I viaggi di Kocci: NEW YORK

L'avventura inizia ai primi di giugno, quando scopro una tariffa di volo eccezionale Milano-New York (298 euro A/R, volo diretto con Alitalia). Mi dico che è da pazzi non approfittarne, e così...approfitto! Mi sono organizzata, ho prenotato tutto da sola ...

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  • di koccinella28
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L'avventura inizia ai primi di giugno, quando scopro una tariffa di volo eccezionale Milano-New York (298 euro A/R, volo diretto con Alitalia). Mi dico che è da pazzi non approfittarne, e così...Approfitto! Mi sono organizzata, ho prenotato tutto da sola tramite internet (dall'hotel alle attrazioni, dai teatri ai ristoranti). Ho cercato di informarmi, ho acquistato una guida e letto tanti racconti di viaggio, e soprattutto -data la grande quantità di cose da vedere- ho "stilato" un programmino (una specie di tabella di marcia che durante i miei dieci giorni mi avrebbe consentito di perdermi il meno possibile).

In generale, direi che l'impatto con New York è particolare. A me è sembrato di essere entrata in un film: il caos, decine di taxi gialli, le luci, i colori. Una scena vista moltissime volte dallo schermo, così lontana dalla nostra realtà eppure così familiare. Siamo proprio qui, piccole formichine tra milioni, al centro di un mondo che ha significato speranza in passato per i nostri connazionali emigranti, e che -pur con tutte le contraddizioni del caso- non ha mai cessato di essere modello cui attingere. A New York non ti senti straniero: la maggior parte delle cose che noi utilizziamo nel quotidiano passano da qui. Ma c'è una cosa profondamente differente: la forma mentis. Così "cheap", "easy", disinvolta, recettiva, stravagante, zero barriere mentali, in un luogo che offre qualsiasi tipo di stimolo, qualsiasi tipo di attività, un multiculturalismo impensabile altrove: tutto il mondo è qui rappresentato, ogni Paese ha qui la sua fetta di comunità. Decine di lingue diverse! Una ricchezza impareggiabile. Tuttavia New York non è il paese dei balocchi: ha tanti contrasti, e a dispetto dell'atmosfera luccicante è una città rigorosa, che sprizza efficienza da ogni angolo.

27 settembre Ragazzi!! Che storia, sono a New York! Sono le 3.39 del mio primo giorno qui e non riesco a dormire (per la serie: il fuso orario non mi tange :-) E così inizio il racconto di viaggio. Ehehe, 9 ore di volo + 3 di attesa in aeroporto non ci hanno stesi, e così ci siamo catapultati a vedere quest'ottava meraviglia del mondo, il centro del centro, il cuore pulsante: TIMES SQUARE. Usciti dalla metro lo spettacolo che ci si è parato davanti è stato grandioso e vertiginoso: un mix inebriante di colori sgargianti, luci accecanti e rumori metropolitani; una fetta di umanità brulicante al cospetto di edifici giganteschi, insegne luminose intermittenti che al primo sguardo ti disorientano. Sembra di essere dentro a un film, o al luna park, o a las vegas, è qualcosa che ti seduce ma allo stesso tempo ti lascia smarrito. Ci incamminiamo seguendo il flusso di gente. Il profumo di hot dog e manicaretti fritti ci avvolge. Ai lati delle strade, venditori di qualsiasi cosa. Ristoranti, fast-food stracolmi e teatri si susseguono senza soluzione di continuità. E' la 42esima strada, la "regina" del Theatre District. Signori, benvenuti a Broadway.

Faccio foto in lungo e in largo, non è difficile cogliere lo spirito di queste strade.

Decidiamo di fare il nostro primo pasto americano, e decidiamo di dare l'onore al famoso "Carnegie Deli" (nominato da tutte le guide, definito “la quintessenza dei locali newyorkesi”. Ecchessaramai? Entriamo. Bel localino piccolo e affollato, camerieri indaffaratissimi, atmosfera accogliente e casalinga. Prendiamo l’omelette tipica della casa, con l’american cheese e le french fries. Mamma mia ragazzi, credo mi rimarranno sullo stomaco ancora per parecchie ore! Porzioni troooppo troooppo abbondanti, e cose trooppo trooppo pesanti. Buoni sì, ma mattoni che ti stendono. Portate che ne basta la metà (metà degli ingredienti, soprattutto). Però andateci almeno una volta: è un’americanata culinaria. Abbiamo anche dato la nostra prima mancia...Eh sì, questa mancia americana obbligatoria...Che assurdità. Ho letto che se dai il 10% è inaccettabile; se dai il 15 % è appena accettabile, il 20% son tutti contenti. Bah!! Ma vi devo parlare dell’hotel! Bellissimo!! Ho fatto proprio la scelta giusta. Hotel NEWTON, 2528 Broadway, un 3 stelle che per quanto mi riguarda di stelle potrebbe averne anche 4! Avevo letto che era uno dei migliori della sua categoria, e in effetti lo è. Nuovissimo, pulitissimo, comodissimo e attrezzatissimo. Alla metro vicinissimo! Né una crepa, né una mattonella rotta, né una macchia sulla moquette. Camera spaziosa, letti grandi e comodi, lenzuola candide, forno, frigo, bollitore, televisore piatto, ferro da stiro, asse da stiro, specchio grande, bagno accogliente e tantissime luci. Siamo nell’Upper West Side, accanto a Central Park, a due passi da Harlem da un lato, e a due passi dalle casette di Madonna, John Lennon, Dustin Hoffman e Marylin Monroe. Erano (o sono) tutti qui. E anche noi siamo qui, per 8 notti, per 371 euro a testa tasse escluse

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