Sudafrica - Swatziland - Cascate Vittoria Zimbabwe

Sudafrica – Swatziland - Cascate Vittoria Zimbabwe

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  • di alecocca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Partecipanti: 2 persone (coppia). Periodo: 2-17 Luglio 2011. Costo complessivo per due persone: 5.700 Euro. Voli: KLM Linate-Amsterdam-Città del Capo (prenotato con www.govolo.it). Kulula.com Città del Capo-Durban (prenotato con www.kulula.com). 1Time.co.za Johannesburg-Livingstone-Johannesburg (prenotato con www.1time.co.za). KLM Johannesburg-Amsterdam-Linate (prenotato con www.govolo.it).

Noleggio auto: Città del Capo: Aroundabout (www.aroundaboutcars.com) 4 gg con navigatore, autista aggiuntivo, auto piccola al prezzo complessivo di circa 170 euro. Durban: Aroundabout (www.aroundaboutcars.com) 7 giorni con navigatore, passaggio per lo Swatziland, assicurazione integrativa cristalli-gomme-fondo, autista aggiuntivo e riconsegna a Johannesburg, auto media (Nissan Tijda) al prezzo complessivo di circa 300 euro.

Pernottamenti: Città del Capo: 4 notti presso Gemini Guest House (prenotato con www.venere.com) Saint Lucia-Zululand: 2 notti in St Lucia Wetlands Guest House (www.stluciawetlands.com) Mbabane (Swatziland): 1 notte Foresters Arm Hotel (www.forestersarms.co.za) Parco Kruger (prenotare con largo anticipo): 2 notti a Skukuza Rest Camp (www.sanparks.org) 1 notte a Olifants Rest Camp (www.sanparks.org) Polokwane-Limpopo: 1 notte a Protea Hotel The Ranch (www.booking.com) Victoria Falls (Zimbabwe): 2 notti a Amadeus Garden B&B (www.amadeusgarden.com) Johannesburg: 1 notte a Sunrock Guest House (www.venere.com)

Vaccinazioni: L’unica vaccinazione che abbiamo fatto è stata la febbre gialla perché pochi giorni prima della partenza l’organizzazione mondiale della sanità ha inserito lo Zambia (dove atterreremo per visitare le cascate Vittoria) tra i paesi a rischio. Il Sudafrica avrebbe dovuto richiederci il certificato al nostro rientro dalle cascate invece non ce l’hanno chiesta (vaccinazione fatta per nulla!Tuttavia, consigliamo di informarsi bene prima della partenza poiché si potrebbe rischiare di vedersi negato il rientro in sud africa). Non abbiamo fatto la vaccinazione contro la malaria: la scelta si è poi rivelata giusta perché luglio è pieno inverno nel sud africa e nelle uniche zone con minimo rischio (il Kruger e le cascate Vittoria) di zanzare non ne abbiamo praticamente viste. In questi due posti ci siamo comunque cosparsi per ulteriore sicurezza di repellente. Inoltre le zanzare portatrici di malaria sono comunque la minoranza delle zanzare comuni. Per ulteriore tranquillità appena atterrarti a Città del Capo abbiamo comprato in farmacia un malaria test (costo di circa 10 euro) da usare in caso di necessità (mai utilizzato). Clima: A Cape Town, fresco la mattina (7/8 °C) e più caldo il pomeriggio (15 °C) abbastanza secco; a S.Lucia e nel Kruger abbastanza fresco la mattina (5 °C) e caldo il pomeriggio (25°C); alle Cascate Vittoria poco caldo la mattina (15°C) e caldo il pomeriggio (30 °C). Ci siamo organizzati vestendoci a cipolla: comunque un consiglio che ci sentiamo di dare è di portare una buona giacca a vento imbottita che sarà utilissima. Varie: Corrente: 230 volt 50 Hz come da noi, le prese però sono tripolari (diverse anche da quelle inglesi) e non si trovano qua da noi, basta tuttavia andare in un negozio di elettrodomestici/elettronica anche all’aeroporto e si trovano a 5/6 Euro.

Moneta: in Sudafrica c’è il Rand (oggi un euro equivale a circa 10 Rand); Nello Swatziland la moneta locale ha lo steso valore del Rand e comunque si può pagare tranquillamente in Rand; in Zimbabwe non esiste una moneta locale e utilizzano principalmente i dollari statunitensi ma accettano anche l’euro. Noi abbiamo sempre ritirato la moneta locale in uno dei numerosi ATM, trovando così un tasso più conveniente applicato dalla nostra banca. Nelle grandi città ci si imbatte in numerosi parcheggiatori abusivi: non spaventatevi, con pochi Rand la vostra macchina sarà al sicuro!

Diario di viaggio.

Sabato 2 Luglio. Partenza di mattina presto con volo da Linate alle 6.50 con KLM per Amsterdam e poi da Amsterdam a Città del Capo (costo del volo, compreso il ritorno da Johannesburg, 840 euro a persona). E’ stata la miglior compagnia con cui abbiamo mai volato, serviti e coccolati per tutto il viaggio. Atterriamo a Città del Capo verso le 22 e, una volta recuperati i bagagli, ritiramo la macchina a noleggio sulla quale ci dirigiamo con la tranquillità del navigatore verso la guest house (ricordiamo che in Sud Africa si guida sulla sinistra). Cape Town ci appare fin da subito una grande metropoli: una distesa di luci e palazzi, ma anche tante persone in difficoltà che si preparano ad affrontare la fredda notte tra cartoni e coperte. Infatti, ci accorgiamo fin da subito che la temperatura è abbastanza rigida e la nostra consapevolezza aumenta quando arriviamo alla guest house: l’ambiente è confortevole ma non vi è riscaldamento! Purtroppo l’inconveniente capiterà più di una volta, per cui armatevi di pigiami ben caldi!

Domenica 3 Luglio. Avevamo prenotato tramite internet da casa la gita a Robben Island (soprattutto in alta stagione si può rischiare di non trovare più posto sul traghetto) alle nove del mattino. Ci dirigiamo al molo del Waterfront e passiamo una mezza giornata sull’isola in compagnia di un ex detenuto politico che ci ha spiegato un po’ della triste storia dell’Appartheid e ci ha accompagnato a visitare le carceri dove è stato imprigionato Nelson Mandela per oltre 27 anni. Molto toccante soprattutto perché raccontato da un ex detenuto. Sulla spiaggia dell’isola avvistiamo anche alcuni pinguini! Decidiamo di pranzare al waterfront nella catena Ocean basket, più volte consigliata sui diari di viaggio. Il clima è allegro, tuttavia il pesce è prevalentemente fritto e può risultare un po’ pesante. Dopo un po’ di shopping ai numerosi negozi del waterfront il pomeriggio prosegue con visita al parco della Table Mountain dove si verifica un fenomeno unico: sulla cima della montagna campeggiano grandi nuvole bianche che tenderebbero a spostarsi in direzione dell’oceano, invece le correnti calde che vengono proprio dall’oceano dissolvono le nuvole non appena si spostano oltre il crinale della montagna: il risultato è un’affascinante nuvoletta di “fantozzi” che stazione perennemente sulla cima! La cima è raggiungibile tramite una funicolare panoramica: attenzione agli orari di chiusura. La sera ci siamo diretti verso la spiaggia bianca di Camps Bay con alle spalle una catena montuosa chiamata i 12 apostoli (che sarebbero le 12 cime) e con un tramonto stupendo sull’oceano: trascorriamo un’ora contemplando questo stupendo paesaggio. Abbiamo mangiato quindi in un ristorante a Camps Bay, molto buono ed economico (pesce e gamberi) con soli circa 240R in due.

Lunedì 4 luglio. Partiamo presto alla volta di Hermanus (circa un’ora e mezza di tragitto) per vedere le balene nella baia. Purtroppo il tempo non ci aiuta, piove e c’è molto vento. Le barche non escono ma noi con il binocolo riusciamo lo stesso a vedere in lontananza una bellissima balena che nuota. Ci consoliamo con una buonissima colazione inglese in un bar. Hermanus è un paese di villeggiatura molto bello e rilassante. Torniamo verso Cape Town e andiamo a visitare il parco del Capo. Dopo qualche impala e qualche struzzo, arriviamo al famoso Cape Point e poi al Capo di Buona Speranza il punto più a sud-ovest del continente africano. E’ un’emozione, dopo averlo studiato tanti anni in geografia e in storia, finalmente respiriamo la brezza forte del capo! Mangiamo velocemente una pizza al bar lì vicino (non abbiamo più mangiato dalla colazione a Hermanus di metà mattina). Soddisfatti di questa bella giornata andiamo a cenare al Waterfront dove troviamo una birreria stile bavarese con un ottimo stinco, patatine fritte e birra.

Martedì 5 luglio. Riproviamo con Hermanus, stavolta è una giornata di sole con un cielo azzurro magnifico. L’escursione parte a mezzogiorno (il costo per persona è 600R) così ne approfittiamo per fare una buona colazione in un locale della catena Mugg and Beans e poi una passeggiata sul lungo mare. Facciamo l’escursione in barca di circa tre ore e vediamo in lontananza 4 o 5 balene che nuotano e soffiano con il loro potente getto aria e acqua (sembra un geyser) oltre a molte foche che dormono in acqua. Purtroppo non riusciamo a vedere nessuna balena vicino alla barca così al rientro ci restituiscono metà del prezzo pagato … avremmo preferito vedere una balena a bordo barca!!! Ritorniamo verso Città del Capo ma ci dirigiamo a Simons Town, un paesino dove c’è una spiaggia chiamata Boulders Beach e lì la sera si possono vedere tantissimi buffi pinguini. Scattiamo tante foto e poi torniamo per l’ultima sera a Città del Capo a Camps Bay. Ammiriamo il tramonto e ci gustiamo un’ottima cena nello stesso ristorante del giorno precedente. Città del Capo è un po’ stile europeo ma molto pulita e bella. Ci siamo impressionati solamente quando dirigendoci verso Hermanus abbiamo visto le prime Township, enormi baraccopoli che iniziano al bordo della autostrada e si estendono a perdita d’occhio. Qui vivono tantissime persone, quasi tutti neri, in condizioni molto difficili: solo da poco hanno la corrente ma non ancora l’acqua, e più della metà non hanno un lavoro. Non lasciatevi impressionare da tutte le persone che vedrete ai bordi delle strade: sono lavoratori in cerca di un passaggio per la città.

Mercoledì 6 Luglio. Partiamo presto per l’aeroporto internazionale, riconsegniamo la macchina e prendiamo il volo della Kulula. Viaggio perfetto con personale piuttosto originale … per allietare il volo dei più piccoli dipingevano loro la faccia a immagine degli animali africani. Atterrati mangiamo velocemente in aeroporto, prendiamo la macchina e partiamo in direzione Saint Lucia (a circa 300 km di distanza prevalentemente su autostrada). Arriviamo verso le 18 di sera e troviamo una bella sorpresa: la guest house è in stile africano con giardino tropicale. Abbiamo una stanza enorme addirittura con caminetto (purtroppo solo di bellezza…!). Il proprietario è di origine olandese e si rivelato fin da subito gentilissimo. Dopo averci consigliato su come impiegare al meglio la giornata e mezza che avevamo a disposizione, ci ha preparato una borsa pic-nic colma di prelibatezze per il giorno successivo nel quale saremmo partiti di buon mattino per la visita al parco Imfolozi. Ceniamo da Alfredo’s, sulla MacKenzie St di Saint Lucia. Abbiamo mangiato bene, con specialità italiane (carbonara e lasagne), ma siamo stati molto disturbati dai ragionamenti razzisti del proprietario di origini romane che, con la scusa di scambiare quattro chiacchiere con due ospiti italiani, ci ha lasciato una brutto ricordo.

Giovedì 7 Luglio. Sveglia alle 6 e partenza per la visita del parco Imfolozi. Incontriamo qualche difficoltà per raggiungere l’ingresso (Nyalazi Gate) poiché il navigatore non conosceva il tragitto. Le strade del parco sono sterrate con qualche sasso ma la nostra Nissan (auto normalissima a 2 ruote motrici) se l’è cavata senza alcun problema. Nel parco abbiamo visto zebre, bufali, gnu, impala, facoceri, bellissime giraffe e soprattutto tanti enormi rinoceronti anche con piccoli al seguito. Al nostro rientro eravamo un po’ frastornati dalla guida sui ciottoli ma molto contenti della bella giornata. La sera decidiamo di cenare da Ocean Sizzler un locale greco vicino a quello italiano della sera prima … cena non particolarmente buona ma economica. Venerdì 8 Luglio. Dopo una buona e abbondantissima colazione inglese sul terrazzo salutiamo e ringraziamo il proprietario e la moglie per l’ospitalità. Ci dirigiamo in un punto di Saint Lucia da dove si possono ammirare da una passerella panoramica in legno bellissimi ippopotami e coccodrilli immersi nell’acqua del lago. Partiamo intorno alle 11 alla volta di Mbabane nello Swatziland. Arriviamo alla frontiera a Golena e l’impressione è di tornare indietro nella storia già solo vedendo i vecchi ed usurati banchi dell’ufficio della dogana. Sbrigate le formalità dei visti (il costo per l’ingresso è di pochi Rand) riprendiamo la strada. Il panorama inizia a cambiare perché vediamo sempre più persone che camminano ai bordi della strada con sacchi, fascine di legna, vasi sulla testa e tante mamme con neonati avvolti in foulard annodati alla schiena, è l’Africa di tanti documentari povera ma con tanta dignità. Qualche volta ci fermiamo e Iva dà ai bambini degli album da colorare e dei pastelli colorati: è indescrivibile la felicità nostra nel vedere la gioia ed il sorriso di questi bambini e la gratitudine dei loro genitori. Arriviamo in serata presso la nostra accomodazione in una località di montagna con tanto di pinete che sembrava di stare in Trentino. Sembra un po’ una baita di montagna con delle dependance dove c’è anche la nostra camera. La proprietaria ci chiede se vogliamo che ci accenda il caminetto in stanza e con nostra sorpresa ci saremmo poi addormentati con il crepitio della legna che ardeva. La sera abbiamo fatto una romantica cenetta a lume di candela … l’ambientazione è molto bella, il cibo ricercato

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