TRA natura e culture sudafricane

Diario di viaggio nel Paese Arcobaleno E’ la secondo volta, dopo il mio trasferimento dal Sudafrica in Italia avvenuto nel 1983 che mi accingo a ritornare nel mio paese Natale. Difficile da dimenticare il Sudafrica…..anche se all’epoca ero poco più ...

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  • di sergi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Diario di viaggio nel Paese Arcobaleno E’ la secondo volta, dopo il mio trasferimento dal Sudafrica in Italia avvenuto nel 1983 che mi accingo a ritornare nel mio paese Natale.

Difficile da dimenticare il Sudafrica...Anche se all’epoca ero poco più che un adolescente e i miei genitori, di origini italiane e migrati per lavoro, in seguito alla difficile situazione che si era creata dopo le sommosse di Soweto hanno deciso di rientrare il Italia, Là ho lasciato i miei ricordi più belli, la mia infanzia di bambino che camminava scalzo sulla strada, i sapori e gli odori di una terra selvaggia, un popolo di un’affascinante mescolanza di culture, religioni ed etnie diverse, le sue città frenetiche e vibranti e la sua pace, il suo tempo rallentato in uno spazio infinito.

Ho lasciato la mia Jo’bourg (Johannesburg in tono amichevole) sofisticata e scattante, i miei amici colorati di tutte le razze e provenienze, la mia scuola simbolo di appartenenza ed identificazione, la calma e la meditazione della Farm durante le vacanze.

Due anni fa sono tornato, dopo 24 anni , con un’emozione grandissima per rivedere i posti dove sono nato.

Mi avevano parlato di cambiamenti, di città pericolose, blindate e violente, di fili spinati alle case e di un notevole aumento di criminalità, così ho pensato che era meglio avere qualcuno che ti accompagnava, visto che con me portavo con me la mia compagna Teresa che era piuttosto timorosa.

All’aeroporto di Johannesburg era venuto a prenderci un ex prete che avevo conosciuto nelle missioni di Kensington e che attualmente faceva la spola per problemi di lavoro tra Italia e Sudafrica. Lui ci ha accompagnato nella visita alla città e il 19 gennaio 2006, giorno del compleanno di Teresa,eravamo gli “unici bianchi” alle ore 24 in giro per il centro di Jo’bourg. Incredibile e da pazzi, sentito le voci che corrono sulla sua pericolosità. Abbiamo fatto poi un giro di alcuni giorni nel Kruger e attraversando la parte desertica centrale abbiamo raggiunto Cape Town e la Grande Route.

Il viaggio è stato bello ed istruttivo ma mi aveva dato la sensazione, nel suo correre veloce da una meta all’altra , di non aver sentito con la dovuta calma, la spazialità e le bellezze del mio paese. Così dopo due anni eccoci di nuovo qui a programmare il nostro secondo viaggio nella “Nazione Arcobaleno”.

Abbiamo iniziato presto, circa nove mesi prima, come una gestazione, ad inviare Email di prenotazioni e a confezionarci quello che doveva essere un viaggio d’immersione nelle culture, nelle etnie e negli spazi mutevoli ed infiniti del Sudafrica. Prima di tutto la prenotazione all’interno dei lodge del Kruger, che pare sia la cosa più difficile, visto il sempre tutto esaurito e quindi bisogna attivarsi con largo anticipo, Poi tutto viene impostato e modellato su questa prenotazione.

Sembravano tanti nove mesi di programmazione ma, credetemi, il tempo corre veloce, così come lo intendiamo in Italia, e in un attimo eccoci a preparare le valigie per la tanto sospirata vacanza. (ps: quando avete preparato le valigie, togliete metà della roba... È un consiglio!).

Giorno 25 settembre 2009 partenza da Torino Caselle, via Francoforte per Johannesburg. Il viaggio in aereo è stato magnifico, essere in alto e volare verso la tua patria nativa è una sensazione indescrivibile, lontano nello spazio e nel tempo dalle innumerevoli incombenze del vivere quotidiano, cercando di immaginare gli odori, i sapori, la vista di cose diverse, il suono della savana

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