Appunti di viaggio nell' "isola del sorriso"

Tra dagoba, foreste, templi, elefanti e spiagge nella "Lacrima dell'India"

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  • di donadony
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Appunti di un viaggio nell’”isola del sorriso”

Seduta su una comoda poltrona del boeing 777 degli Emirates che mi riporterà in Italia, lascio scorrere davanti ai miei occhi colori, volti, immagini di un viaggio, appena concluso, in un’isola incantevole: lo Sri Lanka.

Templi, dagoba, rovine di antiche città si stagliano in una natura rigogliosa e brulicante di vita. La giungla tropicale lascia il posto al verde abbagliante delle risaie, delle piantagioni di tè e alle spiagge orlate di palme. I suoi monumenti e le sue indubbie bellezze naturali non fanno però di questa terra l’isola paradisiaca raccontata e “venduta” da tanti tour operator. Lo Sri Lanka è un paese complesso, pieno di contraddizioni, dove popoli, culture e religioni diverse fanno fatica talvolta a convivere, dove capanne di canne ed argilla si alternano a sontuose ville, dove la miseria è dilagante e costringe molte persone a cercare lavoro all’estero. Tuttavia gli abitanti di quest’isola riescono ad affrontare le loro difficoltà non perdendo mai il sorriso. E so già che sarà proprio questo l’aspetto che più mi mancherà di questo paese: il sorriso della sua gente che mi ha accompagnato ogni volta che ho chiesto un’informazione, che sono salita su un autobus stracolmo, che sono passata accanto a un bambino, che mi sono seduta su uno sgangherato vagone di un treno. Un sorriso che non chiede niente in cambio e che ha illuminato ogni giorno del mio viaggio nell’Isola Risplendente (lamka in sanscrito significa isola risplendente).

1° giorno

Colombo? Meglio Negombo

Dal momento che Negombo è più vicina di Colombo al Bandaranaike International Airport, decidiamo di iniziare da qui il nostro viaggio, evitando la caotica capitale. Con un taxi (1500 rupie), in meno di venti minuti raggiungiamo il Silver Sands Hotel dove, dopo un ottimo curry di pesce capitoliamo nel caldo tropicale della nostra spartana cameretta.

2° giorno

Il mercato del pesce

Di prima mattina ci tuffiamo nelle brulicanti strade di Negombo fino a raggiungere l’animato mercato del pesce, che si tiene ogni giorno sulla spiaggia vicino al forte olandese. Arriviamo proprio mentre i pescatori stanno tornando con le loro oruvas (canoe a bilanciere) cariche di pescato. Dopo aver girovagato tra barche e banchi stracolmi di pesci di ogni tipo, inebriati da odori e colori, saliamo su un tuk tuk (autorisciò) che, sfrecciando nel traffico, ci riporta al Silver Sands Hotel, dove ci concediamo un po’ di relax sulla lunga spiaggia di sabbia davanti all’albergo.

3°giorno

In viaggio verso Anuradhapura

Nel giardino del Silver Sand Hotel tra un piatto di frutta e un buon caffè, incontriamo Nandika, il “personal driver” che, che ci accompagnerà per i primi giorni del nostro viaggio.

Lasciamo Negombo in direzione nord verso Anuradhapura, la più antica capitale dello Sri Lanka. Lungo la strada ci fermiamo alla rocca di Yapahuwa che svetta tra il verde delle risaie. Nel caldo del primo pomeriggio ci arrampichiamo sulla spettacolare, quanto ripida scala che saliva a un tempio in cui era custodita la reliquia di un dente del Buddha. Ormai del tempio è rimasto ben poco e del dente ancora meno, ma il panorama che si gode dalla sommità vale senz’altro la fatica.

Ci rimettiamo in viaggio percorrendo una strada sempre più sconnessa che attraversa sterminate risaie e foreste lussureggianti. Arriviamo ad Anuradhapura mentre sta calando la sera, ci rimane giusto la forza per una birra gelata e un piccantissimo curry che ci viene servito nel piacevole terrazzo dell’albergo.

4° giorno/5°giorno

Bike e archeologia…poi il mare

Forse più ingenui che spavaldi tentiamo di visitare in bici la città antica di Anuradhapura. Dopo circa un’ora siamo ancora a pedalare smarriti, tra cartelli stradali in caratteri singalesi, alla ricerca dell’ingresso del sito. Esausti desistiamo e, per 1500 rupie, ci consegniamo umilmente nelle mani di una guida munita di bicicletta che ci accompagna nelle piacevoli e ombrose strade del parco archeologico alla scoperta di templi, monasteri e palazzi in rovina, enormi dagoba, e alberi sacri.

Stanchi, ma soddisfatti rientriamo in albergo dove ci aspetta il “nostro” Nandika per riprendere il viaggio verso Nilaveli, un piccolo villaggio sulla costa orientale. Percorriamo poco più di cento chilometri in quattro ore. La strada è sempre più sconnessa, ma il paesaggio è incantevole: le risaie e le foreste lasciano gradualmente il posto ad una vegetazione sempre più rada costellata di laghi e zone paludose in cui si possono avvistare uccelli di ogni tipo.

Arrivati a Nilaveli si ha un po’ l’impressione di essere giunti ai confini del mondo: dopo gli anni difficili della guerra la costa orientale si sta lentamente riaprendo al turismo, ma la ricettività è ancora scarsa e i viaggiatori stranieri da queste parti sono davvero pochi. Noi ci fermiamo al Coral Beach Hotel, un piccolo albergo con camere direttamente sulla spiaggia. Il posto è accogliente, ma forse il suo vero punto di forza è la mancanza di alternative. La posizione è comunque ideale per poter apprezzare la bellezza di questo tratto di costa e per dedicarsi ad una “frenetica” vita da spiaggia

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