Viaggio in Sicilia

Dal profumo dei gelsi a quello del pistacchio, del verde del mare all'azzurro del cielo. Dieci giorni in un piccolo angolo di Paradiso

  • di Odisseo09
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Con ancora nell’aria il profumo dei gelsi torno con la mente a maggio quando, mia moglie e io, abbiamo organizzato il nostro primo viaggio in Sicilia. Abbiamo pensato di pianificarlo come piace a noi, in un posto che unisse belle spiagge e mari cristallini a un contesto storico importante che possa essere visitato facilmente. Per questo abbiamo scelto come base della nostra piccola avventura San Vito lo Capo o meglio Macari la frazione che, venendo da Palermo, di poco lo precede, una località che unisce alcune tra le bellezze naturali più importanti della regione e siti storico-archeologici tra i più interessanti.

primo giorno

Il volo Easyjet è partito da Malpensa venerdì 7 settembre di mattina e all’arrivo nell’aeroporto “Falcone e Borsellino” abbiamo trovato ad aspettarci la macchina che avevamo noleggiato da casa. Con l’entusiasmo dell’inizio vacanza siamo partiti verso Macari arrivando circa un’ora dopo al B&B “Modus” dove avevamo prenotato la stanza che ci ospiterà per tutta la vacanza. Nella scelta del B&B ci siamo fatti guidare dalle recensioni on-line e abbiamo fatto bene: pulizia perfetta, colazione soddisfacente e pane cunzato fresco tutti i giorni per il pranzo in spiaggia.

Il primo pomeriggio del nostro soggiorno abbiamo deciso di andare direttamente in spiaggia a San Vito e, dopo un pranzo veloce a base di arancini di riso e cous cous di pesce in una rosticceria, ci siamo catapultati in acque splendide, i cui colori spaziano dal verde al blu intenso con un colpo d’occhio fantastico. La spiaggia in cui ci siamo fermati è la prima dal lato occidentale, ampia e sabbiosa, con la possibilità di optare per libera o attrezzata.

La sera, affamati visto il magro pranzo del mezzogiorno, abbiamo optato per il ristorante “Antico Borgo” direttamente di fronte al nostro B&B. La posizione della terrazza è spettacolare e durante la cena l’occhio può spaziare dalle montagne al mare dove si cala l’incandescente disco solare. Il rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità è buono: con 45 euro abbiamo avuto un abbondante antipasto di pesce da dividere in due, due primi, acqua e un calice di vino.

secondo giorno

Sabato abbiamo deciso per una meta più defilata e meno popolata della spiaggia di San Vito per cui ci siamo fermati a pochi chilometri dalla città nella caletta “Isulidda”, così chiamata perchè dalla spiaggia parte uno scoglio ellittico, lungo e piatto, che da lontano sembra una piccola isoletta. La località è decisamente poco frequentata, e il mare, con fondo sassoso, è limpido e pieno di pesci. D’altro canto la spiaggia è anch’essa formata da grossi sassi, quindi per lunghe permanenze conviene portarsi un materassino e, per chi non gradisse il sole diretto, un ombrellone, in quanto non è attrezzata.

terzo giorno

Domenica torniamo a San Vito lo Capo ma ci spostiamo verso l’estremità orientale, più scogliosa ma ugualmente popolata, sarà anche perché è domenica. L’acqua è calma e salata ed è delizioso immergervisi per combattere l’arsura pomeridiana. Il panorama, il piccolo golfo delimitato da entrambi i lati da montagne verdeggianti è spettacolare.

quarto giorno

Lunedì mattina partiamo per la Riserva Naturale dello Zingaro. Lo Zingaro è un enorme area protetta che si estende dalle vicinanze di San Vito fino a Scopello per oltre 6 km. Oltre alle numerose cale è inclusa nella riserva tutta la zona boschiva che vi si trova alla spalle che comprendeva flora e fauna locale: piante di capperi, palme nane, cavalli allo stato brado e cinghiali, solo per citarne alcuni. Purtroppo quest’estate una serie di incendi, probabilmente dolosi, ha bruciato quasi tutto ed ora le montagne, fino a qualche mese fa ricoperte di verde, sono costellate di mozziconi bruciacchiati. E’ stato commovente parlare con un arzillo settantenne che, con le lacrime agli occhi, ci raccontava com’era prima la terra dove ha passato la sua gioventù, dove ha portato per anni i suoi figli e dove ancora torna per godersi quello che era un piccolo pezzo di Paradiso. Per questo quando per entrare nella riserva paghiamo 3 euro a testa ci sentiamo orgogliosi di farlo, di partecipare alla restaurazione di qualcosa che, con impegno, lavoro e probabilmente molti soldi, speriamo di tornare a visitare tra qualche anno riconsegnato all’antica, struggente, bellezza. E probabilmente le nostre speranze non sono semplici illusioni perché quado vediamo spuntare dalle palme nane, nere per il fuoco che le ha avvolte, delle nuove foglie verdi capiamo che la natura continua a fare il suo corso, imperterrita alla miseria morale di molti e quando parliamo con la gente del luogo, siano essi guardie forestali o semplici cittadini, capiamo che la maggioranza di loro non si è arresa e continueranno fino a che l’opera di restaurazione non si sarà compiuta

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Commenti
  1. Giuseppe viaggiare
    , 26/3/2015 12:45
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  2. giorgia88
    , 13/11/2012 19:11
    Bellissimo racconto... mi hai fatto venire gli occhi lucidi dall'emozione e dal coinvolgimento con cui hai raccontato la vostra esperienza. Quasi quasi mi piacerebbe trascorrere la vacanza estiva proprio qui... grazie =)

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