Il Mio Sudafrica

Il mio viaggio in Sudafrica si è svolto un po’ di tempo fa, nell’estate del 2006, ma in considerazione degli imminenti mondiali di calcio del 2010 che proprio lì si svolgeranno, penso che il mio racconto possa essere ancora utile ...

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  • di guidapercaso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il mio viaggio in Sudafrica si è svolto un po’ di tempo fa, nell’estate del 2006, ma in considerazione degli imminenti mondiali di calcio del 2010 che proprio lì si svolgeranno, penso che il mio racconto possa essere ancora utile e attuale.

Innanzitutto bisogna considerare un viaggio in Sudafrica come un tuffo a capofitto nelle emozioni e nelle contraddizioni piu’ forti: luoghi completamente selvaggi, città moderne, quartieri fatiscenti, ville di lusso, bianchi ricchi, neri poveri, animali in libertà, cibo multietnico ... ora cercherò di spiegare perché.

La prima tappa è Durban, dove incontriamo il resto del nostro gruppo di amici. Soggiorniamo presso “Essenwood House” (www.Essenwoodhouse.Co.Za, circa 90 € a camera) , un bellissimo B&B in stile vittoriano sulla collina con splendida vista sulla città e sul mare. Abbiamo scelto di trascorrere tutte le notti del soggiorno in splendidi B&B Sudafricani, ville private gestite dai proprietari, dove a costi più che abbordabili, si ha la possibilità di soggiornare in ambienti che nulla hanno da invidiare agli anonimi hotel a 4 o 5 stelle. La nostra scelta si è rivelata azzeccatissima, ci siamo trovati sempre molto bene, ospitati da simpatiche persone, che ci hanno fatto anche entrare un po’ nella vita e nelle abitudini dei bianchi sudafricani. Un’altra cosa da chiarire subito è che ci sono due Sudafrica, quello dei bianchi e quello dei neri: nonostante l’apartheid sia stata bandita legalmente, di fatto la gente bianca e nera non è integrata. I bianchi vivono generalmente una vita di lusso , o comunque benestante, relativamente con pochi mezzi, rispetto all’Europa. Considerate che abbiamo parlato con un italiano che viveva a Johannesburg, in villa con piscina...Ecc., che aveva intenzione di tornare in Italia , per problemi di sicurezza. Qui in Italia, avrebbe potuto permettersi , pur vendendo tutti i suoi beni in Sudafrica, una modesta villetta in Calabria, non certo in una grande città come Roma o Milano! I neri, al contrario, spesso sono ancora confinati di fatto nelle bidonville, squallidi quartieri periferici, con ammassi di baracche dai tetti di lamiera, pali della luce, se ci sono, traballanti, condizioni igieniche precarie. Anche le scuole sono divise. Il potere sta passando nelle mani dei neri, l’economia resta ancora saldamente in mano ai bianchi. Da qui nascono tensioni, che spesso sfociano in aggressioni criminali contro i residenti bianchi. Ed ecco che alcuni, finito il periodo di vacche grasse, stanno pensando di rientrare, oppure che molti residenti , come John, il simpatico proprietario di Essenwood House, cinge la sua villa di filo spinato elettrificato antiintrusione. Ma dentro i quartieri bianchi e dentro le loro case i problemi sembrano non esistere, e la vita si svolge tra gli agi e wellness di stampo decisamente americano. John si è rivelato infatti un ospite piacevolissimo, anche nella cura della semplice cena che ci ha allestito su una tavola apparecchiata con stoviglie Sheffield e Portmeirion, serviti da una tradizionale “mami” nera, senza un dente, ma con la sua divisa nera , pettorina e cuffietta bianche, bordate di pizzo, molto stupita dal fatto che chiedessimo pane per la cena , e per di più senza burro, o limone per il tè della mattina! Il vino rosso locale offerto da John ha scaldato la compagnia, così come l’ottimo brandy sorseggiato in salotto , in compagnia di due simpatici cagnolini che controllavano la situazione. Un giro veloce sul lungomare di Durban, ci offre nuovi contrasti: scorci che richiamano alla mente Miami, e subito dopo i variopinti “Horse Men”, i locali uomini risciò, naturalmente neri. Poi in viaggio verso le nuove tappe: Ballito, la “costa dei delfini”, dove si deve sostare sul lungomare, muniti di binocoli e cogliere tra le belle onde dell’oceano i guizzi dei simpatici animali. Poi ci addentriamo nello Zululand, attraversando distese sterminate di canna da zucchero. Qui i villaggi sono dei piccoli agglomerati di tukul tondi con tetto di paglia. I villaggi sono poveri ma non miseri, e così le persone che incontriamo lungo la strada

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