In Slovenia, lungo le acque dell'est

Un viaggio dagli Argonauti... alle Terme!

 

Mentre attraverso il confine fra Italia e Slovenia mi viene il mente il racconto di viaggio di Patrizio tutto incentrato sulla Grande Guerra e relativo ai tanti conflitti che si sono consumati in questa zona. In realtà l'autostrada che ci porta in Slovenia, è costeggiata da verde e da una dolce collina, nulla di diverso dall'Italia che sto lasciando. I confini, quando ci si trova in una zona di passaggio tra l’uno e l’altro, si rivelano per quello che sono: delle forzature, che eppure causano, e hanno causato, tanto male. Soprattutto questo confine. Solo una specie di casello d’autostrada aperto è quello che ci fa capire che siamo passati in un altro Stato, l’altro segnale è che proprio qui c'è il Casinò, praticamente sull'autostrada. Qui molti italiani vengono a fare benzina e a giocare, ma sono pronta a scommettere che - come sempre - non vincono... E si arriva a Lubiana, la capitale della Slovenia, la più piccola capitale europea, detta anche la piccola Praga.

GLI ARGONAUTI

Lubiana è una città molto bella fondata, si dice, dagli Argonauti e da Giasone che sconfisse il Drago proprio qui, dove anticamente c'era la palude formata dal fiume Ljubljanica, che ancora vi passa tranquillo è lento. La cosa interessante è che, secondo il celebre mito greco, l'eroe Giasone ed i suoi Argonauti, che avevano trovato il famoso Vello d'oro nella Colchide, sarebbero arrivati qui lungo il fiume Danubio, piuttosto che attraverso il mare Mar Egeo! Questa leggenda, di cui qui scopro la conferma, mi rafforza nelle mie intuizioni archeologiche (che se qualcuno ricorda ho raccontato in vari articoli sui Popoli del mare e sul mio viaggio in Estonia sul Baltico) e cioè che gli Argonauti, i mitici navigatori dell’antichità così come i più reali e storicamente documentati Popoli del Mare dopo, dal Danubio si sarebbero diretti verso il suo affluente il Sava, fino poi alla sorgente del fiume Ljubljanica, proprio qui in Slovenia. I fiumi sono le autostrade dell’antichità! La cosa straordinaria è che la leggenda continua raccontando che proprio qui, sconfitto il drago, gli Argonauti demolirono la loro barca per poterla trasportare fino al mar Adriatico, che si trova più a ovest, al fine di ritornare a casa. Evidentemente non la demolirono ma la smontarono, visto che si trattava di una barca cucita senza chiglia e con l’albero abbattibile: la trasportarono a braccia fino al mare e li la ricomposero per metterla nuovamente in acqua.

IL DRAGO

Lubiana, del resto, continuerà ad avere come simbolo il drago. E i draghi sono i personaggi principali che si vedono sul grande ponte che attraversiamo. Appunto il famoso il Ponte dei Draghi (Zmajski Most) costruito tra il 1900 e il 1901, che è opera dell’architetto Jurij Zaninović molto rinomato qui. Infatti Lubiana ha un centro storico molto interessante e un'attività culturale che contempla grandi concerti e grandi e spettacoli teatrali e musicali in estate e con una fantastica Università molto rinomata, che fra l'altro mi dicono non è a pagamento. Anche il suo Museo Archeologico è molto interessante perché lì ci sono conservati importanti reperti archeologici di epoca romana, fra i quali la statua di un patrizio romano tutto in oro che svettava su una colonna che per lungo tempo fu tenuta al centro di Lubiana. Ma non è l'epoca romana quella più interessante: lo è sicuramente di più quella che va indietro addirittura al Neolitico, col famoso flauto di Divije Babe, intagliato nel femore di un orso. E l’epoca più ricca di testimonianze e di reperti è quella dell’Età del ferro: infatti al Museo si conservano, oltre alle famose barche cucite che servivano per il trasporto via fiume, oltre a bellissime ambre e gioielli, la celebre situla di Vaje, trovata nella zona di Novo Mesto dove noi andremo

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