Isole Tremiti, il paradiso pugliese del diving

Le Isole Tremiti sono un paradiso per gli amanti della spiaggia, ma anche per quelli di immersioni. Ecco i punti più suggestivi per fare diving alle Isole Tremiti.

Foto apertura: Vanda Biffani

L’arcipelago delle Isole Tremiti è dal 1996 uno degli ecosistemi tutelati dal Parco Nazionale del Gargano, nonché unico arcipelago della regione. Le cinque isole coprono una superficie di meno di 300 ettari ed emergono a 12 miglia dal Gargano, una posizione che rende le Tremiti un’oasi naturalistica di rara bellezza. San Domenico e San Nicola sono le uniche due isole abitate dell’arcipelago, Cretaccio è poco più di uno scoglio, mentre Pianosa dal 1989 costituisce una Riserva Marina Integrale a circa 20 chilometri dalle sorelle. Capraia è una meta ambitissima dagli appassionati di immersioni tra Punta Secca e Cala dei Turchi, infatti le Isole Tremiti sono il paradiso per gli appassionati di diving

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Foto di Vanda Biffani

Dove fare diving alle Isole Tremiti

Nonostante l’intero arcipelago costituisca un ecosistema marino di inestimabile valore con oltre 50 punti d’immersione, ci sono alcuni punti in cui le immersioni assicurano esperienze e spettacoli davvero mozzafiato. La triade più suggestiva si trova a Capraia ed è costituita dalla Secca di Punta Secca, lo Scoglio del Corvo e Punta Secca. Soprattutto gli ultimi due sono consigliati a sub esperti, ma anche per chi si è avvicinato al mondo del diving da poco le Tremiti promettono belle sorprese tra tesori e relitti nascosti sotto il mare. Ad esempio il piroscafo a ruote “Il Lombardo” ritrovato nel 2005 presso Cala degli Inglesi e rivelatosi uno dei piroscafi protagonisti della garibaldina “Spedizione dei Mille”.

Secca di Punta Secca

L’immersione presso la Secca di Punta Secca è considerata da molti la più suggestiva del Mediterraneo, sia per la quantità di pesce che si incontra sia per la conformazione della parete rocciosa. La punta della secca che emerge dall’acqua è alta 6 metri. In questo sito di diving esistono due percorsi: uno per i meno esperti e l’altro destinato a chi è esperto di immersioni. Il primo, quello per principianti, è chiamato “giardino delle gorgonie” e raggiunge i 35 metri sotto la superficie del mare immerso in una foresta di paramuricea cravatta gialla e viola. Il secondo percorso di diving destinato agli esperti supera i 52 metri di profondità in alcuni punti ed è conosciuto come “percorso degli archi”. Il nome fa riferimento alle due imponenti strutture ricoperte di gorgonie, del corallo nero chiamato antipathella subpinnatae del falso corallo nero savalia savaglia. Superati gli archi e il pianoro, guardando il mare aperto, non è raro incontrare ricciole, tonni, tombarelli e dentici a caccia.

Scoglio del Corvo

A poca distanza dalla costa settentrionale di Capraia si apre uno spettacolo riservato agli appassionati di diving. Scoglio del Corvo può essere raggiunto solamente in barca. L’immersione avviene in parete e raggiunge una profondità di 50 metri, inoltre le correnti alquanto forti la rendono perfetta per divers esperti. Gli alcioni mediterranei e i cavallucci marini sono le grandi sorprese che arricchiranno l’immersione. Inoltre qui si incontrano distese di parazoanthus e spugne. 

Punta Secca

La grotta che si apre alla base della parete è la suggestiva attrazione di questo sito d’immersione, nella quale vive tra l’altro un grande astice. La grotta si trova a 58 metri di profondità e costituisce la più bella immersione del Mediterraneo. Anche qui la profondità e le forti correnti rendono l’esperienza adatta solamente a sub esperti. 

Secca delle Vedove

Secca delle Vedove è di media/alta difficoltà. Si sviluppa al di sotto di un promontorio roccioso sommerso verso il versante settentrionale dell’isola di Capraia. Questa secca è composta da tre cappelli, collegati da un pianoro di roccia a 15 metri di profondità ricoperto da padina pavonica, halimeda tuna e codium bursa e popolato da banchi di saraghi, salpe, occhiate, nuvole di castagnole e dentici. La spaccatura molto stretta che si presenta è percorribile solamente in fila indiana, ma merita di essere attraversata per le molte tane di crostacei come ad esempio alifantozze rosse, galatee, piccole aragoste, astici, granchi facchini ecc., ma anche pesci come scorfani, musdee, gronghi e murene. La spaccatura conduce all’ingresso di una meravigliosa grotta, le cui pareti sono rivestite da parazoanthus e spirastrella. All’uscita della grotta, a circa 27 metri di profondità, trovano casa stelle rosse e ricci di prateria. L’immersione prosegue percorrendo il perimetro della secca.

Scoglio dell’Elefante

Tra gli oltre 50 siti per immersioni ce ne sono ovviamente anche di adatti ai principianti. Ad esempio consigliamo l’immersione allo Scoglio dell’Elefante che non si trova a Capraia, ma verso l’isola di San Domino. L’imponente promontorio si erge dal mare trasformandosi in uno scoglio alto circa 20 metri. Le onde del mare e il vento hanno modellato in milioni di anni la parete rocciosa, imprimendogli una forma che ricorda la silhouette di un elefante accovacciato verso il mare, con tanto di proboscide protesa come se stesse abbeverandosi nelle acque adriatiche.

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Foto di Vincenzo Pioggia

Scoglietti di Caprera

Nei pressi di Caprera si incontra invece un altro fondale adatto anche ai sub più inesperti. Stiamo parlando degli Scoglietti dell’Isola di Caprera. Ad una decina di metri di profondità si trova la statua di Padre Pio, realizzata dallo scultore Mimmo Norcia. 

Tra gli altri siti dove fare immersioni alle Tremiti ci sono:

  • Secca del Ferraio che raggiunge i 40 metri di profondità e risulta alquanto impegnativa. Dopo una discesa nel blu di circa 30 metri, si trova la secca tra le cui spaccature si nascondono aragoste e la rara alcionaria mediterranea.
  • Scoglio Segato dove è possibile cimentarsi in un’immersione semplice a 24 metri di profondità. Su una franata di roccia si incontrano massi di gradi
    dimensioni che formano piccole insenature e anfratti popolati da moltissimi pesci, come i grandi saraghi stanziali e le nuvole di salpe. Agli occhi più esperti non sfuggiranno le tane dei polpi.
  • Secca del Cretaccio che non supera i 5 metri di profondità e si sviluppa tutto intorno alla secca, incontrando diverse aragoste.
  • Secca del Piano che raggiunge i 60 metri e per questo decisamente impegnativa. Si scende con una cima guida fino a 40 metri. Sul cappello comincia l’immersione a corpo libero lungo la parete finché a 53 metri si incontra un masso ricoperto di corallo nero. Risalendo lungo la parete si incontrano gorgonie rosse e gialle e un grosso ceppo di Gerardo Savaglia. Poi si riprende la cima.
  • Grotta delle Pecore è un’immersione facile che porta alla scoperta del vecchio motore di un aereo della Seconda Guerra Mondiale e di una moto d’epoca. Si raggiungono i 22 metri e una piccola grotta. 
  • Grotta delle viole è un’esperienza da fare in notturna, data la presenza del forte traffico marittimo durante il giorno. Si tratta di un’immersione facile che non supera i 20 metri di profondità.
  • Secca Paradiso è un’altra escursione ardua che raggiunge i 70 metri di profondità. La cima guida arriva a 40 metri, da lì ci si immerge in un mondo di gorgonie axinella, eunicella e spugne candelabro. La parete è anche un trionfo di gorgonie camaleonte e grandissimi ventagli di gerardia savaglia.

Cala Sorrentino è una facile immersione che tocca i 28 metri di profondità. Si tratta di un canyon molto suggestivo costituito da diverse grotte; la prima a forma di “L” ed è popolata da tanti microrganismi che si muovono alla luce della torcia come nuvole, mentre nella seconda uno stretto sifone introduce all’antro dove si trovano alifantozze rosse e gamberi vinaio.

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