Il mio west

Il mio è un viaggio un po' sui generis, come si può capire dal periodo che ho trascorso negli States. Ho lavorato in un 'working cattle guest ranch' in California per tutta l'estate scorsa. Va da sé che purtroppo non ...

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  • di Carmen Delbalzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il mio è un viaggio un po' sui generis, come si può capire dal periodo che ho trascorso negli States.

Ho lavorato in un 'working cattle guest ranch' in California per tutta l'estate scorsa. Va da sé che purtroppo non ho girato molto, perché avevo un solo giorno libero alla settimana, ma forse qualcuno può essere interessato a ripetere l'esperienza...

Intanto per cominciare, amo i cavalli e gli spazi aperti, requisito fondamentale per lavorare in un ranch. La mia 'prima volta' in un ranch è stata nel '97 in vacanza in Wyoming e lì mi è venuta l'idea (o meglio, la fissazione) di tornare per lavorare. Nel gennaio del 2000 mi sono finalmente decisa: ho cercato su Internet gli indirizzi delle Associazioni dei Guest Ranch americani e ho chiesto se era possibile lavorare in un ranch. Mi hanno tutte risposto che era quasi impossibile, perché per la legge americana non si possono assumere stranieri per lavori che anche gli americani possono svolgere. Ma io sono testarda e ho scritto lo stesso a tutti i ranches che ho trovato in rete, chiedendo se cercavano personale. Diversi mi hanno risposto che assumevano solo americani, ma diversi mi hanno anche detto 'si, siamo interessati, purché tu abbia il visto lavorativo'. E qui viene il bello. Ho trovato, sempre in rete, un'agenzia olandese che mi poteva fornire il visto lavorativo per gli States, ma solo con il contratto di lavoro in mano. E così ho mentito spudoratamente ai ranches, dicendo che si, avevo la visa, e all'agenzia, dicendo che si, avevo il contratto. Non é stato facile come sembra: sono tante le agenzie che forniscono visti lavorativi, ma poi ti mandano a lavorare in un fast food nei sobborghi di Chicago, praticamente senza stipendio, e con vitto, alloggio, viaggio e spese varie a tuo carico!Io, invece, ho speso relativamente poco: circa 3 milioni tra viaggio e visa, ma con la prospettiva di essere pagata (in dollari!) al ranch.

Il viaggio è stato terribile: ho dovuto cambiare 5 aerei per ritirare i documenti ad Amsterdam e sbrigare le pratiche con l'immigrazione a New York. Ma ne è valsa la pena! Il ranch dove sono stata io è sulle Rocky Mountains, a 1 ora di macchina a nord di Yosemite e a 1 ora di macchina dal confine con il Nevada. Non riesco nemmeno a trovare le parole per descriverlo... Ma è stata una grande estate davvero! Il ranch mi è rimasto nel cuore, così come la famiglia per la quale ho lavorato e tutte le persone che hanno lavorato con me. Gli americani del west sono fantastici: cordiali e disponibili, prendono la vita come viene, difficilmente si agitano per qualcosa, mai per il lavoro. Hanno la 'cultura della cortesia' che qui a volte manca... La vita da ranch è come uno se l'aspetta. Gli ospiti arrivavano il sabato sera, che era la serata dell'introduction: tutti i clienti si riunivano nel barn (praticamente le stalle dei cavalli), dove il proprietario del ranch raccontava la storia del guest ranch (fondato nel 1851, etc. Etc.) e spiegava come si sarebbe svolta la settimana. Poi ogni persona dello staff doveva presentarsi e dare la sua disponibilità agli ospiti, che applaudivano ognuno di noi con lo stesso calore (e accoglievano il mio 'I'm from Italy' con l'immancabile 'oooh'). La settimana vera e propria partiva la domenica: 8 ore di cavallo al giorno ogni giorno per 6 giorni per tutti gli ospiti, dai 3 ai 90 anni! E ogni sera qualcosa di diverso da fare: il cook-out (cioè il classico barbecue, ma in mezzo alle montagne), il camp-fire (cioè i canti tradizionali intorno al fuoco), le danze country, il lavoro coi puledri, la scuola di roping, il bingo, la notte dei talenti (in cui gli ospiti si esibivano in qualsiasi cosa sapessero o non sapessero fare, e gli americani sono moooolto esibizionisti!). Tutto per intrattenere i clienti, chiaro, ma era un divertimento anche per noi. Soprattutto considerando che intorno al ranch non c'era niente di niente: un paesotto di poche case a 20 minuti di macchina (ma nessuno di noi aveva la macchina) e il buio più totale, con la colonna sonora di coyotes e a volte di orsi..

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Commenti
  1. fabiofra
    , 5/8/2013 16:55
    complimenti per l'esperienza bellissima che hai raccontato. Credo che tu abbia vissuto, se la pensi come me, la parte più bella degli USA, quella della provincia lontano dalle metropoli e, nel tuo caso, davvero molto vicino alla gente del posto. Io sono stato negli USA la prima volta nel 96 ma vedendoli prettamente da turista e, ti dico la verità, non sentivo il bisogno di ritornarci. Poi ho conosciuto in Italia una ragazza del Sud degli USA, oggi lei è mia moglie e mi ha insegnato e mostrato cosa sono veramente gli USA e la mentalità della gente della provincia, lo stile di vita Country (che non vuol dire essere rozzi tutt'altro).
    Il mio sogno è farci un viaggio itinerante molto lungo, anche con i bus e treni locali, un coast to coast passando per gli Stati del Nord, il Maine, le dune sabbiose del lago Michigan, il Montana, l'Oregon ecc. apprezzare ogni metro delle loro stupende strade. Stagione... autunno.
    Magari in un'altra vita

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