Istantanee dalle Seychelles

2 settimane meravigliose tra pesci coloratissimi, scenari da cartolina e rocce mozzafiato.

Diario letto 8182 volte

  • di piccino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Andando a ritroso con i ricordi del nostro primo intercontinentale insieme, vedo l'ala del 767 della Airseychelles che si staglia semplicemente enorme nel buio, probabilmente sopra qualche migliaio di km dal corno d'Africa. Chiudo gli occhi. Dormo, anche se a stento. Li riapro e sulla fila di oblò alla sinistra dell'aereo si vede il cielo tagliato in 2 dalle luci dell'alba: arancio e giallo che si separano bruscamente dall'azzurro a livello dell'orizzonte. Appoggio la fronte al mio finestrino: è una sensazione indescrivibile, l'oceano indiano è una tavola blu spruzzata di piccole gocce verdi sulla superficie: ti chiedi in che direzione siano le Maldive e se assomigliano a quello spettacolo, e come diavolo riuscirà mai ad atterrare un bestione del genere su un fazzolettino così piccolo.

Invece atterra come una piuma e quando tocca a me uscire dall'aereo mi ritrovo su questa altissima scala, mentre Mahè mi avvolge tra le sue spire di vento caldo e umido. Questo è il mio primo impatto con il luogo che a distanza di 17 mesi ricordo ancora con una fitta al cuore, come un flash abbacinante che ti stordisce per qualche secondo.

Le formalità si disbrigano in un sogno, tra il sonno arretrato e l'emozione di essere proprio lì dove siamo, non capita mica tutti i giorni, ma la stanchezza prevale e mi lascio trasportare da Pier Luigi fino al Taxi prima e sul Cat Cocos poi. Nel dormiveglia aggredito da vampate di nausea vedo scorrere dal finestrino dell'aliscafo il mare che ci separa da Praslin, mentre un banco di tanti piccoli pesci volanti ci scortano alla nostra prima meta.

Praslin ci regalerà per 5 giorni una vacanza avventurosa: decidiamo infatti di visitarla con i Tatabus, blu, scassati e con autisti non si sa se più bizzarri o più spericolati.

La Cote d'Or è un po' deludente, enorme, bianca, ma con il mare torbido e in alcuni punti lattiginoso tutte le volte che abbiamo passeggiato sul lungomare, ci chiediamo quanti scarichi vengano riversati nelle vicinanze o comunque il perchè di un'acqua tanto poco invitante.

Anze Lazio è una scarpinata pazzesca, prima di vederla la tentazione di fare dietrofront è tanta, ma quando ci troviamo nella nostra prima spiaggia tropicale da cartolina dimentichiamo tutto e ci tuffiamo in quella meraviglia. Tutto alle Seychelles ha sempre la stessa triade di accesissimi colori: l'azzurro del mare, il verde delle piante, il bianco della sabbia. Qua e là enormi massi di granito variegati stracciatella interrompono la tela.

La vegetazione è lussureggiante e al primo acquazzone ufficiale che ci sorprende proprio alla fermata del bus ad Anse Lazio, scopriamo che le enormi foglie di banano servono alla popolazione locale come ombrelli efficienti e disponibili ad ogni angolo: e così mentre noi ci bagniamo come pulcini abbarbicati alle radici di un gigantesco albero tropicale, un signore con il suo parapioggia vegetale sgambetta celere e asciutto fino al Tatabus che proprio in quel momento si avvicina per la sosta al capolinea che, per fortuna, è abbastanza lunga da permetterci di raggiungerlo e salirci!

Anse Georgette è certamente la spiaggia più bella e “da depliant”: per raggiungerla occorre attraversare il Lemuria Resort, una sterminata pianura di campi da golf che si susseguono tra dolcissimi rilievi e basse colline. Fa uno strano effetto camminare con pantaloncini, magliette da mare, Birkenstock e cappello di paglia come se anche noi avessimo pagato qualche centinaio di euro al giorno per starci, anche questa si incamera tra le esperienze incredibili che le Seychelles ci hanno offerto. Lo snorkeling è scarsino ma non ci si stanca mai di nuotare nell'acqua cristallina e di ammirare il paesaggio degno di un film hollywoodiano!

Dovunque si alloggi credo che il proprietario come il nostro conosca qualcuno che traghetti i turisti all'isolotto di S. Pierre continuando il giro con Curieuse.

La prima parte è fantastica, per la prima volta ammiriamo le bellezze della barriera corallina: blue powder, pesci sergente, gli enormi pesci tondi e piatti grandi come una pizza, parecchi degli amici di Nemo, sono tutti lì e si lasciano pure sfamare con delle briciole di pane!

Poi andiamo a Curieuse dove prima ammiriamo le mastodontiche e antiche tartarughe giganti, ci divertiamo come bambini a strappare i rami delle piante di cui si cibano e darglieli, tutto sotto la supervisione degli addetti al parco naturale. Salutati i nostri nuovo amici con carapace, ci dirigiamo verso la spiaggia attraverso i paesaggi più varii: distese di mangrovie, interi appezzamenti di fango secco spaccati irregolarmente dal sole, sentieri sterrati con scalini fatti di pietre e rami. Un trekking in piena regola.

E nella spiaggia immortaliamo in foto uno degli spettacoli più belli che questa vacanza ci regala: il temporale sul mare. Il viola dei nuvoloni minacciosi sovrasta il bianco della sabbia che dal contrasto diventa ancora più abbagliante. Il verde brillante delle palme si inserisce di prepotenza, il bagnasciuga aggiunge un'ulteriore tonalità a quelle della acqua della barriera. Mentre scatto una turista avvolta da un pareo arancione, inconsapevole fotomodella, cammina sullo sfondo della mia inquadratura come un punto colorato, creando un diversivo assolutamente perfetto nel suo insieme.

Prima di proseguire però noto un'altra foto nell'album, non è da incorniciare ma è carina: mio marito in costume da bagno sotto il portico della casa del medico al lebbrosario, guarda estasiato la pioggia tropicale. E' bella perchè il ricordo in questo caso è molto personale: lui odia la pioggia e si rabbuiava all'idea degli acquazzoni che potevano sorprenderci in qualunque momento. Ma lì, complice i miei elogi, che mi riportavano a struggenti immagini dei romanzi di Marquez (le associazioni di idee sono sempre strane), complice la giornata di gita fuori porta, anche lui si incanta ad ascoltare la musica che la pioggia suona con le sue minuscole innumerevoli dita sull'infinita di tasti che ha a disposizione sulle piante. E si sta lì, come bambini che hanno appena scoperto qualcosa di fantastico da dire agli adulti, che come sempre, sorrideranno con sufficienza

  • 8182 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social