Stati Uniti d'America tra California meridionale e sud ovest

Mamma e figlio on the road in piena libertà tra metropoli e parchi

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  • di nonna70
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Per la settima volta Giovanni ed io, mamma settantenne, decidiamo di visitare gli Stati Uniti partendo da Los Angeles, proseguendo per Las Vegas, il Grand Canyon, Bryce Canyon, Monument Valley nei primi sei giorni e per i restanti dieci andremo a zonzo nel sud-ovest e California centro meridionale lasciando spazio, come sempre, all’improvvisazione e alle scelte del momento. Tramite Internet abbiamo prenotato i voli (Air France), l’auto (Avis), stipulato l’assicurazione (Mondial Care), prenotati gli hotel per le prime sei notti (dati i luoghi di grande interesse non è stato facile trovare sistemazioni!). Così alla fine scrivo il diario di un viaggio straordinario che porterò sempre nel cuore.

Martedì 11

Partenza in orario da Venezia alle 6,45 e arrivo ad Amsterdam alle 8,45: controlli con lo scanner e perquisizione personale quindi imbarco su un 747 400 della KLM con i 400 posti tutti occupati dove si sta un po’ stretti ma dotati dei consueti schermi personali con musica, film, giochi e aggiornamenti sul volo così posso vedere la distanza di 9.500 km. a una media di 950/ora che in quasi undici ore ci porterà a Los Angeles. Tutto sommato il tempo scorre in fretta e alle 11,50 (nove ore indietro rispetto all’Italia) atterriamo all’aeroporto di Los Angeles; sbrighiamo velocemente le formalità d’ingresso negli Stati Uniti, prendiamo la navetta Avis (come quella delle altre società di noleggio passa ogni cinque minuti) che dopo un lungo percorso ci lascia all’ufficio dove ci consegnano una Chevrolet Impala veramente spaziosa. Attraversiamo la strada e troviamo subito il SUPER 8 (88 €) che avevamo prenotato: fuori sembra un po’ trascurato ma all’interno risulta ampio, confortevole, pulito e il traffico aereo non disturba molto. Alle 13,30 siamo già nella nostra stanza dove finalmente possiamo rilassarci.

Mercoledì 12

Colazione continentale poi alle 8,30 partenza per Las Vegas; seguiamo le indicazioni che avevo stampato da google map così ci difendiamo bene nel traffico caotico che si sviluppa su sei corsie nelle due direzioni di marcia (una settima più veloce è riservata alle macchine con due o più passeggeri): prima entriamo nella 110 nord fino all’incrocio con la I-10 W che passa vicinissima al centro della città della quale vediamo gli alti grattacieli, attraversiamo bei quartieri residenziali e zone industriali mentre il traffico man mano si diluisce quando deviamo sulla I-15 W fino a Barstow nelle cui vicinanze si trova Calico Ghost Town. Proseguiamo attraverso un paesaggio desertico, arido (molti laghi asciutti) brullo, con sullo sfondo catene montuose che ricordano le nostre e dopo altri chilometri in mezzo al “nulla” siamo attirati da un reclamizzato outlet che copre un’area molto estesa e vediamo parecchi pullman di turisti stranieri (tanti giapponesi) che qui fanno sosta per procedere negli acquisti scontati di marchi famosi.

Entriamo nel Nevada e dopo una cinquantina di chilometri alle ore 14,00 arriviamo alla periferia di Las Vegas e ci dirigiamo subito al Microtel Inn & Suites, sempre prenotato su internet, che si rivelerà una scelta felice sia per il prezzo (58 €) sia per il servizio, per la dotazione nella stanza, degli accessori e degli spazi comuni.

Dalle 14,15 alle 17,30 ci riposiamo poi decidiamo di percorrere in auto lo “ strip” che ci lascia letteralmente senza fiato man mano che riconosciamo gli hotel che vi si affacciano come li abbiamo visti più volte alla Tv. Dal vivo però è un impatto impressionante con gente in frenetico movimento che sale e scende dalle scale mobili e da una rotaia sopraelevata che collega le costruzioni caratterizzanti gli hotel. Dopo quasi 10 Km. ritorniamo verso il centro che, scesa la sera, si è magicamente illuminato con milioni di luci colorate che ne fanno risaltare la unicità. Vorremmo fermarci per poi andare a piedi ma il parcheggio si rivela difficile così, dopo vari tentativi, ritorniamo al motel quando sono ormai le ore venti. Ci rechiamo a cena presso un locale gestito da una famiglia di origini italiane la cui storia è documentata sulle pareti con foto d’epoca e dei giorni nostri; la stanza è buia (candele sui tavoli) e fredda per l’aria condizionata e la cena viene “allietata” da una cantante ottantenne in abito da sera accompagnata al pianoforte dal marito altrettanto anziano: americanate! Percorsi 515 km

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