Sudafrica: meravigliosa terra fra due oceani

On the road attraverso il Sudafrica: dal Western Cape ai confini con la Namibia, poi sfiorando il Lesotho fino all'Oceano Indiano e da lì, attraverso lo Swaziland, fino al mitico Kruger National Park.

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  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Sudafrica: meravigliosa terra fra due oceani

(by Luca, Sabrina, Federico, Leonardo e Valentina)

Venerdì 9 Agosto:

“Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte”… certo che si parte! Anzi, alcuni dei nostri viaggi più belli li abbiamo intrapresi proprio in questo giorno della settimana!

In un caldissimo pomeriggio di piena estate prendiamo così il via, nella ormai collaudata formazione a cinque, come dodici mesi fa, verso una nuova intrigante meta. Questa volta andremo in Sudafrica, venticinquesimo stato più grande del mondo, detto anche Nazione Arcobaleno e istituito, come dice il nome, agli antipodi del continente africano, che esploreremo lungo un ambizioso itinerario. Partiremo infatti da Città del Capo, per poi toccare la costa dell’Oceano Indiano, quindi l’Atlantico, poi il confine con la Namibia e quello con il Lesotho, quindi, dopo esserci affacciati nuovamente sull’Oceano Indiano, attraverseremo lo Swaziland e sfiorando il Mozambico arriveremo a Johannesburg per l’epilogo della vacanza.

Lasciamo casa alle 15:50 e un quarto d’ora più tardi siamo a Faenza, dove passiamo accanto ad un grosso incendio, menzionato anche sui telegiornali delle reti nazionali, poi entriamo in autostrada A14 verso nord e dopo meno di un’ora, nonostante il traffico intenso, giungiamo a Calderara di Reno, nei pressi di Bologna, ai Parcheggi Low Cost, dove lasceremo in deposito l’auto per l’intera durata del viaggio. Subito dopo, con la navetta gratuita, raggiungiamo l’Aeroporto Marconi, quando sono passate da poco le 17:00. Imbarchiamo le valigie direttamente per Città del Capo (speriamo bene) e oltrepassati i controlli di sicurezza ci mettiamo in attesa del volo TK 1320 per Istanbul alla porta numero 19. Quasi in perfetto orario saliamo poi sull’Airbus A320 della compagnia Turkish Airlines, che alle 19:23 si stacca dalla pista felsinea virando immediatamente verso sud. Scavalchiamo i Balcani e poi planiamo in direzione della capitale turca, dove atterriamo alle 22:25 locali, un’ora in più rispetto all’Italia, ma lasciamo le lancette dell’orologio nella loro posizione, perché il Sudafrica, in questo periodo dell’anno, grazie all’ora legale, ha lo stesso fuso del Bel Paese e quindi dovremmo rispostarle.

Appena messo piede nell’aeroporto turco cerchiamo poi il volo successivo sui tabelloni elettronici, ma quando lo troviamo abbiamo una sgradita sorpresa, perché è prevista un’ora e quaranta minuti di ritardo, così ci sistemiamo mestamente su alcune poltrone e nell’attesa arriva pian piano la mezzanotte, quindi …

Sabato 10 Agosto:

Le ore notturne sono maledettamente lunghe e dobbiamo pazientare ancor più di quattro ore prima di prendere quota, alle 4:08, sull’Airbus A330 della Turkish Airlines che, identificato come volo TK 044, prende il via virando subito sempre più a sud. In questo modo attraversiamo tutto il continente africano, dalla foce del Nilo a Cape Town (ma quanto è lungo!) e dopo una stretta virata sull’Oceano Atlantico atterriamo, finalmente, nell’International Airport della grande città sudafricana che sono le 13:17, come in Italia del resto. Oltrepassiamo i controlli doganali, nei quali è risultato indispensabile il certificato di nascita multilingue di Leonardo, poi, poco dopo, accogliamo con entusiasmo le nostre cinque valigie e usciamo all’aria aperta dell’inverno australe… frizzante ma piacevole, in una bella giornata di sole. Una breve camminata ci porta così alla Avis per ritirare l’auto a noleggio prenotata fin da casa e lì, purtroppo, abbiamo un altro contrattempo, perché non è ancora pronta e dobbiamo pazientare oltre un’ora prima che ci venga consegnata. Sommando, in questo modo, il ritardo a quello dell’aereo non possiamo far altro che constatare, in pratica, la prematura fine di questa giornata

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