East Coast U.s.a. e Bahamas

New York, Nassau (Bahamas), Florida Keys e Miami.

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  • di Micol Brusaferro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Gli Stati Uniti per noi sono stati amore a prima vista. Dopo un primo viaggio sulla West Coast, da San Francisco a Los Angeles, compresi i grandi parchi e la folgorante Las Vegas, abbiamo deciso di puntare alla East Coast. Con una variante. Itinerario: New York, Bahamas, Florida Keys e Miami, con il solito obiettivo, un po’ di mare e soprattutto tanta voglia di girare e conoscere un nuovo “spaccato” d’America. Partiamo (io e il mio compagno) dalla nostra città, Trieste, il 5 giugno. Volo Alitalia Ronchi-Roma e poi un diretto fino alla Grande Mela. Il viaggio come sempre è strutturato dalla nostra agenzia di viaggi di fiducia, ma quello che “condisce” l’esperienza sono i tantissimi consigli preziosi letti sulla rivista “Turisti per caso”, visti nei dvd o approfonditi sul vostro sito. E su New York i TPC hanno scritto davvero fiumi e fiumi di suggerimenti e indicazioni complete e articolate, mi limiterò quindi soltanto ad aggiungere qualche “posticino” carino, degno di nota.

Prima tappa New York

Arriviamo a NY il 5 giugno e pernottiamo sei notti all’hotel Fashion Wyndham, 152 West 26th Street, costruito da poco, dal design innovativo, pulito e poco distante (a piedi) da Times Squares e a pochi metri dalla fermata della metro. Naturalmente le nostre giornate sono piene delle classiche tappe, Empire State Building, Statua della Libertà, Central Park, ponte di Brooklyn ecc. Tra tutti scelgo di citare soltanto alcune curiosità, forse utili ai prossimi turisti per caso a stelle e strisce. Per cenare mi piace ricordare Ellen’s Sturdust Dinner, 1650 Broadway, dove i camerieri pare siano cantanti che sognano di entrare nei teatri della zona, e servono i piatti cantando e ballando tutti i successi dei musical più conosciuti. L’atmosfera è anni ’50-’60, il cibo buono e l’allegria non manca. Un altro angolo carino, dove gustare un vero hamburger americano, onion rings e super dolci, è Burger Join, 2175 Broadway, un locale storico, forse troppo piccolino, ma un assaggio è d’obbligo. Infine per chi è sportivo come noi (amiamo basket e baseball), in caso non si riuscissero a trovare i biglietti per qualche partita, val la pena seguire il tour guidato al Medison Square Garden (centralissimo) e allo Yankee Stadium (nel Bronx). Un vero e proprio tuffo nella storia e nelle curiosità delle squadre locali.

Seconda tappa: Bahamas

L’ 11 giugno lasciamo New York e con un volo Delta Airlines e dopo circa tre ore raggiungiamo Nassau, alle Bahamas. La strada dall’aeroporto al resort mostra già i colori di una natura vivace e lo stile coloniale di alcune case, vicine ad altre che sembrano appartenere invece a qualche strada di Los Angeles, quasi holliwoodiane. Ci fermiamo tre giorni all’hotel Sheraton, con una spiaggia magnifica. Il primo giorno lo trascorriamo nel più totale relax. Poi decidiamo per una giornata intera nella vicina Paradise Island, raggiungibile dai vari hotel attraverso taxi privati, dal costo di 20 dollari a testa circa andata e ritorno. E’ un vero e proprio paradiso galleggiante, con un gigantesco albergo, una marina, un acquario infinito, ma soprattutto un parco acquatico incredibilmente vasto, sia per bambini che per adulti. Anzi, forse sono proprio gli adulti a divertirsi di più. Tra tutte le attrazioni quella che più cattura l’attenzione dei turisti è un mega scivolo, in parte realizzato con un tubo trasparente che proietta direttamente le persone nella vasca degli squali, per poi catapultarti in un’innocua piscina. Il costo del biglietto giornaliero è caro, circa 100 dollari, ma li vale tutti. A pensarci bene avremmo potuto spendere di più e soggiornare in questa struttura. E’ il vero cuore pulsante della zona, anche di sera, con tanti locali, shopping e musica. Ancora un giorno di riposo, sole e mare in abbondanza (scottatura compresa), e poi si riparte

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