Comunicato di Carla Corso di lucciole

La posizione espressa dai gesuiti sulla prostituzione ha in sé la tradizionale doppia morale della chiesa. Non vi è nulla di innovativo in quello che propongono, anzi stigmatizzare la condizione della prostituta definendo inaccettabile la prostituzione ha l’effetto di aumentarne l’esclusione sociale. Non è importante definire se le...
Corso Carla, 15 Feb 2010
Comunicato di Carla Corso di lucciole
La posizione espressa dai gesuiti sulla prostituzione ha in sé la tradizionale doppia morale della chiesa. Non vi è nulla di innovativo in quello che propongono, anzi stigmatizzare la condizione della prostituta definendo inaccettabile la prostituzione ha l’effetto di aumentarne l’esclusione sociale.

Non è importante definire se le prostitute possano o debbano lavorare in casa o in strada, è importante riconoscere i loro Diritti sociali e umani.

Per sottrarre le prostitute immigrate (sono esse la maggioranza) allo sfruttamento e alla violenza dei racket è necessario toglierle dalla clandestinità e dar loro la possibilità di riappropriarsi delle loro vite e dei loro diritti di cittadine. Si deve trovare il coraggio di fare una sanatoria e concedere i permessi di soggiorno alle donne che lavorano sulle nostre strade. Solo dopo aver riconosciuto il loro fondamentale diritto di immigrate e cittadine si potrà disquisire sulla loro possibilità di autogestirsi la vita e il lavoro.

Sono quasi venti anni che il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute chiede la modifica della legge Merlin per completare quello che era il disegno di chi fece la legge: riconoscere il diritto all’autodeterminazione delle donne prostitute fuori dal controllo coatto dello stato e dare loro dignità. Pia Covre e Carla Corso


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