Microguida della Sicilia Occidentale.

Breve esperienza siciliana raccontata dal me del futuro per il me del passato.

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  • di zage
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il viaggio. Dopo una corsa sotto la pioggia nel piccolo aeroporto di Treviso, sali su un aereo e la vicina di sedile è una strega scampata all'inquisizione. Mentre si allaccia la cintura dice "se deve succedere, succede", credo si riferisca all'amore. Atterri quando meno te l'aspetti al minuscolo aeroporto di Trapani, la gente applaude, sembra di essere su un pullman di liceali eccitati per una trombo-gita. L'hostess sicula non sa l'inglese e quando è ora di tradurre l'annuncio appena fatto manda tutto in vacca ridendosela da sola. Sembrano esserci delle buone lasagne ma sei su un Ryan Air e dovresti pagare. Tra gli oggetti ossimorici come il caffè decaffeinato e il salame light puoi aggiungere le sigarette senza fumo.

La guida. Tu e la tua ragazza noleggiate una Nuova Fiesta, nuova di fatto, dai tizi della Hertz e imparate molto velocemente le varie mode: negli incroci vince chi si butta per primo; tra due macchine parcheggiate in linea si parcheggia a lisca di pesce; è consentito, e quasi doveroso, fermarsi con la testa fuori dal finestrino a parlare del più e del meno con il conducente di un'altra auto, poco importa se ci si trova al centro di un incrocio e con molto traffico. L'autostrada è priva di autogrill e stazioni di rifornimento ma in compenso non è a pagamento. Finalmente vedete la terra di Sicilia che come primo impatto non è del tutto accogliente: la terra è brulla e arsa, ai lati della strada semideserta gente invisibile brucia cose e fumi neri si innalzano dalle colline circostanti. Attraversate il paesaggio sopra lunghi viadotti infastiditi dal sole cocente. Fra qualche giorno vi abituerete e, un po', vi mancherà. Memo: imparare ad accendere i fari prima di entrare nei tunnel.

Portopalo di Menfi. Grazie al navigatore, e non alla segnaletica, siete arrivati. Portopalo è un ridente e pittoresco porticciolo sistemato ai piedi di una collina che dà sul Mediterraneo. Il paese non ha un centro ma solo un piccolo lungomare sgarrupato. La casetta è carina e ben tenuta ma mancano un po' di cose e decidete di andare nella vicina Menfi a fare un po' di spesa. Ambientarsi nel paese è pressoché impossibile, le strade disposte a griglia si rassomigliano tutte, i caseggiati quadrati e tristi non sanno se essere diroccati o non ancora terminati. Nonostante sia quasi sera avete caldo e sete, vi fermate in un piccolo locale, impossibile da ritrovare, dove mangi quella che si rivelerà essere la miglior granella al limone di tutta la vacanza, e di sempre. Per pareggiare il vostro karma prendete due cose per la cena nella peggiore rosticceria di tutta Sicilia. Rimanete un po' delusi dalla gente che per qualche motivo aspettavate fosse molto accogliente. Ci son due tipi di persone in Sicilia: quelli che si fanno i cazzi loro e quelli molto simpatici che però, in fondo in fondo, se possono, si fanno i cazzi loro.

Giorno uno. Per comune accordo la vacanza sarà di puro relax e senza alcun itinerario prestabilito. Sapendo di perdervi qualche meraviglia il primo giorno lo passate nei dintorni. La spiaggia di Portopalo è affollatissima ma capirete solo più tardi che fa tutto parte dei preparativi per ferragosto, l'acqua non affascina. Così mentre intorno a voi picchettano tende, delimitano col nastro zone di spiaggia e ammassano cumuli di legna da ardere venite a conoscenza del primo sport nazionale: racchettoni. Si invade ogni metro quadro di sabbia disponibile e vince chi ha meno mira. L'unica comodità che vi siete portati in valigia è una borsa frigo e delle mattonelle di ghiaccio, così i vostri pranzi saranno caratterizzati da paste fredde coi prodotti freschi del posto.

Sciacca. Per la cena vi affidate a una Routard del 2007. Quante cose cambiano in tre anni... La cena a Sciacca, paese più grandicello a venti minuti di strade buie costeggiate dai rovi, caratterizzato da un ridente e pittoresco porticciolo, è deludente. Al Faro, tanto caro alla guida, non vedono l'ora che ve ne andiate per far entrare nuova clientela. Mentre finite l'antipasto misto ai 5 pesci vi viene già portato il bis di primi, risotto alla marinara e caserecci con zucchine e gamberi. Le pietanze non sono neppure molto buone così un po' delusi, quasi cacciati, cercate il rinomato lungomare del posto, ma causa casini e festeggiamenti di ferragosto preferite all'ultimo tornare a Portopalo a vedere quelli suggeriti dailocals. Secondo sport nazionale: gli anziani non partecipano ma invadono la collina di seggiole e stanno a commentare lo spettacolo che avviene giù in spiaggia. Succede ovunque, verso sera. Lo spettacolo può essere qualsiasi. Anche un parcheggio buio al centro di Trapani. Pigliano la seggiola e si piazzano a osservare i paraggi. Sembra impossibile ma qui in Sicilia assaggi la granita peggiore che si possa mai mangiare, senza ghiaccio e con un qualche gusto indefinito che avrebbe dovuto essere menta ma probabilmente era menta limone e invece è venuto fuori menta limone schifo

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