In Sri Lanka accompagnati dal profumo del sandalo

Viaggio itinerante in Sri Lanka

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  • di Mixer
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Questa rocca è stata costruita attorno al 1300 dal re Buvanekabahu I e anche se della cittadella è rimasto ben poco, è un luogo molto piacevole dove trascorrere qualche ora.

C’è un piccolo museo e una caverna dove sono conservate delle statue di Budda.

Accanto all’ingresso, come ovunque in Sri Lanka, c’è un piccolo branco di scheletrici cani randagi.

Ne incontreremo tanti, troppi; per lo più allo stato brado e generalmente, rognosi, mai aggressivi. Vivono in piccoli gruppi sul ciglio delle strade, spesso sfidando le auto e quindi la morte, nel tentativo di racimolare qualcosa di commestibile. Anche una fervente animalista come me, che tenderebbe ad accarezzare persino il vibrione del colera, non può rimanere indifferente di fronte a questo poco decoroso spettacolo. Mi hanno detto che sono sorti svariati centri veterinari per fronteggiare appositamente l’emergenza e la cura della rogna canina. Ma una domanda sorge spontanea: perché, invece, non praticare più diffusamente la sterilizzazione? Probabilmente questo Paese ha priorità diverse.

E’ ora di pranzo. Ci fermiamo a mangiare presso l’Hotel Yapahuwa Paradise, dove lavora un amico di Upa. Questo Hotel si trova in un luogo incantevole e tranquillo, a pochi chilometri dalla rocca. Il buffet è pienamente all’altezza delle sue 5 stelle. Notiamo la presenza di molti giovani; ci spiegano che stanno seguendo una specie di corso alberghiero.

Visitiamo anche le camere per gli ospiti. Qui il lusso è garantito, oltretutto c’è un centro ayurvedico e una splendida piscina a disposizione … peccato dover ripartire!

Pare che Upa riesca a strappare un prezzo di 65 USD per la camera doppia in mezza pensione.

Poco prima di Anuradhapura visitiamo anche il primo insediamento buddista in terra cingalese: Isurumuni raja Maha Viharaya.

C’è un delizioso stagno abitato da carpe giganti e tartarughe. Su di un lato della collinetta che sovrasta il laghetto ci sono degli interessanti bassorilievi, raffiguranti alcuni elefanti e un soldato con il suo cavallo, conservati benissimo.

Arriviamo ad Anuradhapura verso le quattro pomeridiane. Siamo stanchi e decidiamo quindi di rimanere in albergo e di rivederci con Upa l’indomani mattina.

L’Hotel Palm Garden è decisamente bello; la stanza enorme ed elegante. Gli splendidi giardini e gli spazi esterni sono estremamente curati ed immacolati. Apparentemente siamo i soli ospiti della struttura.

4 dicembre - Anuradhapura

Ore 7, si parte per la visita della città antica.

E’ vastissima!! Sicuramente non tutto è conservato ottimamente, ma il luogo è affascinante e pieno di pace e la passeggiata tra templi, dagoba e cisterne è piacevolissima. Il luogo più sacro di tutto il sito è l’albero del Sri Maha Bodhi. Circa 2000 anni una monaca buddista portò dall’India alcune talee dell’albero sotto il quale il principe Siddarta ricevette l’illuminazione e le piantò in diverse zone dell’isola. L’albero cresciuto nel sito di Anuradhapura si dice sia il più vecchio albero del Mondo!

Sicuramente l’utilizzo della bicicletta può essere un’alternativa interessante, ma per quanto mi riguarda, il caldo ed il sole, già alle 8 del mattino, sono piuttosto pesanti … quindi evviva Upa e la sua auto!

Rientrando dalla zona archeologica facciamo fermare la macchina e tentiamo una passeggiata a piedi nella città di Anuradhapura, ma le auto e lo smog, ma soprattutto l’assenza di qualcosa di “interessante”, ci fanno presto desistere, così ci rintaniamo a mangiare in uno strano “chinese restaurant”, consigliato dalla nostra guida; nonostante l’aspetto asettico e poco invitante, si rivela al contrario un’ottima scelta dal punto di vista gastronomico

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Commenti
  1. Mixer
    , 6/3/2014 13:52
    visto solo ora...grazie mille!!
    Gli altri diari li trovi anche sotto l'alias Mixer...sono sempre io!
  2. Mucchi
    , 1/4/2010 09:41
    Bellissimo diario, chiaro, divertente e molto utile nella descrizione degli usi e costumi locali. Grazie Gattarossa, aspettiamo altri diari

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