Alla scoperta del West

Saluti a tutti gli amici di turisti per caso. Condivido con voi questa esperienza di viaggio negli States, auto-organizzato nella maggior parte. Siamo in quattro: mia moglie ed io e una coppia di amici. Itinerario: arrivo Salt Lake City, Grand ...

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  • di ROBERTO57
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Saluti a tutti gli amici di turisti per caso. Condivido con voi questa esperienza di viaggio negli States, auto-organizzato nella maggior parte. Siamo in quattro: mia moglie ed io e una coppia di amici.

Itinerario: arrivo Salt Lake City, Grand Teton Park, Yellowstone Park, Cody, Little Big Horn, Devils Tower, Rushmore Mountains, Custer Park, Durango, Mesa Verde, Manitou Springs, 3 giorni in N.Y.C., sosta parenti in New Jersey.

Prenotato tramite agenzia: voli aerei, pernottamenti a Salt Lake City e N.Y.C., noleggio dell’auto.

16/8 Domenica Partenza da Bologna per Parigi con Air France; da Parigi a Salt Lake City volo diretto Delta Airlines, forse un po’ lungo nelle sue 11.45 ore, ma l’allestimento del Boing 767 è tale da permettere sia a me che al mio amico, ambedue extralarge, un volo tutto sommato confortevole. La giornata è limpidissima e la rotta semipolare ci porta a sorvolare l’Islanda, la Groenlandia e tutto il Canada, in particolare la baia di Hudson: il divertimento è incominciato già prima di toccare terra.

All’arrivo, sono le 3 p.M. Locali; disbrigate le pratiche dell’immigrazione, molto rapide in quanto l’aeroporto è sì internazionale, ma con volumi di traffico non certamente paragonabili a N.Y. O San Francisco, ci rechiamo al bancone della Alamo per il ritiro dell’auto. La classe prescelta dell’auto è classificata MiniSuv, e ci ritroviamo una Chevrolet Equinox di quasi 5 metri: vedendo i nostri sguardi divertiti, ci informano che la classe SUV prevede veicoli fino a 6 metri: veramente gli Usa “are a big country” in ogni dettaglio.

Entriamo in città e, senza l’uso di particolari strumentazioni, se non una cartina dettagliata e alcune stampe di Google maps, troviamo l’albergo prenotato. A questo proposito, viaggio sempre senza navigatore: a parte la comodità indubbia di avere indicazioni dettagliate, soprattutto per le grandi città, forse mi toglie un po’ di spirito d’avventura, e poi mia moglie mi dice: “se c’è il navigatore, io cosa faccio?” e vi assicuro che potrebbe mettersi a discutere anche con la vocina dell’apparecchio.

L’albergo è il Peery Hotel: it’s very nice, fa parte degli edifici storici certificati e l’arredo è d’epoca West; una doccia, un minimo di riposo ed usciamo a fare quattro passi. E’ domenica pomeriggio, e la città è semideserta. S.L.C. È la capitale dello Utah e fu fondata dai Mormoni; attualmente è il centro mondiale di questo movimento religioso molto ortodosso, e pertanto la domenica viene veramente considerata giorno di riposo e santificazione. Ci rechiamo presso il Mormon Center, complesso di edifici che rappresenta il centro nevralgico ed organizzativo, nonché fondativo per i Mormoni; all’ingresso veniamo accolti da una serie di volontari che ci fanno la domanda che sarà il ritornello dalla nostra vacanza: where are you from? Sono organizzate visite guidate in tutte le lingue, italiano compreso, e facciamo il primo incontro con Americani che hanno soggiornato in Italia: non potete immaginare quanto sia famosa l’Italia nell’immaginario collettivo degli Americani che abitano le Praterie. Piccolo giro turistico nella città, con visita al Capitol Hill, immediatamente riconoscibile in quanto somigliantissimo all’omonimo di Washington, cena veloce ed un po’ di riposo per smaltire il jet lag.

17/8 Lunedì Verso Yellowstone Park Ed ora verso nord. Tappa di avvicinamento a Yellowstone Park. Poco fuori Salt Lake City, in una propaggine del Grande Lago Salato, visitiamo una zona umida che è riserva naturale: per gli appassionati di bird watching il divertimento è assicurato. Al visitor center veniamo accolti da un cortesissimo volontario che, oltre ad illustrarci alcune caratteristiche della riserva, ci dà interessanti notizie sul Wild West: nella zona, un grande altipiano circondato dalle montagne, avvenne lo storico incontro delle due ferrovie che congiunsero le due coste: la Central Pacific e la Union Pacific; ci mostra anche una copia del chiodo d’oro con cui venne fissata l’ultima traversina al binario. Anche lui ci magnifica the Italian food, e tesse lodi sugli spaghetti alla Bolognese (sigh... sigh...) Vi svelo un segreto: sono Bolognese di nascita e di residenza, bolognese da almeno quattro generazioni. Ebbene, gli spaghetti alla Bolognese li troverete in quasi tutti i menù del mondo, tranne che a Bologna!!!! Con il ragù (all’americana meat sauce) a Bologna si mangiano esclusivamente le tagliatelle, come vi potranno confermare Syusy e Patrizio. Scusate lo sfogo

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