Io, tre uomini e una giraffa... Sfigurata

(SUDAFRICA - 6/25 AGOSTO 2004) L’immagine che avevo dell’Africa prima di questo viaggio era la terra rossa, vista in alcune foto scattate da un’amica in Tanzania. L’immagine che mi porto a casa dopo questo viaggio in Sudafrica, è la gente ...

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(SUDAFRICA - 6/25 AGOSTO 2004) L’immagine che avevo dell’Africa prima di questo viaggio era la terra rossa, vista in alcune foto scattate da un’amica in Tanzania. L’immagine che mi porto a casa dopo questo viaggio in Sudafrica, è la gente per strada, gente che aspetta, che chiacchiera,che vende, che cerca un passaggio, che si incammina verso la propria abitazione... L’idea del viaggio in Sudafrica nasce una sera di fine marzo all “’Osteria degli Orti” di Milano, lo ricordo come fosse ieri. Io, Gb ed Enrico che davanti ad un piatto di affettati e dopo una mostra fotografica sulla Mongolia, discutiamo sulla prossima vacanza, io che propongo il Sudafrica e un po’ a sorpresa loro che accettano.

Il tempo corre veloce, anche troppo, e da quella sera milanese ci troviamo catapultati al 6 agosto all’aeroporto di Malpensa, destinazione Johannesburg. I sudafricani siamo io, Gb, Enrico e Maurizio, new entry del gruppo. New entry perché io, Gb ed Enrico avevamo già vissuto l’esperienza di un viaggio insieme, e precisamente l’anno prima in Ecuador e Galapagos.

Ciò che sta in mezzo tra la sera milanese e il 6 agosto, è la cronaca di mesi di preparativi, incontri, itinerari possibili, ricerca di info, lettura di racconti di viaggio, prenotazioni, e tutto ciò che è necessario per affrontare 20 gg di viaggio rigorosamente “fai da te”.

A tutto questo aggiungo gli inevitabili commenti di amici e conoscenti sulla particolarità del gruppo-vacanza “una donna con tre uomini??”, addirittura qualcun mi diceva “ma ti fidi??”. Io, come faccio da un po’ di tempo a questa parte, seguo il mio istinto, che gridava “VAI!” e così è stato. Ora lo posso affermare, il mio istinto ha avuto ragione, perché questo rientra tra uno dei migliori viaggi che ho fatto, sia per quello che ho potuto vedere, sia per l’esperienza di vita.

A proposito di viaggio e del 6 agosto...Eravamo rimasti li. Il nostro itinerario prevedeva un volo Milano Malpensa-Zurigo e poi Zurigo– Johannesburg. Prevedeva appunto...Perché arrivati aell’aeroporto svizzero di fianco al nostro volo vi è la scritta rossa “ANNULLATO”. Il volto di Gb, che per primo legge il tabellone, è la maschera del nostro “non è possibile??”, e invece si. Il volo è rimandato all’indomani mattina alle 8! Porca miseria perdiamo un giorno! Gli svizzeri però ci trattano bene e ci alloggiano in un albergo a 4 stelle extra lusso.

Finalmente il giorno successivo ci imbarchiamo e alle 18 tocchiamo la terra sudafricana. Le 18 per Johannesburg, città tristemente famosa per la criminalità, è un’ora tarda. Enrico dice “..Ci fanno subito la pelle”, fortunatamente non sarà così.

All’aeroporto, terminate le formalità e acquisita la macchina noleggiata (Toyota Condor), recuperiamo un alloggio al banco informazione. Praticamente è un B&B senza tante pretese in prossimità dell’aeroporto. La proprietaria ci accompagna per la cena al CAESAR’S, casinò stile Las Vegas. Certo non mi aspettavo così il mio primo giorno in Africa. Tanto che ci siamo, decidiamo di tentare la fortuna e giochiamo 100 Rand alla roulette, perdiamo tutto.... Vorrà dire che saremo fortunati in amore.

Finalmente l’Africa, quella vera e, per me, la mia prima Africa e la vedo lungo la strada che da Johannesburg porta al Pilanesberg National Park. Ci sono tanti villaggetti, le cui case sono costruite con lamiere e penso al caldo insopportabile che farà la dentro; poi ad ogni incrocio ci sono bambini che vendono frutta (arance soprattutto). Il cuore mi si stringe e capisco quanto siano superficiali i miei problemi

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