Siria bella bella

“ Gruppo Biagini “ In sei da Firenze dal 16 al 27 marzo 2007 Ispirati dal “Finalmente in Siria “ letto sul vostro sito ,abbiamo organizzato il nostro viaggio partendo da Firenze con Austrian Airlines. Il volo su Damasco via ...

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  • di vannabru
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

20/3- Visita di Hama, il vecchio quartiere e le Norie sull’ Oronte, dislocate in vari punti della città. Percorriamo la verde vallata dell’ Oronte fino ad Apamea. Incredibile, in alto su di una collina erbosa. Grandioso il colonnato lungo il Cardo di circa 2 chilometri di lunghezza, originali le colonne a tortiglione. Proseguiamo per la città morta di Serjlla. Avvolta dal silenzio in una conca verde di una brughiera collinosa, ha un’ aria quasi spettrale con i suoi edifici quasi intatti , disabitati. Pranziamo a Maanat in un ristorante “ full monthy” ossia lavaggio auto compreso nel prezzo. Specialità una teglia di carne d’ agnello con melanzane e pomodori passata in forno , molto appetitosa. Arriviamo ad Ebla, una delle città stato più potenti della Siria. Ma al di là di quello che possiamo vedere, esercita il suo fascino per la sua importanza storico-archeologica. Mentre stiamo scendendo dalla collina, verso il nostro pulmino, una scolaresca di ragazzine, al via del loro insegnante, attacca a cantarci una poesia di benvenuto in arabo. Poi si avvicinano, ci fanno domande in inglese, stringono la mano a tutti, sorridono, vogliono le foto con noi, ci salutano baciandoci. Non andrebbero più via sul loro pulmino sgangherato e superstivato. Che emozione, che gioia sprigiona da quei bei visetti sorridenti mentre ci dicono “Welcome to Siria”. Siamo ad Aleppo dove pernotteremo 3 notti al Beit Wakil Hotel nel quartiere di Al Jdeida con i suoi stretti vicoli. Vecchia abitazione del 18° secolo molto ben restaurata; ottima anche la cucina del ristorante. Siamo andati anche a cena da Beit as Sissi, ristorante di fronte all’ hotel, dove si servono anche alcolici, la cucina è siriana.

21/3 -Prima della visita di S. Simeone, lo stilita, a Nord di Aleppo, Ayman ci porta a Sceik al Soleiman dove, con sorpresa troviamo un raduno di Curdi, accampati nei verdi prati intorno alle rovine, mentre preparano il pranzo. Ci sono rovine di torri a forma quadrata sulla cui cima vivevano dei solitari (stiliti), rovine di chiese, basiliche e conventi anche ben conservati a Mushabak, molto interessanti. Verso Ain Dara cominciamo a trovare sulla strada traffico di scalcinati, variopinti furgoni, trattori che trainano carrelli affollati di varia umanità: bambini, giovani, vecchi, ragazze truccate e vestite di sgargianti costumi, intere famiglie. La collina di fronte, sulla quale 1000 anni prima di Cristo sorgeva un tempio Ittita, brulica di folla in festa. Sembra le scena di un film Colossal con centinaia di comparse seminate sui colli. Sono Curdi che festeggiano Newroz e che al nostro passaggio ci salutano e ci invitano ad unirsi a loro . Abbiamo imparato che per i Siriani lo straniero è loro ospite. Amano condividere con noi la loro gioia fatta di valori semplici ma fondamentali che noi ormai abbiamo dimenticato. Fa bene stare qui e vivere questi momenti, ma si capisce anche cosa oggi abbiamo perduto del nostro passato. Rientriamo ad Aleppo frastornati da queste forti emozioni.

22/3- Oggi visita ad Aleppo. La guida più volte pone la nostra attenzione su gli Armeni e la loro tragedia, quasi 2 milioni sono stati massacrati nel 1915. La sera torniamo a piedi dalla Cittadella verso l’albergo e ci perdiamo nelle strette stradine della città. Sono le 23 è giovedì, i barbieri sono aperti; c’è la fila degli uomini che si fanno belli per la festa. Altri piccoli negozi sono aperti e gentilmente ci indicano la strada. Qui la mini criminalità non esiste, si può camminare anche di notte senza pericoli

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