Sevilla, what else?

Sulle sponde del Guadalquivir, tra arte araba e flamenco

  • di Focusrs
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Primo Giorno

Trascorsi quattro mesi dalla prenotazione, finalmente oggi, venerdì 2 marzo, è giunto il momento della partenza. Usciamo di casa alle 4 per farci accompagnare all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, ora rinominato “Il Caravaggio” dove ci aspetta sulla pista un Boeing 737-800 della Ryanair. Alle 06.30 con solo 5 minuti di ritardo, decolliamo da Bergamo Orio al Serio e arriviamo all’aeroporto di Siviglia alle 08:50, con 10 minuti di anticipo, considerando che Ryanair gonfia i tempi di volo per evitare i ritardi (costo del volo circa € 40,00 a persona senza assicurazione né bagaglio da stiva). Usciti dall’aeroporto, sulla sinistra (passando dalle porte che si incontrano appena prima dell’ufficio del turismo) c’è il capolinea del bus EA, che fa la spola tra qui e Avenida del Cid/Prado de San Sebastian (a pochi passi da Placa d’Espana). Il bus parte dall’aeroporto ogni 20 e 40 minuti considerando la singola ora, dal lunedì al venerdì e, ogni 30 minuti, sempre considerando la singola ora, durante il sabato, la domenica e i festivi. Costo € 2,40 a persona sola andata. In circa 20/25 min si arriva a destinazione e, per chi fosse intenzionato a prendere il treno per altre località, il medesimo ferma anche alla stazione ferroviaria di Santa Justa. Arriva ai due capolinea sempre con circa 10 min di anticipo in modo tale da permettere di fare i biglietti rigorosamente a bordo dall’autista. Noi riusciamo a prenderlo alle 09:20 così, alle 09:45, scendiamo al capolinea situato di fronte all’università, in Avenida del Cid. Da qui, a piedi, giriamo l’angolo situato alla nostra destra e ci troviamo in Avenida de Carlos V, dove attraversiamo la strada per prendere il nuovo e pulito tram della linea T1 fino al capolinea di Placa Nueva, situata in pieno centro di fronte all’Ayuntamento.

Qui il costo della corsa è di € 1,30 e il biglietto si acquista direttamente alle macchinette situate ad ogni fermata. Avviso importante: 1. Le macchinette accettano solo monete, per cui tenetene sempre da parte un po’; 2. Non fate i biglietti anche per il ritorno altrimenti non sono più validi in quanto non bisogna obliterarli e la validità degli stessi è di mezzora a partire dalla stampa del biglietto. In tre fermate arriviamo al capolinea passando per Puerta de Jerez e Avenida de la Constitucion. Scesi dal nostro tram, percorriamo una decina di minuti a piedi attraverso Calle Nunes giungendo successivamente in fondo a Calle Sao Roque, dove si trova il nostro hotel. Abbiamo alloggiato per due notti all’Hotel Zaida, appena ristrutturato e con interni in stile islamico-mudejar. L’hotel è un due stelle, ma è l’ideale per chi vuole spendere poco trovandosi in pieno centro storico. Le camere sono semplici, ma pulite e il personale alla reception è cortese, seppur di poche parole. C’è anche una storage room per chi, come noi, arrivasse prima del check delle 14:00 o rimanesse in città anche dopo il check out delle 11:00 (costo di una camera doppia con bagno privato per due notti senza colazione € 75,00).

Lasciati i bagagli ci dirigiamo subito verso la Iglesia de la Magdalena, situata a due passi dal nostro hotel, i cui splendidi interni ci spingono a far lavorare la nostra Nikon D60, poi percorriamo Calle Reyes Catolicos e svoltiamo a sinistra in Paseo de Cristobal Colon, a fianco del fiume Guadalquivir, per raggiungere il Museo Taurino de la Real Maestranza de Sevilla, ovvero la Plaza de Toros con museo annesso. Per € 6,50 a testa iniziamo alle 11:30 un’interessantissima visita guidata di circa un’ora in inglese e spagnolo (è possibile anche seguirla in italiano a seconda degli orari), passando dagli spalti al museo allestito all’interno della maestosa costruzione. Usciamo e, dopo aver costeggiato per qualche minuto il Guadalquivir, arriviamo alla Torre de l’Oro, torre fatta costruire dagli arabi e più volte soggetta a modiche, ora sede del museo navale di Siviglia, dopo ripetuti restauri. La ammiriamo solo dall’esterno per concentrare le visite in altri luoghi per noi più rappresentativi della città. Attraversiamo poi una parte del Puente de San Telmo che scavalca il fiume e infine ci portiamo verso il centro passando prima per calle de Miguel Manara, dando uno sguardo a ciò che rimane de la Torre de la Plata (un tempo collegata tramite delle mura alla Torre de l’Oro) e giungendo successivamente in Avenida della Constitucion dove, a fianco dell’imponente cattedrale si trova l’Archivo de Indias, edificio che conserva tutta la documentazione originale inerente la conquista delle Americhe da parte della Spagna. L’edificio al suo interno è molto bello, anche se, a dir la verità, non si vede gran che se non un interessante video di 15 minuti sulla storia dell’Archivio e alcune copie di documenti e trattati originali. Gli scaffali sono riempiti con cartoni probabilmente vuoti e aventi sembianze delle copertine di vecchi manoscritti. La visita è gratuita e c’è un metal detector all’ingresso

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