Cicliste per caso o per scelta

Per caso sì, ma cicliste. Linda e Silvia si raccontano e ci parlano del cicloturismo: sostenibile, avventuroso, unico come loro

Il progetto Cicliste per caso è nato per caso, appunto.

Linda ed io (Silvia), che siamo anche una coppia nella vita, amavamo già molto la bicicletta, che usavamo sia quotidianamente a Milano, dove abitiamo, sia per le uscite del week-end. O anche per dei piccoli viaggetti, ma non ci eravamo mai spinte oltre ai 2-3 giorni.

Da grande amante dell’avventura nel 2015 ho proposto a Linda un viaggio sulla Carretera Austral, la leggendaria strada sterrata di 1.200 km che corre contro vento lungo la Patagonia cilena, tra fiordi, ghiacciai e natura incontaminata: il sogno di ogni avventuriero!

patagonia

Siamo partite per il Cile senza sapere cosa aspettarci e decisamente poco preparate: poco allenate, con le bici troppo cariche, con competenze di ciclomeccanica pessime, senza piantina o GPS… Ma è stata un’avventura epica che ci ha fatto innamorare di questo modo di viaggiare. È poco prima di partire per quel viaggio che abbiamo deciso di lanciare il blog in modo che gli amici potessero seguirci in quell’avventura folle: Cicliste per caso ci sembrava decisamente il nome più appropriato. (www.ciclistepercaso.com)

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Da lì non abbiamo più smesso di pedalare, e praticamente tutte le nostre vacanze abbiamo deciso di trascorrerle in bicicletta. Abbiamo pedalato in lungo e in largo per l’Italia (da questi viaggi è nato il libro Cicliste per caso, l’Italia in bici sulle tracce di Alfonsina Strada), da Milano a Londra, in Andalusia, in Slovenia e per 4.000 km negli Stati Uniti, dal Canada al Messico attraverso le Montagne Rocciose. Quest’ultimo è stato decisamente il nostro viaggio più impegnativo, che ci ha messo alla prova non solo fisicamente, ma anche come coppia. Da questa avventura è nato un documentario che si può vedere su Amazon Prime: Cicliste per caso – Grizzly Tour. Ecco il trailer.

La nostra musa ispiratrice è sempre stata Alfonsina Strada, la prima e unica donna che ha preso parte nel 1924 al Giro d’Italia degli uomini, per questo ritenuta una pioniera nella parificazione di genere in campo sportivo. Una donna forte e coraggiosa, anticonformista, che ha vissuto una vita incredibile, che abbiamo raccontato anche in un podcast in cinque episodi. Il primo è già online su Spotify e sulle principali piattaforme d’ascolto.

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Negli anni, chiaramente, abbiamo imparato tante cose, e non siamo più così impreparate e sprovvedute. Il nome Cicliste per caso ha assunto un significato diverso: significa essere un po’ principianti sempre, perché ci siamo dette sarebbe bello che nella vita ogni giorno, o almeno ogni tanto, ci inventassimo dei pretesti per essere principianti. Per iniziare qualcosa senza saperlo fare, per essere stupite ed emozionate come la prima volta che da bambine abbiamo pedalato senza le rotelle. Ma oggi siamo anche “cicliste per scelta”, perché la bici, per noi, è proprio uno stile di vita oltre che una scelta di viaggio.

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Perché viaggiamo in bicicletta e perché dovreste farlo anche voi?

Perché il cicloturismo è una forma di turismo sostenibile: non si inquina, non si fa rumore, si occupa lo spazio strettamente necessario. Il cicloturismo è avventura, è stare in contatto con la natura, è la gioia di un viaggio lento che permette di gustarsi ogni metro di strada.

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