Un piccolo grande paese

La Slovenia è una nazione piccola per estensione e popolazione ma ricca per storia e paesaggi naturali, una ‘terra di confine’ tra mondo slavo e occidentale. Insieme a Stefania a bordo della mia vecchia Ford Fiesta, vi ho trascorso una ...

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  • di mapko64
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

La Slovenia è una nazione piccola per estensione e popolazione ma ricca per storia e paesaggi naturali, una ‘terra di confine’ tra mondo slavo e occidentale. Insieme a Stefania a bordo della mia vecchia Ford Fiesta, vi ho trascorso una decina di giorni nel periodo di Pasqua, riuscendo ad esplorarla quasi tutta con la sola eccezione della regione confinante con l’Ungheria. Gli sloveni, superata la lunga parentesi storica nell’ambito della Jugoslavia, appaiono oggi tutti proiettati verso l’Europa, come dimostra il loro ingresso nella Comunità Europea, e tengono a sottolineare di non essere un popolo dei Balcani. La loro storia d’altra parte si è svolta sempre a stretto contatto con l’Italia e soprattutto con l’Austria nell’ambito dell’impero asburgico. Il paese sta vivendo un periodo storico straordinario, avendo guadagnato la totale indipendenza dopo un millennio di dominazioni straniere. La situazione economica è buona e la popolazione guarda con ottimismo al proprio futuro. Per il visitatore tutto ciò si tramuta in ottime infrastrutture, alberghi e strade, e in un’efficiente organizzazione turistica; d’altra parte tutto ciò si ‘paga’ con prezzi più cari che nel resto della vecchia Europa dell’est. Viaggiando attraverso gli splendidi paesaggi di montagna la prima impressione è di trovarsi in un Tirolo popolato di slavi mentre lungo la costa il segno della lunga dominazione veneziana è ancora fortissimo. Tuttavia gli elementi originali non mancano: le campagne sono piene di splendidi fienili ‘pensili’ di legno e l’arte popolare trova la sua manifestazione più originale nelle arnie dipinte.

I momenti più suggestivi del viaggio sono stati le incredibili grotte di San Canziano e lo spettacolare lago di Bohini, ma più che un singolo monumento o paesaggio è l’insieme di quanto ho visto che mi ha lasciato l’impressione di un paese incantevole a dimensione d’uomo, lontano dalle tensioni del ventunesimo secolo. L’unico aspetto negativo è stato il tempo, spesso veramente inclemente, che ci ha impedito di godere a pieno alcuni spettacoli della natura. Non ci resta quindi che tornare in una stagione migliore, magari per esplorare più a fondo il parco del Triglav, con la sua fitta rete di sentieri !! Ed ora il diario di viaggio !! Il viaggio è durato dieci giorni con il seguente itinerario di massima: Roma ‘ Trieste ‘ Pirano ‘ Lubiana ‘ Brezice ‘ Ptuj ‘ Logarska Dolina ‘ Kamnik ‘ Bled ‘ valle dell’Isonzo ‘ Roma Sabato 3 aprile: Roma ‘ Trieste Partiamo da Roma la mattina alle otto e mezzo; una cavalcata autostradale di 650 chilometri ci conduce dopo sei ore nel triestino. Raggiunta la litoranea, facciamo una prima sosta alle bocche del Timavo: il fiume s’inabissa in Slovenia nelle grotte di San Canziano e, dopo un lungo percorso sotterraneo, sbuca all’aperto poco prima di sfociare in mare, formando un angolo pittoresco insieme alla chiesa romanica di San Giovanni. Proseguendo lungo la costa, dopo una veloce puntata a Duino dominata dal Castello Nuovo, raggiungiamo il castello di Miramare, ormai a pochi chilometri da Trieste. Costruito nell’ottocento dall’arciduca Massimiliano, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, l’edificio, circondato da un parco, sorge in una splendida posizione su un promontorio. E’ una giornata soleggiata e la bianca costruzione si staglia sull’azzurro delle acque. Gli interni riportano alle ambientazioni di una dimora principesca dell’ottocento; al piano terra si visitano prima alcune stanze interamente rivestite di legno ad imitazione delle cabine di una nave (l’arciduca, prima di finire tragicamente i suoi giorni in Messico, fu ammiraglio della marina imperiale) e poi le camere della principessa Carlotta, nelle quali si avverte la mano femminile. Dopo un breve giro per il parco, riprendiamo la macchina e finalmente raggiungiamo Trieste, puntando direttamente alla collina di San Giusto, cuore della città antica. In un prato un gran numero di lapidi ricorda i caduti delle tante battaglie combattute per rendere italiana la città, tema ripreso dall’imponente monumento in cima al colle. Sulla vasta spianata sorgono il castello, i resti di una basilica romana e la chiesa di San Giusto. Iniziamo la nostra visita da quest’ultima; la semplice facciata romanica è impreziosita da uno splendido rosone; di fianco si eleva il campanile dall’aspetto di una torre, con la statua del santo patrono posta in un’edicola. Al suo interno ci arrampichiamo su una scala moderna, apprezzando i resti del propileo romano sul quale è costruito. Anche la basilica riserva una sorpresa: l’interno a cinque navate è l’unione di due chiese più antiche costruite una a fianco all’altra, con la navata centrale ottenuta dalla fusione dei due edifici. Attraversati gli scarsi resti della Basilica Romana, raggiungiamo il Castello; il museo ospitato al suo interno è chiuso e non ci resta che ammirare il panorama su Trieste dai bastioni. Per raggiungere la città bassa prendiamo la scalinata di fronte a San Giusto e proseguiamo lungo una ripida discesa, ammirando la deliziosa chiesetta romanica di San Silvestro. Il cuore della città è la vasta Piazza dell’Unità d’Italia, circondata su tre lati da imponenti palazzi ottocenteschi, non privi di un certo gusto, e aperta sul quarto verso il lungomare. In mezzo alla piazza è stato allestito un palco dove un gruppo di giovani si esibisce in un concerto scatenato, peraltro con scarso seguito. Passeggiando sul lungomare passiamo a fianco dei grandi bacini da cui un tempo salpavano i piroscafi, fino a raggiungere il Canal Grande nel borgo teresiano, l’espansione urbanistica voluta dall’imperatrice Maria Teresa. La ‘quinta scenografica’ è chiusa dalla chiesa di Sant’Antonio Nuovo, le cui linee richiamano il Pantheon di Roma. Nella piazza di fronte è in corso un mercatino etnico mentre di lato colpisce lo sfavillante tempio della Ss. Trinità e S. Spiridione Taumaturgo, eretto nell’ottocento dalla comunità serbo-ortodossa (all’interno si trova una ricca iconostasi)

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