1000 galloni sul Golden Gate

Tenderloin: La nostra prima serata a San Francisco merita un accenno. Da bravi turisti italiani la passeggiata “in centro” è d’obbligo: è il modo migliore per ambientarsi in una città nuova! Peccato che le città americane non abbiano un centro ...

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  • di Andrea Scotti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Tenderloin: La nostra prima serata a San Francisco merita un accenno. Da bravi turisti italiani la passeggiata “in centro” è d’obbligo: è il modo migliore per ambientarsi in una città nuova! Peccato che le città americane non abbiano un centro come lo intendiamo noi e San Francisco non fa difetto. Decidiamo di incamminarci lungo Market Street, via dello shopping, dei negozi fighi, che passa per il Financial District giù giù fino al Castro. Oltrepassata Union Square, dove si concentrano le maggiori catene d’alberghi internazionali, cerchiamo un fast food per rifocillarci ed assaporare lo spirito U.S.A.. Market Street comincia a farsi un po’ meno attraente: locali porno da quattro soldi, spacciatori agli angoli delle strade e parecchia gente un po’ alticcia nonostante siano solo le nove di sera. Il dubbio comincia a insinuarsi,ma che fare ormai? Decidiamo di mangiare un hamburger e tornar in albergo:peccato che quell’hamburger non abbiamo potuto finirlo perché nel frattempo è scoppiata una rissa nel locale! Ce la diamo a gambe e solo più tardi scopriamo che il Tenderloin di cui avevamo letto sulla nostra Lonely sta proprio in pieno centro!! Occhio! In bicicletta: Non è il mezzo più indicato per visitare San Francisco, perché la città è un continuo saliscendi. C’è però una zona pianeggiante che si estende da Fisherman’s Wharf fino a Ocean Beach: ci si ritrova in mezzo a uomini, cani, gatti, bambini che corrono con l’immancabile Ipod fissato sul braccio (siamo nella patria di Apple!) e surfisti che sfidano le onde nei pressi del Golden Gate Bridge. Superato il ponte si raggiunge un porticciolo tranquillo, con delle bellissime case che si affacciano sulla baia:Sausalito. Una piccola oasi a qualche miglio dalla città. Consiglio per i più sportivi:da Sausalito proseguite per Marin Peninsula. La strada non è asfaltata, si fa una gran fatica a superare le prime colline, ma lo spettacolo è superlativo. Vallate verdi, con possibilità di incrociare qualche daino (!!) sul percorso e aquile sopra le vostre teste. E una volta arrivati in cima: una superba vista sul Golden Gate e sulla città di San Francisco. Portatevi la macchina fotografica: ricoperti dal fango del fuoripista, con il ponte alle vostre spalle, l’effetto sugli amici è garantito! Alamo Square: è un luogo da cartolina. Nel senso letterale del termine: ci sono 4, 5 casette vittoriane dai colori pastello e una vista dello skyline della città che vengono immortalati sulla metà delle cartoline in vendita. Da vedere, soprattutto nel week-end quando gli abitanti del quartiere portano gli animali al parco: la metà dei cittadini di San Francisco possiede un cane e sembra si concentrino qui per buona parte! La questione degli animali domestici è talmente sentita che alle ultime elezioni per l’elezione del sindaco uno dei temi più dibattuti è stato la possibilità o meno di far scorrazzare gli amici a quattro zampe nei parchi pubblici.

Messa: Se la vostra fede è un po’ in crisi andate in Ellis St. 330 domenica mattina alle 9. Si tratta di una chiesa metodista e dopo averci messo piede... beh vi chiederete perché non vi abbiano mandato al catechismo dai metodisti!! All’ingresso una lunga fila: tantissimi ragazzi, tutte le possibili etnie sono qui raccolte. Tutti ti salutano e cercano di instaurare un dialogo. C’è il signore di mezza età bianco-super obeso-sempre pronto al sorriso, il travestito di colore, la famigliola felice con 5 pargoli al seguito. La prima ora della funzione è dedicata ai canti gospel: sull’altare compaiono le parole dei testi delle canzoni e se siete intonati (!!) provate a cimentarvi in questa sorta di mega-karaoke! E’ impossibile non farsi coinvolgere: la gente si abbraccia, si prende per mano, mentre il coro con la band danno il meglio. La funzione vera e propria dura circa un mezz’oretta con annesso defilé di magliette e cappellini per l’autofinanziamento della comunità. E alla fine, se vi è venuta fame, vi offrono pure il brunch! Orso Yoghi: all’ingresso dell’Henry Cowell RedWoods State Park, (situato a sud di San Francisco in direzione Santa Cruz e raggiungibile in automobile percorrendo la statale 1), trovate il ranger dell’orso Yoghi. E’ proprio lui:vestito di verde, con il cappellino e la targhetta appuntata sul petto. Non ci si sbaglia. E soprattutto pronto a dispensare consigli su come visitare al meglio il parco, che si caratterizza per le sue mastodontiche sequoie. Un tempo questa varietà di piante cresceva in diverse aree del pianeta. Oggi, per via degli sconvolgimenti climatici, sopravvivono solo in zone dove siano disponibili grandi quantitativi d’acqua: per vivere ne hanno bisogno di mille galloni al giorno! Il parco dispone di un centro visitatori. E’ gestito da volontari che non vedono l’ora di snocciolarvi qualche dato sbalorditivo: l’albero più alto,il più vecchio (si parla di duemila anni!), il più ammirato, il più odiato e così via nella mania americana di collocare tutto quanto in una top ten. Si possono affrontare diversi percorsi, a seconda del tempo che si ha a disposizione. Quello più breve, da 0,8 miglia, consente di avere un’idea del fragile ecosistema in cui vivono piante di dimensioni così impressionanti: raggiungono i 300 piedi d’altezza, come una Statua della Libertà al naturale

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