Tanzania... il sorriso non può mancare

Da anni sognavamo il nostro viaggio in Africa... ecco il nostro racconto

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  • di Vivi06
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Inizio anticipando che abbiamo iniziato il nostro viaggio (Twende viaggi) molto tempo prima dell’effettiva partenza… Da Milano a Padova per conoscere Camilla ed Elisabetta, le nostre organizzatrici, che ci hanno fatto innamorare dell’Africa coi loro racconti.

01 Agosto

Partenza da Milano Malpensa con Alitalia direzione Roma. Visitiamo la città in attesa dell’aereo che ci porterà in Tanzania. Al check in ci sono poche persone bianche e tante persone di colore cariche di valigie con oggetti di tutti i tipi, persino le televisioni hanno imbarcato!

02 Agosto

Finalmente si parte! Volo con Ethyopian Airlines scalo di circa 1 ora ad Addis Ababa, poi si riparte per Arusha con scalo intermedio di circa 40 min a Mombasa. Arrivati ad Arusha paghiamo il visto d’ingresso (50$), usciamo dall’aeroporto e Gerald e la nostra guida è già lì che ci aspetta con la jeep che ci accompagnerà durante il safari. Circa 1 ora e siamo ad Arusha. Appena usciti dall’aeroporto ci accorgiamo di essere davvero in un altro mondo… tante persone lungo le strade che vendono frutta e verdura, carretti trainati dia buoi che trasportano di tutto, bambini in divisa, probabilmente scolari, che camminano per tornare a casa, ogni tanto gruppi di persone sedute su motociclette ferme ad aspettare e ci chiediamo: che fanno? Poi scopriamo essere taxy! Arrivati all’Impala hotel ci aspetta Massimo, paghiamo i visti d’ingresso ai parchi (320$)e ci racconta un po’ come si svolgerà il nostro viaggio. Ci accorgiamo subito che in Africa il sole tramonta alle 18.15-18.30, poi buio! Cena e poi subito a dormire domani si parte!

03 Agosto

L’appuntamento con la guida è alle 9, ma noi, impazienti, alle 8:45 siamo già pronti per partire. Arrivano Gerard e Franky, il nostro driver e… Partiamo! Attraversiamo tutta la città di Arusha, un caos infernale, persone ovunque, sulla strada ci sono jeep, carretti, autobus, un vero e proprio traffico. Noi rimaniamo a bocca aperta, mai ci saremmo aspettati di trovare tutta quella gente. Le case sono delle vere e proprie catapecchie costruite con sassi e fango, solo la strada principale è asfaltata, le altre sono sterrate e senza fognature. Passiamo al cambio e mentre Gerard accompagna Marco e Ale io e Laura rimaniamo sulla jeep con Franky che ripara la portiera incastrata. Sosta in un alimentari per rifornimento acqua e sigarette (in africa nessuno fuma! E Laura e Ale non hanno intenzione di smettere!). La strada che ci porta al Taranghire è una linea retta! Non ci sono curve, una linea infinita… Incontriamo diversi villaggi Masai e iniziamo a capire che c’è un’enorme differenza tra chi vive in città o nei villaggi e chi invece è un Masai. Loro vivono in capanne di sterco, in piccoli villaggi costruiti in zone desertiche e la loro attività prevalente è la pastorizia che gli consente di nutrirsi. Arrivati al gate del parco aspettiamo per circa due ore prima di entrare e non per la troppa gente, ma per la burocrazia. Consumiamo il nostro box lunch e poi inizia il nostro primo safari. Da subito ci si apre un paradiso… il paesaggio è bellissimo, savana con baobab enormi dove predomina il color giallo. Subito scoviamo una famiglia di elefanti, come sono grandi! Poi una miriade di zebre che sembrano colorate perché il loro mantello è bianco e nero lucido, impala, facoceri, gnu, struzzi, giraffe e poi ancora elefanti e… due ghepardi sdraiati all’ombra di una pianta. Il primo safari è stato stupendo, proprio come lo sognavamo. Finito il safari ci dirigiamo in un lodge appena fuori dal parco, il Roika Lodge. L’accoglienza è stupenda, i masai ci portano asciugamani caldi e bagnati per rinfrescarci e ci offrono succo per dissetarci. Sempre scortati dai masai raggiungiamo le nostre tende e… che tende! Sono tende montate su palafitte con tanto di bagno. Per la cena il Masai viene a prenderci e ci porta al ristorante dove ci attende un ricco buffet e poi ci riporta in tenda. Riposo e poi di nuovo in piedi alla volta del lago Natron

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