Due settimane in Sudafrica

Finalmente dopo anni di viaggi eccoci per la prima volta in partenza per l’emisfero australe!

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  • di filep
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Finalmente dopo anni di viaggi eccoci per la prima volta in partenza per l’emisfero australe! Il volo che da Londra ci porta a Johannesburg è in ritardo di tre ore quasi a voler prolungare la nostra attesa spasmodica di arrivare in Sudafrica, di trovare l’estate ed il caldo con 6 mesi di anticipo, di andare per la prima volta al di sotto dell’equatore se non altro per vedere se veramente l’acqua nel water gira al contrario. Non so come abbiamo deciso di andare in Sudafrica, come tutti i viaggi anche questo è nato da un’intuizione per poi crescere giorno dopo giorno fino a diventare una realtà, una bellissima realtà.

Arriviamo a Johannesburg dove non ci fermiamo neanche una notte. Il volo arriva al mattino anche se con il ritardo che la British ci ha regalato ormai è mezzogiorno. Pratiche doganali, ritiro dell’auto e partenza verso il Blyde river Canyon. Prima di partire un attimo di concentrazione per prendere confidenza con la guida a destra che si rivelera’ essere piu’ semplice del previsto. A parte qualche rotonda contromano direi che si abitua molto velocemente…

La prima tappa del nostro viaggio è la cittadina di sabie sulla Panorama Route. Vi arriviamo dopo quasi cinque ore di viaggio che ci hanno portato dalle sconfinate Township di Johannesburg fino alle bellissime montagne ricoperte di pini dello Mpumalanga. Il verde è quasi accecante e ben presto scopriamo il perché. Le minacciose nuvole nere incominciano a fare il loro dovere stagionale e gli acquazzoni si susseguono. A Sabie alloggiamo al Mount Manzi guesthouse, senza infamia e senza lode, dove siamo gli unici ospiti di una signora di una certa età che sembra fare invecchiare con lei anche la Guesthouse.

Il giorno seguente un pallido sole ci augura una buona giornata dopo che tutta la notte si sono susseguiti dei temporali. Continuiamo la nostra marcia di avvicinamento al Blyde River Canyon fermandoci alle varie Bridal Veil falls, Mac Mac Falls fino ad arrivare con una piccola deviazione a Pilgrim rest. La nostra giornata prosegue fermandoci in vari punti panoramici: the Pinnacle, God’s Window, Bourke’s luck pothole fino ad arrivare al Canyon con il punto panoramico sulle Three Rondavels. La giornata è lunga, la strada da percorrere è molta e dobbiamo andare verso il Kruger National Park. Entriamo nel parco dal cancello di Phalaborwa in quanto passeremo la nostra prima notte nel Letaba rest camp. Che dire del Kruger. Noi abbiamo soggiornato all’interno del parco per 3 notti in tre rest camp diversi: letaba appunto, Olifant e Satara. Il Kruger è bellissimo e l’avvistamento di animali provoca emozioni incredibili. L’estate non è probabilmente il periodo migliore per l’avvistamento perché c’è tanta acqua e gli animali tendono a sparpagliarsi in tutto il parco. La vegetazione poi è molto rigogliosa. Questo comunque non deve scoraggiare in quanto con pazienza noi siamo riusciti a vedere tutti i big five. Anzi direi che tutti ci hanno attraversato la strada davanti! Elefanti: ce ne sono tantissimi ma non si smetterebbe mai di guardarli. Leone: eravamo all’ultima sera nel parco vicino al satara dove dicono esserci la concentrazione piu’ elevata del re della savana. Una macchina di fronte a noi continuava pazientemente ad andare avanti ed indietro guardando verso l’erba alta. Noi ci appostiamo imitandolo, forse il fiuto degli altri è migliore del nostro, ci diciamo, ed allora per 15 minuti guardiamo pazientemente. Ci spostiamo un attimo e quando ritorniamo ecco un bellissimo leone al bordo della strada! Forse si era stancato di rimanere fra l’erba bagnata e per la gioia di noi turisti aveva deciso di farsi un giretto in strada. Addirittura quando ormai aveva bloccato tutto il traffico, decide, vanesio, di sdraiarsi in mezzo all’incrocio! Neanche a George Clooney alla notte degli oscar scattano così tante foto. Rinoceronte: sinceramente un pochino mi ha spaventato forse perche’ uno ce lo siamo trovati a 30 metri durante il safari a piedi. La morning walk è una cosa che consiglio. 3 ore di cammino nel bush a seguire le tracce degli animali. Non che se ne vadano tanti ma la passione con cui i ranger ti spiegano la natura e l’emozione di sentirsi un ospite a casa di altri vale sicuramente la pena. Leopardo: l’ultimo big five avvistato mentre ci stavamo dirigendo verso l’uscita del parco ci ha attraversato la strada con andatura svogliata. Bufali: non difficili da vedere sinceramente ci ha colpito lo scheletro di un bufalo ucciso da un leone

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