La ceramica di Delft, tradizione e genealità olandese

Delft e la Royal Delft.

ottengono aggiungendo dell’acqua al nero, a maggiori quantità di acqua corrisponde una minore intensità, anche qui, l’attività è di estrema precisione perchè il biscotto è un materiale poroso e diverebbe impossibile correggere eventuali errori. Inizialmente viene delineato un disegno con polvere di carboncino prima ancora di riportare le prime linee con i pennelli. Il Blu di Delft è la tecnica più famosa. La fonte di ispirazione fu la porcellana cinese che veniva usata per esporre in casa i tulipani, uno status simbolo all’epoca per mostrare la propria ricchezza. Altre tecniche sono il policromo, lo stile rosso, blu e oro conosciuto come Pijnacker, un’interpretazione dello stile Imari Giapponese e la tecnica del Nero di Delft di cui è stata ispirazione la pittura a lacca cinese. Si aggiunge anche la tecnica del trasferimento dell’immagine, detta anche transfer o della decalcomania. Gli oggetti decorati con la tecnica del transfer sono evidenti per il fatto che hanno una minore intensità di colore e comunque dietro riportano la marca delft blauw Nell’esposizione moderna, la Royal Delft collabora con artisti contemporanei moderni indipendenti, un esempio questo della fusione del moderno con l’antico. Il marchio di fabbrica della Royal Delft è facilmente riconoscibile dalla composizione di più simboli: una bottiglia, le iniziali di JT Joost Thoft, uno dei primi proprietari che introdusse questo marchio nel 1879, le iniziali del pittore, e il codice dell’anno di manufattura tramite il quale è possibile risalire alla data di realizzazione. Il legame della Royal Delft con i reali, come dice il nome stesso è dimostrata anche dalla variegata collezione di ceramica reale e la realizzazione di piatti commemorativi in numero limitato per occasioni particolari quali la nascita di un nuovo membro della famiglia reale, un matrimonio o un anniversario oltre a collezioni particolari o regali di stato. La commemorazione avviene non solo per aver celebrato i 25 anni del governo della Regina Beatrice ma anche per temi quali la seconda guerra mondiale, eventi sportivi, o le foto della liberazione della stessa città di origine. All’interno del museo viene mostrato un tableau lungo di 28 metri disposto su tre pareti che mostra la borghesia in occasione della festa del vino. Dopo il ritrovamento degli schizzi originari si è risalito all’identità dei bambini che si è scoperto essere i figli degli impiegati della stessa Royal Delft. Dal 1916 vengono prodotti piatti natalizi in versione limitata (n.500 pezzi da 22 cm e n.1000 da 18 cm) e proprio per questo motivo è apprezzata. Una tradizione che si ripete ogni anno e presente nello showroom. Sempre nel museo viene illustrata una tableau di piastrelle della “Ronda di Notte” di Rembrandt composta da 480 piastrelle e realizzata nel 1999 da due pittori che hanno lavorato partendo dai due lati opposti. E’ stata acquistata da un compratore olandese che ha preferito rimanere nell’anonimato per un importo rimasto anch’esso segreto. Più avanti è possibile ammirare la collezione del Re guglielmo III° donata all’azienda nel 1887 e dei vasi piramide con l’effige dei tulipani costituiti da diversi pezzi assemblati. Nella fabbrica avviene il processo di produzione dall’impasto delle materie prime fino alla vendita del prodotto finito. Nella fase di realizzazione della materia prima viene usata argilla liquida che contiene kaolino, feldespari, gesso e quarzo e altre sostanze la cui composizione rimane ancora un segreto. L’impasto viene versato all’interno di matrici di gesso che assorbono l’acqua facendo creare all’interno una crosta che forma un incavo e che diviene spessa dopo 10 minuti. Successivamente l’oggetto viene sottoposto ad una prima cottura ad una temperatura di 1100 gradi che dura 24 ore, compresa la fase di raffredamento. Il prodotto cotto che viene chiamato biscotto sarà smaltato a decorazione ultimata. La seconda cottura avviene ad una temperatura di 1170 gradi, lo smalto si trasforma durante il riscaldamento in uno strato trasparente protettivo. Ogni oggetto viene esaminato da un esperto e solo se è privo di imperfezioni guadagna l’aggettivo di ceramica di prima qualità, c’è anche un rigoroso controllo qualità dello smaltato. Le ceramiche con piccolissime imperfezioni o di 2° scelta sono riconoscibili da un graffio sul marchio di produzione e un adesivo verde e sono vendute con un 25% di sconto. Le creazioni completamente rovinate si rompono in cocci e sono vendute al Kg. a collezionisti.. insomma non si butta nulla. Nel giardino esterno tra le manifestazioni a cui ha partecipato la Royal Delft e che si è aggiudicato come vincitrice vi è quella del Gran Premio del 1900. Nello showroom si trova la collezione completa di ceramiche interamente realizzate artigianalmente e dipinte a mano dalla Royal Delft.

I prezzi per accedere alla fabbrica e museo (brasserie e bar sono gratuiti): – individuali: € 8 a persona (fino a 12 anni gratis) – gruppi maggiori di 20 persone pagano € 5 a persona – tour guidati con massimo 30 persone completa di guida: € 35 – audio tour: € 2 – i programmi dal Royal Delft Blu al Royal Delft Exclusive costano da € 14,50 a € 57,50 – i workshop partono da € 24,50 e € 45

Per una visita e’ consigliabile prenotare prima. E’ possibile acquistare via web, alcuni pezzi sono assicurati dai danni del trasporto.

Per maggiori informazioni consultate www.holland.com/it/

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