che tra un'auto e l'altra ti vorrebbero vendere di tutto, bajaji (equivalenti dei tuc tuc asiatici) a centinaia e dalla dalla (camioncino anni settanta Wolsvaghen) pieni all'inverosimile, colori, musica e swahili (lingua ufficiale) molto musicale anche questa! Caribù! L'unico quartiere di Dar es Salaam paragonabile ad una città come intendiamo noi le città in Europa, è il quartiere centrale della "Posta" con banche e grattacieli...la parte che mi è piaciuta meno, ma che può essere di conforto ai nostalgici delle infrastrutture occidentali.

Dopo questa iniziale permanenza a Dar ecco che arriva il giorno stabilito per la partenza per il safari nei quattro parchi del sud! Organizzato con Agenzia Tanzaniana che mette a disposizione guida tanzaniana e cuoco tanzaniano Jeep 4x4 adatta al caso, e che si occupa della sistemazione per la notte all'interno delle riserve. Il safari è l'unica cosa che non si può fare da soli a meno chè non si abbia la possibilità di spendere una fortuna: per condividere questa spesa, sono stata molto fortunata, ho trovato Francesco, un ragazzo che nel corso del suo anno sabatico ha deciso di inserire l'esperienza del safari nello stesso posto e periodo scelti da me! Una fortuna anche a livello di intesa personale dato che in safari vivi 24h su 24 a stretto contatto e non sempre le situazioni in cui ti puoi trovare sono delle più facili..insomma, miracolosamente, senza nemmeno conoscerci, mi è capitato il compagno di viaggio ideale! Che ha contribuito a sdrammatizzare i pericoli e a farmi fare un sacco di risate con i suoi commenti non proprio alla Piero Angela...

Bene, finalmente si parte io, Francesco, con la nostra Jeep tipica da safari 4x4 con tettuccio apribile, con Thomas alla guida e Endrew il cuoco. I primi 3 giorni sono dedicati al Selous Game Reserve che raggiungiamo dopo circa 5 ore di jeep su strade quasi tutte non asfaltate attraversando villaggi e vasti tratti di vegetazione indisturbata che cambia notevolmente nel giro di pochi chilometri da foreste di palme ad alto fusto a savana brulla, spettacolare la terra, la strada tutto di sabbia rossa! Come prima cosa all'interno di Salous facciamo un safari in canoa sul fiume Rufiji dove vediamo per la prima volta dal vivo ippopotami (in acqua a pochi metri da noi!) ma anche coccodrillini e coccodrilloni. A Selous dormiamo all'Hippo Camp a bordo fiume e quindi nella struttura in legno in cui dormiamo, di notte, si sentono perfettamente i movimenti di coccodrilli, versi e camminate di ippopotami e qualche strisciamento che ho personalmente imputato a qualche grosso serpente essendo anche zona di pitoni e black mamba... Insomma per le prime due notti può essere difficile prendere sonno ma in compenso, al sorgere del sole, ti alzi con una adrenalina impensabile quando dormi nel tuo appartamentino di città e ti alzi per andare in ufficio. Grazie alla nostra bravissima guida tanzaniana Thomas che con la jeep si lancia in numerosi fuori pista (non senza conseguenze come insabbiamenti ecc.) vediamo tantissime giraffe, Impala, gnu, bufali, zebre ed anche la scimmia cappuccina tipica della zona con un pelo lunghissimo nero e bianco e una specie di cappuccetto in testa. Il primo incontro con un branco di elefanti, quando un grande maschio inizia a sventolare le sue enormi orecchie e a barrirci contro, facendo rimbombare tutto, è indimenticabile.

Il terzo giorno di safari lasciamo Salous per dirigerci al National Park di Mikumi, per raggiungere il quale, Occorrono ben quasi 8 ore di jeep (strade tassativamente sterrate e non poco..) ma il paesaggio è affascinante e cambia continuamente: attraversiamo le montagne Uluguru, fiumi, villaggi, case fatte di fango, piccole fattorie, nelle zone abitate la gente sente la Jeep e si precipita ai bordi del sentiero per lasciarci passare (impensabile da noi). Il giorno dopo, all'interno del parco di Mikumi abbiamo il primo avvistamento di due leonesse che man mano diventa un incontro ravvicinato dato che ci attraversano la strada quasi toccando la jeep! Ci guardano con i loro occhioni gialli che visti da vicino ti trasmettono intensamente la sensazione del selvaggio...Thomas non si muove, le lascia avvicinare, secondo me pericolosamente, fino quasi a toccarci perchè hanno mangiato da solo un giorno e diventano più pericolose solo dopo il quinto, sesto giorno dall'ultimo pasto: siamo in una botte di ferro! E dopo le leonesse, come preannunciato dalla nostra esperta guida, i leoni maschi non tardano a raggiungere le loro femmine ed anche loro, uno giovane con la criniera ancora corta ed un bell'adulto di circa 11 anni con la classica criniera da re leone ci sfilano lentamente davanti alla jeep senza omettere di fermarsi difronte al nostro paraurti fissandoci negli occhi e noi muti e immobili...tanto per farci capire chi è il re laggiù nella savana anche se noi siamo a bordo di un potente fuoristrada. Anche loro, come le femmine, hanno pranzato di recente dice Thomas..meno male!

Il terzo parco che raggiungiamo è il grande parco Ruaha. Per arrivarci percorriamo la strada (questa a volte asfaltata) che attraversa la storica città di Iringa a 1500 metri di quota in centro Tanzania: spettacolo di mercatini e colori come del resto sempre da queste parti. A Ruaha Park io ed il mio intrepido compagno di avventura Francesco decidiamo di fare qualcosa di più ardito: il "walking safari" ossia un percorso a piedi, senza jeep nella savana. Partiamo dopo avere firmato un foglio in cui ci assumiamo tutte le conseguenze di ciò che potrebbe succedere (...), dopo tutte le raccomandazioni del caso, partiamo a piedi, scortati da due rengers armati: bisogna camminare in fila indiana, in silenzio e attenersi ai comandi dati dal renger che ci precede. La camminata dura 2-3 ore dove vediamo per fortuna solo animali non pericolosi o con lo stomaco già molto pieno come un coccodrillone di 6 metri. Solo alla fine, quando già vediamo la nostra cara jeep con Thomas che è venuto a recuperarci, avvistiamo un branco di elefanti..

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