Sri Lanka, l'isola dei sorrisi

Per me non vi è nome più appropriato per descrivere questa meravigliosa isola che si trova sotto l'India e chiamata anche, per questo motivo, ''la lacrima dell'India"

  • di Momo68
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 17
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Sorrisi perché basta che accenniate a farne uno e qualsiasi persona incontriate contraccambierà immediatamente, che siano giovani, anziani o bambini non importa, la bocca ma anche gli occhi si allargheranno all'istante, sembra quasi che siano lì ad aspettare il momento che voi li guardiate per poterlo sfoderare. I bambini sono anche più sfacciati, mi è capitato di essere fotografata, di essere letteralmente subissata di domande "da dove vieni?" "quanti anni hai?" "come ti chiami?", hanno fame di amicizia; per non parlare della loro generosità, pacatezza e cortesia. Insomma, splendido viaggio in una terra ancora poco conosciuta e troppo poco visitata, vi racconto ciò che è successo a noi.

09/08/2015 Milano Malpensa

Come sempre si parte da qua, dall'aeroporto. Sono l'ultima ad arrivare, gli altri mi stanno aspettando..inizio male..chissà che penseranno!?! mi basterà poco tempo per capire che non è importato niente a nessuno. Prendiamo il volo per Doha per unirci al resto del gruppo che è in volo da Roma, in totale siamo in diciassette, siamo un mega gruppo con prevalenza di donne, chissà se riusciremo a essere abbastanza bravi da non perderci, a non perdere tempo, ad andare d'accordo etc etc, vedremo in corso di viaggio che succederà. Per il momento, giunti a Doha, neanche ci presentiamo: "milanesi" di qua.. Zona 3, "romani" di là.. Zona 1, i gate a Doha sono divisi a zone, vedremo domani mattina che succede.

10/08/2015: Colombo/Weligama

Arriviamo alle 8 nella capitale, mezzi addormentati dobbiamo partire subito 'in quarta': bisogna cambiare i primi soldi e avviarci all'albergo che abbiamo prenotato solo per poterci lavare e cambiare giusto per affrontare più freschi la lunga giornata che ci aspetta. Usciti dall'aria condizionata dell'aeroporto l'umidità esterna ci colpisce allo stomaco lasciandoci senza fiato, saliamo volentieri sul pulmino che ci accompagnerà per i prossimi 10 gg nel giro per l'isola insieme a "Gianni", colui che ci farà da guida in questo viaggio. Dopo esserci docciati, cambiati e aver mangiato un piccolo, piccolissimo pezzetto d'anguria offerto dall'albergo ci muoviamo nel traffico di Colombo per dirigerci... dal corrispondente locale! Dopo aver perso un po' di tempo in quisquilie burocratiche e aver fatto la prima foto ufficiale ci spostiamo verso sud, a Balapitiya sulle rive del fiume Madu Ganga, durante il viaggio mi diverto a guardare i primi numerosi tuc tuc ( i loro tipici taxi ) che sfrecciano e si infilano ovunque, vedo spuntare qua e là aquiloni colorati che volteggiano liberi non solo sulle teste dei bambini ma anche di numerosi adulti, e il colore verde intenso della folta vegetazione che mai ci abbandonerà e di cui mi innamorerò. Una barchetta a motore ci aspetta al molo di attracco, respirando finalmente aria fresca ci facciamo cullare dall'acqua e dal paesaggio intorno e osiamo fare le prime foto: ai numerosi animali che popolano questo fiume sia sulla terraferma che in aria, alle incredibili piante di mangrovie che 'vivono' lungo le rive del fiume e sulle numerose isolette presenti creando un perfetto ecosistema, ai pescatori che preparano l'attrezzatura o a quelli già al lavoro, alla piccola 'isola della cannella' dove sbarchiamo per vedere sul momento, attraverso le mani esperte di un abitante del posto, come viene lavorata questa spezia prima di finire nelle nostre case, alla baracca in legno costruita su palafitta dove un ragazzo ci prepara, tagliandoli al momento, succo di cocco o ananas, e infine alla bellezza del sole che non tramonta ancora ma ci regala splendidi riflessi sull'acqua di questo placido fiume. Sbarchiamo due ore dopo più rilassati ma comunque stanchi, decidiamo di prendere un tè, un tè che rimarrà nelle cucine del posto, purtroppo impareremo molto presto che in Sri Lanka i tempi sono lunghi sia quando si tratta di mangiare sia quando si tratta di spostamenti, sai quando prenoti e sai quando inizi a spostarti ma poi tutto il resto è...Arriviamo in albergo, l'Hotel Samaru Beach, dove ci gustiamo la prima cena e la prima passeggiata in riva al mare

11/08/2015: Weligama/Tissamaharama

Dopo colazione ma non la doccia, visto che è da ieri sera che siamo senza acqua e luce, e sotto una pioggia che non ha mai smesso di scendere dalla sera prima, ci mettiamo in marcia verso Tissamaharama. Siamo a sud dell'isola e la meta più importante di oggi è Galle, la città fortezza costruita dagli olandesi nel 1600 e considerata Patrimonio dell'Unesco. Le vecchie mura perimetrali le girano tutt'intorno riparandola principalmente dal mare (la gente di questa cittadina si salvò dallo Tsunami del 2004 grazie a queste mura) e donando alla stessa un aspetto di scrigno nascosto; partiamo dalla Torre dell'Orologio dove sembra di essere in Irlanda vista la distesa verde che si apre dinnanzi a noi, ci soffermiamo davanti alla piccola Moschea bianca e silenziosa, proseguiamo passando davanti al Tribunale dove vi è in atto un processo con tanto di folla in mezzo alla strada che ascolta attentamente l'arringa dell'avvocato, andiamo a ripararci dall'acquazzone improvviso nella piccola ma deliziosa biblioteca facendo finta di leggere qualche vecchio libro, giriamo tra piccole casette colorate che danno vita a intricate viettine piene di negozietti principalmente a carattere artistico e concludiamo salendo su uno dei torrioni sotto l'ennesimo scroscio d'acqua. La giornata esige, chissà perché, tempi stretti e la visita risulta essere fin troppo breve, purtroppo non riusciremo più a tornare per cercare di dare il giusto valore a questa cittadina. A malincuore ci spostiamo verso l'orfanotrofio delle tartarughe, è un piccolissimo centro finanziato dai visitatori stessi, dove vengono portate le tartarughe con varie problematiche oppure le uova deposte sulla spiaggia, uova che altrimenti finirebbero sulla tavola di qualcuno; sostiamo il tempo necessario per visitare le varie vasche presenti, si parte da quelle dove nuotano piccole tartarughe appena nate fino agli esemplari adulti. Saliamo sul pulmino e osserviamo il paesaggio di mare che scorre fuori dal finestrino, ci fermiamo da bravi classici turisti solo per fotografare alcuni uomini che si vanno a mettere su trampolini di legno, conficcati in mezzo al mare, facendo finta di pescare. È la classica foto dello Sri Lanka che, non praticando più così la pesca da queste parti, serve solo per i polli come noi ma che vale la pena vedere. Per controbilanciare ci fermiamo a mangiare in un locale del luogo poco turistico, iniziando ad assaggiare le specialità tipiche del posto, specialità decisamente piccanti per i miei gusti ma che vanno assolutamente provate. Arriviamo molto presto all'albergo, Hotel Lake Side, e alcuni di noi decidono di andare a visitare uno Stupa che si trova lì vicino. Camminiamo lungo la strada stando attenti alle macchine e ai canali che scorrono lungo la stessa, al ritorno sarò una gradita compagna, visto che sono provvista di pila utile per illuminare la strada altrimenti molto buia, di alcune signore anziane che non sapranno più come ringraziarmi. Arriviamo davanti a questa prima imponente costruzione e ne rimaniamo affascinati, siamo talmente emozionati che riusciamo anche a sbagliare il 'giro', lo facciamo tutto al contrario..speriamo non porti sfortuna! Il bianco candido del rivestimento di questo monumento che si staglia contro un cielo azzurro, le statue dorate del Buddha poste qua e là lungo il perimetro dell'area, la gente tutta vestita di bianco inginocchiata che prega cantilenando, la gente che gira a piedi scalzi intorno allo Stupa per tre volte, il silenzio che nonostante tutto aleggia nell'aria, i monaci buddisti che spiccano nei loro sari rossi-gialli-marroni, le numerose ninfee lasciate in dono per chi sa quale grazia richiesta o ricevuta, ecco ciò che volevo principalmente vedere in questo paese

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