Sri Lanka: dove i treni sono lenti e affollati

Visitare lo Sri Lanka in treno si è rivelata un’esperienza indimenticabile. Quasi traumatica sul momento ma divertente ripensandoci dopo qualche giorno. Qualcuno penserà che sia stata una pazzia, da incoscienti, e forse ha ragione. Il mio consiglio è di prenotare, ...

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  • di Dodi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Lo Sri Lanka è definito, per la sua forma, anche la lacrima dell’India. Le lingue ufficiali sono tre: il singalese, il tamil e l’inglese. Il Buddhismo è la religione principale ma ci sno anche molti induisti e cristiani. Il curry, piatto tradizionale servito con riso, pollo o pesce, è a base di latte di cocco e spezie, ed è molto piccante. La gente è molto cordiale e sorridente ed è sempre pronta a dare un consiglio o anche solo a scambiare due parole.

Negombo si trova a 10 km di distanza dall’aeroporto di Colombo ed è un ottimo punto di partenza per iniziare la scoperta di una parte di quest’isola. C’è una bella spiaggia dove rilassarsi, un mercato del pesce, dove le donne fanno acquisti tra i banconi mentre i pescatori appena rientrati dal mare riparano le loro reti.

I diversi templi buddhisti e induisti, molto colorati, oltre alle chiese cristiane sono un’altra attrazione del posto.

Kandy è la seconda città più grande del Paese. Oltre al suo lago artificiale e al Tempio del dente la definirei una città anonima. Il tempio, costruito nel 1600, custodisce uno dei denti del Buddha, ritrovato dopo la sua cremazione. Dopo varie peregrinazioni fra India e Sri Lanka, è stato riportato a Kandy nel 1592. È oggetto di venerazione e per motivi di sicurezza viene esposto solo una o due volte ogni dieci anni.

La città è conosciuta anche per le sue danze, accompagnate dal suono dei tamburi. Gli uomini indossano un corpetto intrecciato con perline e campanelli e si esibiscono in salti acrobatici, mentre le donne hanno pantaloni ampi e corsetti tradizionali.

Ci è piaciuta molto la visita al centro Millennium Elephant Foundation, poco distante da Kandy, dove vivono gli elefanti che dopo una vita passata a lavorare, o come custodi dei templi, si godono una meritata pensione. A volte arrivano lì feriti e malati e vengono curati. Si può fare del volontariato attivo a stretto contatto con gli animali, nutrendoli, facendogli il bagno e tenendo puliti i sentieri del parco. Inoltre, viene raccolto lo sterco, ricco di fibre, che una volta bollito e essiccato viene trasformato in carta. Noi abbiamo trascorso la giornata insieme a una elefantessa e al suo mahout.

Da Kandy ci siamo spostati a Haputale, e qui abbiamo vissuto la prima disavventura. Non avevamo infatti previsto che il treno fosse affollatissimo, tanto da costringerci a viaggiare in piedi per sei ore. Siccome nei vagoni la gente era stretta una vicina all’altra, senza possibilità di muoversi, ci siamo spostati, facendoci largo a fatica, sulla piattaforma ondeggiante che collega i vagoni, così da poter respirare un po’ d’aria attraverso le pareti a soffietto. Ci teneva compagnia, per così dire, una coppia di tedeschi, oltre ai nostri bagagli. A ogni stazione salivano altre persone e i venditori di cibo e bevande attraversavano i vagoni sgomitando. Più di una volta abbiamo pensato di scendere e optare per un taxi per proseguire il percorso ma abbiamo resistito, giungendo destinazione esausti. Dopo un po’ di riposo, recandoci in paese abbiamo incontrato dei turisti che evidentemente, al contrario di noi, erano a conoscenza del problema del sovraffollamento e ci hanno suggerito di viaggiare in terza classe, la prossima volta. Sembra che sia meno affollata.

Haputale è una cittadina poco turistica che offre bei panorami dalle alture circostanti, in particolare dal punto panoramico Lipton’s Seat (la panchina di Lipton, il commerciante scozzese di tè). Le piantagioni di tè si estendono a perdita d’occhio. I cespugli sono bassi perché vengono potati regolarmente e le raccoglitrici, sorridenti nei loro sari colorati, strappano delicatamente le foglioline per deporle in lunghi sacchi che portano sulla schiena, affrancati con una fascia alla fronte

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