Suoni, colori e profumi, alle Seychelles

Un viaggio a La Digue e Praslin di 10 giorni. La Digue 4 notti e Praslin 4 notti (una notte "tecnica" a Mahe)

  • di Megalitico
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Abbiamo visitato due isole: La Digue e Praslin (si pronuncia Palen) La Digue, con i suoi colori, suoni e profumi, ci rimarrà per sempre nel cuore.

Agli inizi di Ottobre, chiaccherando sul lavoro, si parlò delle Seychelles dicendo che era possibile organizzare un viaggio da soli senza problemi. Trovata l’occasione del volo si poteva pensare al soggiorno con tutta calma in quanto l’offerta turistica locale era abbondante e soprattutto prenotabile via internet. Verso il 10 del mese avevamo già i due bigletti prenotati (Emitates -1300 Euro in due). Dopo un approfondito studio frugando sul web abbiamo prenotato 4 notti a La Digue, 4 notti a Praslin e l’ultima notte a Mahe (per potere essere in aeroporto alle 6 del mattino avendo l’aereo di ritorno con partenza alle 8:15.

Sabato 13 Marzo Partiamo da casa alle 9:30 del mattino e lasciamo l’auto a Malvoglio, nel parcheggio dell’Hotel Ceria (Ristorante Mariuccia) in cui arriviamo verso le 11:00. Di posteggio abbiamo pagato 31 euro per 11 giorni. Una navetta gratuita ci ha quindi portato, in circa 15’, alle partenze dell’aeroporto di Malpensa. Alle 11:30 il check-in era già aperto e noi, avendolo già fatto on line, evitiamo la lunga coda che era già presente ai banchi. Decolliamo alle 14:25 con diretti a Dubai. Il volo dura 6 ore a cui ne vanno sommate altre 3 per la differenza di fuso orario: siamo quindi atterrati a Dubai alle 23:30 locali. Dall’aereo in avvicinamento a Dubai vediamo il grattacielo più alto del mondo e “la palma”, una piccola città composta da villette di lusso (ciascuna con il posto barca privato) costruita su un’isola artificiale; il tutto fra un grande sfavillio di luci. L’aeroporto di Dubai è quanto meno fantasmagorico e noi abbiamo transitato dal terminal 3 che è immenso. All’interno si trovano fra l’altro un piccolo giardinetto tropicale, grandi fontane, ascensori e, …. Almeno un Km di duty free. In zona Duty free non vi sono i tapis roullant per costringerti a dare almeno un’occhiata ed invogliarti a fare acquisti. Domenica 14 Marzo Partiamo alle 02:30 per Mahe in cui atterriamo, dopo 4 ore di volo, alle 06:30 del mattino (con quasi mezz’ora di anticipo). Terminate le semplici e veloci formalità dell’immigrazione (hanno voluto sapere dove eravamo alloggiati) siamo fra i primi ad uscire e a recuperare la valigia (miracolosamente è la prima a comparire sul nastro). Usciti sul piazzale coperto ci dirigiamo verso i voli nazionali (50 metri a piedi) e nonostante il nostro volo fosse prenotato per le 9:15 ci fanno il check-in per quello delle 8:30 (che fortuna). L’aereo, un piccolo bimotore a elica da 15 posti, impiega circa 15 minuti per portarci all’aeroporto di Praslin. Il panorama dall’alto vale da solo il costo del viaggio (165 euro in due). Con un taxi ci facciamo portare al porto (occorrono circa 20’) ed arriviamo alla banchina quando il battello per La Digue sta ritirando la passerella di imbarco. Sono tutti gentilissimi e aspettano mentre io acquisto i biglietti e il taxista, con Antonia, porta le valige sul traghetto. Compro i biglietti con le rupie cambiate all’aeroporto di Praslin (avrebbero comunque accettato anche gli Euro). Verso le 10:00, dopo una breve e tranquilla traversata, arriviamo sull’isola di La Digue e mentre stiamo percorrendo il molo mi si avvicina un signore che chiede se siamo interessati ad un “taxi beuf”, il mezzo di trasposto più utilizzato sull’isola che consiste appunto in un carro coperto trainato da un bue. Accettiamo volentieri l’offerta e seguiamo il “taxista” che ci conduce verso un carro chiedendoci di aspettare mentre va nella stalla a prendere il bue. Accettiamo di buon grado e lui se ne ritorna poco dopo con l’animale che avvicina al carro per mettergli il giogo al collo con cui tirare il “taxi”. Il bue è molto giovane e il taxista decide di non affaticarlo evitando di salire anche lui sul carro. Notiamo che il taxi è regolarmente targato

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