Figueras, Cadaques y Dalì

La nostra “vacanzina” prende spunto da due cose: dall’amore che abbiamo per l’arte (per la pittura in particolare, la sottoscritta) e dalle strepitose offerte della Ryanair. A fine agosto acquistiamo due biglietti AR Orio al Serio - Girona, per il ...

Diario letto 11515 volte

  • di Mcnebbia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

Il giorno dopo, alle 11,30 abbiamo la visita all’abitazione di Dalì a Port Lligat (10 euro biglietto, prenotazione telefonica almeno due giorni prima). Sulla piccola graziosa baia splende il sole.

Lasciamo le borse al guardaroba, e cominciamo la nostra visita guidata in una delle due famose abitazioni di Dalì e della moglie Gala (l’altra è il castello di Pubol). Si entra in gruppi di 8 visitatori, si resta in ogni locale per 10 minuti circa, con la guida che da’ le spiegazioni e le raccomandazioni del caso. La casa ha uno sviluppo irregolare su diversi piani, raggiungibili da strette scale e corridoi. I locali “dalinianamente” arredati e lo studio del pittore, dove sono rimasti due dipinti incompiuti, sono inondati dal sole e si fondono con gli scorci e le vedute dell’ambiente circostante. La visita termina con la visita ai giardini e alla piscina. Per pranzo decidiamo di ritornare al Cap de Creus, che anche alla luce del giorno ha il suo fascino. Dopo una breve passeggiata intorno al faro, seduti su una panchina fuori dal bar, ci godiamo la vista del mare dall’alto del promontorio. Nel pomeriggio lasciamo il mare alla volta di Besalù. Besalù Torniamo nell’entroterra viaggiando su strade poco trafficate, attraversiamo Figueras e dopo circa 25 km in direzione ovest, in un paesaggio completamente cambiato, ci troviamo infatti in una zona collinare boschiva, dove si sente l’odore della neve dei Pirenei, entriamo in Besalù. Besalù è una piccola città medievale con un grande valore storico e artistico.

Parcheggiamo l’auto in un parcheggio municipale gratuito e percorrendo il bellissimo ponte di origine romanica cominciamo la nostra visita nella parte antica del paese dove la pietra e il ferro sono gli elementi dominanti. Girovaghiamo un po’ tra i vicoli, i palazzi, le chiese e il ghetto ebraico, senza soffermarci troppo, fino a che nella piazza della cattedrale veniamo attirati da un curioso museo che decidiamo di visitare: il museo delle miniature di Besalù (ingresso 3,50). Forse non si tratta del migliore o del più ricco museo di miniature esistente, ma per noi visitarlo è stato piacevole. Vi abbiamo trovato per esempio: negozi in una scatola, un circo in pochi cm quadrati, cattedrali su capocchie di spillo, cammelli e treni nella cruna di un ago e ci siamo molto divertiti. Dopo aver fatto merenda con una sorta di schiacciatina dolce con i pinoli, ci dirigiamo verso la nostra ultima meta: Girona.

Girona Arriviamo a Girona e prendiamo una stanza all’hotel Sercotel Costabella (60 euro), un buon tre stelle che si trova nella periferia nord della città, lontano dal centro, di fronte all’ospedale Josef Treuta.

Dopo un pisolino e una doccia usciamo per la cena e proprio di fronte alla cattedrale, dal lato opposto del fiume troviamo subito parcheggio gratuito. Attraversiamo un ponte pedonale per visitare frettolosamente il “Barri Vell”, dove vediamo la cattedrale e il ghetto ebraico. Troviamo Girona molto pulita, ordinata e ricca di bellezze storiche e architettoniche. Dopo la cena in un pub ritorniamo dall’altra parte del fiume attraverso il famoso ponte rosso in ferro costruito da Gustave Eiffel.

Qui in una piazza ci fermiamo ad assistere a un’esibizione di Sardana, il ballo tradizionale catalano. I catalani sono molto legati alla loro lingua e alla loro cultura. Questo ballo di gruppo è diffuso in tutta la regione, soprattutto tra i non più giovani. Anche a Barcellona, davanti alla cattedrale di Sant’Eulalia, una domenica dello scorso anno, abbiamo assistito con piacere, a un’ esibizione di questa apparentemente semplice danza. Intorno alle 22,30, la musica finisce, così come la nostra ultima serata catalana, ed è con un po’ di malinconia che torniamo all’hotel. Lunedì alle 11,10, l’aereo ci riporta in Italia. Terminiamo il nostro week end di compleanno, felici, ma con un po’ di dispiacere per il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per la visita a Girona. Anche in questo viaggio le cose sono andate sempre bene e non abbiamo avuto ne’ problemi ne’ inconvenienti. L’unica nota negativa è stata il costo del mangiare, qui in Catalogna mangiare costa di più, rispetto all’Andalusia e a Madrid Poco male, però, rispetto alle cose belle che abbiamo visto e vissuto in questo week end d’arte e natura. Così, con un sorriso, salutiamo questa splendida regione della Spagna: “Adèu Catalunya... Arrivederci!”

  • 11515 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social