STATI UNITI: California settentrionale, Oregon, Nevada

Viaggio "on the road" partendo da San Francisco e percorrendo tutto il tratto della costa del Pacifico fin quasi ai confini con lo stato di Washington; ritorno per la parte interna tra monti innevati, laghi salati, piccole cittadine e stese ...

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  • di nonna70
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Pubblico il diario di uno dei miei primi viaggi negli Stati Uniti che mi ha lasciato un ricordo bellissimo tanto che vorrei rivisitare quei luoghi se, data anche l’età, non fossero così impegnative le ore di volo per arrivarci. Anno 2010, tanto entusiasmo, tanta voglia di vedere e conoscere: mio figlio Giovanni ed io partiamo nel mese di aprile per un viaggio "on the road" di 4.125 km; lui guida, io faccio da navigatore, la scelta degli hotel è puramente casuale ma non l’itinerario che prevede di percorrere tutta la costa sul Pacifico della California settentrionale e dell’Oregon. Non ho nessuna foto di questo viaggio ma le immagini, le vedute e i paesaggi sono ben custoditi nella mente e nel cuore. A coloro che avranno la pazienza di seguirci in quest’avventura, auguro buona lettura!

Partenza da Venezia con volo Air France, sosta a Parigi e da qui, dopo undici ore, arrivo alle ore 13,30 (nove in meno rispetto all’Italia) all’aeroporto di San Francisco; con il taxi ci facciamo accompagnare al motel Super6 che, tramite agenzia, avevamo prenotato assieme al volo. Domenica 25 aprile, è il giorno del mio compleanno e sono particolarmente felice. Con Giovanni ci rechiamo, a piedi, all’ufficio dell’Avis che dista quasi 600 mt. per noleggiare una comoda Nissan 4 porte con la quale, alle ore 10, ci immettiamo sulla 101 direzione nord verso San Francisco che ci appare all’improvviso con migliaia di casette stampate sulle colline, con grattacieli che sembrano costruiti con il “Lego” e molto diversi da quelli già visti in altre metropoli. Completano l’impatto di stupore e meraviglia le strade a “montagne russe” che vediamo ai lati della via dritta che stiamo percorrendo. Arriviamo in vista del “Golden Gate” tanto magnificato e la mia prima impressione è di delusione perché mi sembra “piccolo” ma, quando iniziamo a percorrerlo, mi rendo conto della sua maestosità e bellezza; si tratta di uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo con la campata principale lunga 1.298 mt sostenuta da torri alte 227,4 mt con doppia corsia di marcia, una pista ciclabile e una pedonale: impressionante! Mentre lo percorriamo, Giovanni mi fa notare in mezzo alla baia la famosa isola di Alcatraz (isola dei pellicani) già penitenziario federale reso celebre per la detenzione di Al Capone e per alcuni film girati al suo interno. Il pedaggio di 2$ oggi non si paga perché è domenica. Appena superato il ponte, avremmo dovuto deviare sulla “1” ma, non avendo ancora acquistato la mappa della California, siamo arrivati fino a Petaluma, dove ci siamo fermati per mangiare qualcosa presso un locale messicano, acquistare la carta stradale e fare il punto della situazione. Dopo aver lasciato la “101” arriviamo a Two Rock poi a Bodega Bay sull’oceano Pacifico che si apre davanti ai nostri occhi con una distesa impressionante di rocce che emergono dall’acqua: visione che si ripeterà spesso e di cui parlerò anche più avanti. A sinistra l’oceano, a destra un vasto altopiano con prati coperti da fiori rosa e gialli di pianta grassa e altri mai visti, fichi d’India, bassi arbusti e pini nani. La strada si snoda lungo la costa rocciosa poi si alza ed entra in foreste di sequoie e boschi di pini, abeti e larici con tornanti ripetuti e fastidiosi. Alla fine tra su e giù, dentro e fuori foreste immense, oceano e colline, attraversato Mendocino (qui sono stati girati gli episodi della “signora in giallo”) arriviamo verso le ore 18,15 a Fort Bragg dove ci fermiamo presso il Travelodge Motel, molto bello con due camere matrimoniali. Dopo un breve riposo usciamo alle ore 19,00 per un giro di questo piccolo paese di 7.000 abitanti e per trovare la stazione da dove l’indomani dovremmo partire per una gita nell’entroterra attraverso la Skunk Train Railroad: costruita dai re del legname a partire dal 1880, questa linea ferroviaria di 64 km porta, per fitti boschi di sequoie, fino a Willits. Il percorso di oggi (320 km) ci ha condotto per strade solitarie senza paesi per lunghi tratti e con una velocità ridotta a causa delle molte curve e tornanti: siamo stati gratificati dalla bellezza dei paesaggi

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