Siria e Giordania I love you!

Un viaggio intenso un due paesi che si sono rivelati una piacevole sorpresa!!!

Diario letto 5710 volte

  • di patrizia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Il volo è molto tranquillo, Turkich offre un ottimo servizio a bordo. L'aeroporto di Istambul ci accoglie in tutto il suo splendore, è magnifico, modernissimo esageratamente grande, molto trafficato. La Turchia, in dieci anni, da quando l'avevamo visitata, ha fatto dei passi da gigante. Facciamo un giro, il tempo scorre veloce e siamo già sull'altro volo per Damasco. Troviamo ad aspettarci il corrispondente dell'agenzia Syrian Holidays, con il documento originale per ottenere il visto, tutto a posto, sono le 2.30 ora locale, c'è stato un piccolo ritardo sull'orario di partenza. La vettura che abbiamo a disposizione è molto comoda e moderna, l'albergo è bello, è stato ricavato da un'antica abitazione, qui li chiamano “boutique hotel”, è arredato con mobili antichi di discreta fattura. Siamo molto stanchi, ma io non voglio pensare quindi mi addormento tranquilla, dormiamo tranquilli. Dopo la colazione prima esplorazione di Damasco, oggi è venerdì, è quasi tutto chiuso, la città si gira in tutta tranquillità, certo non si può visitare in Gran Bazar, ma dedicare una giornata solo alla città e al riposo non è male. A prima vista i siriani sembrano molto socievoli e allegri, non infastidiscono, sono molto disponibili a dare un aiuto quando non riusciamo più a trovare la strada per l'hotel, ogni tanto qualcuno saluta e quando si accorgono che siamo italiani “HAI HAI” ci dicono, infatti la nazionale italiana è stata eliminata.... Anche qui, come in tutti i paesi arabi, la donna ha un ruolo importante all'interno della famiglia. Ci sono anche moltissimi iracheni fuggiti dal loro paese, uno di questi si avvicina, vorrebbe parlare ma lui non sa l'inglese e noi non sappiamo l'arabo. Quanti km. A piedi abbiamo percorso oggi? Difficile dirlo ma penso che siano molti! E' venerdì, ma è anche bassa stagione, è difficile trovare un ristorante aperto, a furia di girare ci siamo anche persi, abbiamo presto un taxi, Damasco è una città enorme, anche i tassisti non la conoscono capilarmente, quindi telefona al nostro hotel per farsi spiegare la via, ma a un certo punto si ferma, scende dall'auto e si va a prendere un panino e una bibita, tranquillamente, poi torna e riparte... Ma ci ha fatto venire un'idea per la cena: ci prendiamo anche noi un magnifico panino al kebab: buonissimo!

26 giugno

Partenza per Palmira. Abbiamo l'appuntamento con l'autista in una piazza... E siamo anche riusciti a trovarla! Prima tappa: Manula, qui c'è un bellissimo convento dedicato a S.Sergio e uno dedicato a S.Tecla, la prima martire cristiana. I conventi sono raggiungibili sia in auto che a piedi attraverso uno stretto passaggio, scavato tra le gole alte dal fiume, inutile dire che li raggiungiamo a piedi. La visita dei due conventi è assolutamente da consigliare. Le decorazioni e gli affreschi sono di notevole fattura. Mi ha fatto molto piacere vedere delle famiglie di mussulmani fare visita a questi luoghi. Qui si parla l'aramaico, la lingua parlata da Gesù. Proseguimento per Palmira. Piccola delusione, siamo arrivati, almeno io, molto stanchi, alle 13.00 del pomeriggio, la luce è molto dura, il sole picchia forte, il caldo è da star male... Non riesco a emozionarmi, vedo delle cose bellissime intorno a me, vedo la storia ma resto comunque un pochino distaccata, sono furiosa con me stessa, eppure l'autista ci aveva avvertito, consigliandoci di fare la visita in serata, ma era troppa la curiosità, che sbaglio! Se avessimo aspettato qualche ora, verso sera... Con le ombre lunghe... Non vedrò mai questo sito con la luce giusta

  • 5710 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social