Siviglia, città coinvolgente dal fascino andaluso

Tre giorni a Siviglia vivendo la sua "Feria de Abril"

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  • di Enzo Battaggia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Fino a 500 euro
 

Tre giorni a Siviglia vivendo la sua "Feria de Abril" in un ambiente ricco di tradizione andalusa. Partiti dall'Italia vestiti con giaccone e maglione, una volta arrivati a Siviglia abbiamo dovuto mettere via gli indumenti della partenza per adeguarci al caldo clima andaluso. Non ci sembrava vero di vedere il sole in un cielo terso, di rimanere in maniche corte, di sentire la calda brezza primaverile.

Primo giorno

Appena arrivati davanti l’hotel, notiamo un continuo passaggio di stupendi cavalli che trainano carrozze lucidate a festa condotte da cocchieri dalle divise inappuntabili. Bellissime donne vestite con il traje de sevillana, il tipico vestito flamenco e con un fiore tra i capelli, si dirigono a gruppi verso il quartiere de Los Remedios. Nel primo pomeriggio ci avviamo verso il fiume Gualdaquivir e passeggiamo lungo le sue rive sino a raggiungere Plaza de Toros de la Maestranza gremita di persone che sono in attesa di entrare ad assistere alla corrida. Decidiamo di rimanere fuori e così approfittiamo per ammirare l’esterno dell’edificio in stile barocco dai colori bianco-ocra. Poco lontano ci appare la fortezza militare della Torre del Oro alta trentasei metri con all’interno il Museo Naval de Sevilla in cui si possono notare reperti navali e documenti storici. Dalla sua sommità, il panorama sulla città è interessante. Attraversiamo il Ponte de San Telmo e siamo nel quartiere de Los Remedios. In lontananza vediamo una maestosa porta di accesso colorata con tre archi e cupola al centro con disegni arabeschi che ci permette di entrare alla "feria de abril" che si tiene ogni anno due settimane dopo Pasqua. Ci sembra di stare in un piccolo paese addobbato a festa. La tipica musica flamenco si espande per tutto lo spazio della fiera e tante persone improvvisano danze ovunque si trovano. Giovani donne e non, con i loro abiti colorati indossati per l’occasione, s’incamminano a fianco di uomini elegantissimi per entrare nelle “casetas” private a mangiare, ballare e divertirsi. Impareggiabile la sfilata delle carrozze. Il clima che si vive qui è coinvolgente: risate continue, balli, canti, cibo e rebujito fanno si che sivigliani e turisti siano tutt’uno.

Secondo giorno

Dopo aver fatto colazione all’Hotel Derby in Plaza Duque de la Victoria, usciamo per andare a visitare la Cattedrale de Sevilla. Con i biglietti acquistati on-line entriamo quasi subito nella chiesa gotica più grande di Spagna sorta sui resti della Moschea grande. Con l’audioguida conosciamo tutta la sua importanza. Notiamo le cinque navate, le ventidue cappelle, il sepolcro di Cristoforo Colombo, il Tesoro, l’altare dell’Argento. Saliamo sulla torre Giralda, nome preso dalla statua posta sulla sua sommità che girava quando il vento cambiava. E’una torre campanaria alta 104 metri e sorta come minareto della moschea. Per arrivare sulla cima, non percorriamo scalini, ma bensì comode rampe che permettevano ai cavalli di salire con i loro cantori i quali invitavano con una specie di nenia, i fedeli a pregare. Anche da questo punto, panorama magnifico su tutta città.

Nel pomeriggio visitiamo la Casa de la Condesa de Lebrija, palazzo-museo privato risalente al 1500 molto elegante e dallo stile arabo. Conosciamo la storia di questa contessa che adorava le belle cose come piatti, ceramiche, vasi, statue e affreschi. Le azulejos per la maggior parte di colore azzurro e bianco che si notano sulle pareti, sulle scale, sui pavimenti, sui soffitti, sulle bordure delle fontane, trasmettono una sensazione di calma e serenità. Prima di uscire, ammiriamo due capolavori del pittore fiammingo Rubens, prestati a questa città dalla Galleria Sabauda di Torino. Usciti, ci dirigiamo al Metropol Parasol struttura dall'architettura moderna, ma che non stona per niente con gli altri monumenti storici della città. È la struttura in legno e cemento più grande al mondo costruita col sistema di bioedilizia e si trova sulla piazza de la Encarnaciòn. Sembra un enorme fungo o ombrello-parasole forato. È suddivisa in cinque livelli: al piano di sotto c’è un museo archeologico con interessanti reperti risalenti all'epoca romana. Infatti, Siviglia è una delle città spagnole fondata dai romani. Al primo livello il mercado de la Encarnaciòn e alcuni punti ristoro, nonché la biglietteria. L’ascensore ci porta al secondo livello. Arriviamo al quinto livello dove si trova il Mirador altro 29 metri. Da qui la vista spazia su tutta la città! Panorama indimenticabile. Prima di cercare un tipico ristorantino in cui cenare, decidiamo di visitare bene il pittoresco quartiere Barrio de Santa Cruz dove è affascinante perdersi nei numerosi vicoli. Lungo le viuzze troviamo numerosi negozi di artigianato locale e di souvenir tipici

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