Tanzania: i parchi del nord

Arrivati all'aereoporto internazionale del Kilimanjaro, ci trasferiremo all'Ethiopian Hotel (un alberghetto molto carino e pulito ornato da graziose pitture naif) nella città di Arusha. L'albergo, molto pulito, vanta tra l'altro una buonissima cucina sia continentale che etiopica (ottimo lo Zighinì). ...

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  • di Massimo Allegro 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Arrivati all'aereoporto internazionale del Kilimanjaro, ci trasferiremo all'Ethiopian Hotel (un alberghetto molto carino e pulito ornato da graziose pitture naif) nella città di Arusha. L'albergo, molto pulito, vanta tra l'altro una buonissima cucina sia continentale che etiopica (ottimo lo Zighinì).

Presi i contatti con la nostra agenzia e svolte le pratiche burocratiche, passeremo il pomeriggio a zonzo per la graziosa città di Arusha dove passeggeremo in compagnia del nostro buon amico, il cuoco Paul Nyantori.

Paul è un elemento essenziale dei nostri safari. Infatti è grazie alla sua presenza e disponbilità che il nostro safari diventa un viaggio sicuro, rilassante e comodo.

Fare un safari col cuoco al seguito consente infatti di affrontare la vacanza senza l'onere delle noiose incombenze domestiche come, cucinare, lavare i piatti, riordinare il campo, che almeno qui dimentichiamo volentieri.

Così la mattina successiva ci alzeremo di buon ora e dopo un ottima colazione incontreremo la nostra guida. Caricati i bagagli sulla jeep (verso le 10) partiremo finalmente per il nostro Safari.

Dopo due ore circa arriveremo al villaggio di Mto wa Mbo e qui prenderemo posto nel primo camp. Mentre Paul preparerà il pranzo, noi monteremo le tende e ci rilasseremo, magari davanti ad un fresca birra africana.

Dopo pranzo visiteremo il villaggio, che vanta tra l'altro un mercato molto pittoresco e ricco di oggetti artigianali in legno ma; senza perdere d'occhio l'orologio. Alle 15,30 infatti si partirà per il primo fantastico game drive nel Manyara National Park, la cui entrata dista solo 10 minuti dal villaggio. Il nome del parco e del lago derivano dalla parola Masai "Manyara", che è il nome di una pianta: l'Euforbia Tirucalli che i Masai utilizzano per costruire recinti e steccati. La prima parte del parco è costituita da una lussureggiante foresta umida, molto simile ad una foresta tropicale. Però qui l'abbondante acqua viene dalle falde sotterranee della Rift Valley piuttosto che dalle piogge. La vegetazione comprende alberi alti e specie particolari (baobab, alberi delle salsicce, alberi del pane). Qui incontreremo babbuini, diverse specie di uccelli, ma anche elefanti, cervi d'acqua (Cobo defassa), giraffe, bufali, dik dik, cercopitechi grigioverde. Ogni volta sarà una scoperta e il nostro primo istinto sarà quello di scattare foto a ripetizione per paura di non trovarci nuovamente in condizioni tanto favorevoli.

L'errore sarà presto evidente e dovremo moderarci per non utilizzare tutti i rullini già nel primo giorno di viaggio. Arrivati vicino al lago, ci troveremo in una zona più aperta dove sarà più facile avvistare ippopotami, bufali, zebre, giraffe e se siamo fortunati magari anche qualche leone. Potremo girare nel parco fino alle 18,30 ma dovremo essere puntuali all'uscita (quì come in tutti gli altri parchi che visiteremo) per evitare inutili discussioni con le guardie. Finito il game drive torneremo al camp e quì troveremo Paul che in nostra assenza avrà già preparato una gustosa cenetta. Alla fine della giornata saremo stanchi ma soddisfatti. La sera dovremo andare a coricarci presto poichè avremo bisogno di tutte le nostre forze per i giorni a venire. Così la mattina seguente ci alzeremo verso le 7,30, faremo colazione e partiremo quindi per il secondo game drive nel Manyara.

Verso le 11,30 torneremo al camp, smonteremo le tende e ci gusteremo un altro bel pranzetto preparato da Paul. Nel pomeriggio, verso le 14,00 ci muoveremo verso la seconda meta del nostro viaggo, il villaggio di Karatu, dove arriveremo dopo circa un ora e mezza. Anche quì monteremo subito le tende nel Resort di cui saremo ospiti e, dopo una bella doccia bollente e un altra bella birra africana consumata al bar, potremo fare un giretto a zonzo per le vie di questo caratteristico villaggino tanzaniano. La sera pasteggeremo con un buon vino sud africano e grazie alla cura dei particolari che Paul sa mettere nei suoi piatti, godremo del nostro safari ben consci che il meglio è in arrivo: Il giorno dopo "Ngoro Ngoro"

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