Barcellona e Minorca, arte e cultura

Un viaggio tra capolavori del genio umano e incontaminate meraviglie della natura

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  • di mau14
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Quest’anno la nostra vacanza estiva parla spagnolo. Prima tappa la città di Barcellona poi, l’isola di Minorca, perla delle Baleari. Partiamo in quattro: io Mau, Mauri e le nostre rispettive consorti Tizy e Isa. E’ mercoledi 2 luglio e in una mattina piovosa dall’aeroporto di Milano Malpensa con il volo Easy Jet n. EZY2759 delle 6,35 raggiungiamo dopo un tranquillo volo, l’aeroporto di El Prat a Barcellona. Recuperiamo velocemente i bagagli e allo stand dell’Ufficio del Turismo Spagnolo ritiriamo le tessere HOLA BCN, già prenotate dall’Italia, valide per viaggiare su tutti i mezzi pubblici della città per tre giorni. Usciti dall’aeroporto, sulla destra, ci rechiamo alla fermata del bus 46, dopo due fermate prendiamo la metropolitana L1 e in circa quindici minuti raggiungiamo la fermata di Plaça de Catalunya. Da qui in pochi minuti l’hotel Room Mate Pau, in calle Fontanella, 7 prenotato su Booking. Le camere purtroppo non sono ancora pronte, quindi sbrigate le formalità d’arrivo, lasciamo in deposito le valigie e iniziamo la visita della città.

Barcellona ci appare subito come una città viva, allegra, caotica ma allo stesso tempo ordinata e ricca di umanità. Da Plaça de Catalunya percorriamo l’elegante Passeig de Graça, viale di boutique e negozi griffati e arriviamo alla nostra prima tappa e al primo incontro con il genio di Antoni Gaudi: Casa Battlò.

Barcellona deve gran parte della sua fama al genio del famoso architetto Antoni Gaudì, massimo esponente del modernismo con un’impronta personale di eccezionale genialità, assolutamente rivoluzionaria e difficilmente etichettabile. Ben sette delle sue opere, situate a Barcellona, sono state inserite dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Il biglietto per “Casa Battlò” costa euro 21,50, comprensivo di audioguida, assolutamente necessaria per comprendere e ammirare completamente questa e le altre opere di Gaudì.

Casa Battlò fu costruita tra il 1904/06 e Gaudì la dotò di una facciata originale, fantastica e ricolma d’immaginazione. Sostituì l’antica facciata con un nuovo insieme costituito da pietre e cristallo.

Il tetto ricorda il dorso di un drago ed è provvisto di grandi scaglie colorate.

L’interno è altrettanto sorprendente. Il grande salone, che si affaccia sul Passeig de Gracia, è composto da finestre di legno che possono essere aperte simultaneamente per una visione panoramica che copre tutta la lunghezza del salone. Le balaustre dei balconi, a forma di maschere, sono realizzate in ferro fuso in un’unica gettata. Tutti i locali, la scala interna, i corrimani hanno una loro logica e funzionalità sorprendente. Nulla è lasciato al caso e tutto ha una spiegazione.

Sulla terrazza il grande dorso del drago, che svolge un’importante ruolo di equilibrio estetico della facciata, è affiancato da gruppi di camini di grande attrattiva visiva con la superficie ricoperta da piccole piastrelle colorate, ma anche di assoluta funzionalità.

La visita dura circa due ore e usciamo assolutamente soddisfatti e sorpresi. Se questo è l’inizio.

E’ l’ora di uno spuntino. Sul lato opposto della via vediamo un locale raccomandato da varie guide: “Tapa Tapa”. Ci accomodiamo ai tavolini all’aperto. Le tapas sono illustrate sulla tovaglietta di servizio. Porzioni abbondanti e buona qualità del cibo. Forse non proprio economiche!

Soddisfatte le esigenze culinarie riprendiamo il passeggio. Dopo pochi isolati, all’angolo tra Passeig de Graça e Carrer de Provença incontriamo la seconda opera di Gaudì: “la Pedrera o Casa Milà”. Purtroppo è in fase di ristrutturazione e la troviamo con l’impalcatura sulla quale è stampata l’immagine della facciata che appare come una scultura gigantesca nella quale le linee curve hanno chiaramente il sopravvento. Questo edificio di appartamenti fu l’ultima opera civile di Gaudì, eretta tra il 1906 e il 1910 su incarico dell’industriale tessile Pere Milà. “Pedrera” significa cava di pietra e la pietra grigia utilizzata per la facciata scorre su tutto l’angolo dell’edificio come un’onda in continuo movimento. La visita della casa prevede il sottotetto, uno spazio costituito da 270 archi a parabola in mattoni piatti, la terrazza con continui saliscendi e disseminati di camini dalle forme sorprendenti (sembrano i guerrieri di Guerre Stellari!) e un appartamento decorato secondo i canoni dell’epoca

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