Seychelles, ho perso le parole

Domenica, 24 ottobre Dalla scaletta dell’aereo, l’isola di Mahé ci da il suo buongiorno, con i colori di un’alba appena spenta e la sua brezza già calda, ma è un buongiorno fugace visto che ci aspetta un altro volo … ...

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  • di Patrizia Garuti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Domenica, 24 ottobre Dalla scaletta dell’aereo, l’isola di Mahé ci da il suo buongiorno, con i colori di un’alba appena spenta e la sua brezza già calda, ma è un buongiorno fugace visto che ci aspetta un altro volo ... un momento ... quel moscone d’acciaio non sarà mica il nostro aereo? Sì, lo è! Un diciotto posti da raggiungere a testa e schiena china, pena cozzate di cranio. Mi siedo in prima fila, immediatamente dietro alla cabina di pilotaggio e ... nooooo ... cosa sono quei fogli graffati alla cloche di uno dei due piloti? La lista della spesa? ... dubito! ... le istruzioni di volo? ... peggio ... le emergenze? Non so perché, ma mi viene da ridere! E voi, che avreste fatto? Uno, due, tre ... BRRRRRRR ... si decolla ed il rumore dei motori è assordante! Sono indecisa: mi tappo le orecchie o mi faccio il segno della croce? Scarrocciati e shakerati, dopo un quarto d’ora siamo a Praslin (si pronuncia Pralen), la seconda isola, per grandezza, delle Seychelles. Due taxi e in un batter d’ali (tanto per restare in tema), siamo in hotel.

Alle Seychelles la scelta dell’albergo non può essere casuale perché non tutti gli alberghi sono alla portata di tutti. Al Lemuria Resort, ad esempio, il più famoso e lussuoso albergo di Praslin, che vanta ospiti VIP del calibro di Vieri e Bechkam, una sola notte può costare oltre quattrocento euro! Noi otto, più accompagnatore, mai visti ed incontrati prima, affettuosamente soprannominati “cicciottini”, siamo all’Hotel “Casa de Maestro”, una bella struttura, a due passi dal mare, dall’ottima cucina. La mezza pensione costa cinquanta euro a testa, e li vale tutti! Un tuffo veloce in mare e, sotto un sole spietato, siamo già ad aspettare l’autobus TATA, che non si fa desiderare. Seduti sui suoi seggiolini in similpelle, siamo diretti alla Vallée de Mai, la più piccola area al mondo protetta dall’Unesco. Percorrendo una strada stretta, tortuosa ed in salita raggiungiamo l’interno verdissimo dell’isola e la foresta preistorica della Vallée de Mai, l’unico posto al mondo dove cresce il più erotico e sensuale frutto della terra: il coco de mer, la noce di cocco dalle fattezze anatomiche femminili.

Mi sento piccola, piccola, a passeggiare tra queste palme del coco de mer che si stagliano con gli altissimi tronchi (arrivano fino a quarantacinque metri!) verso un cielo d’un azzurro intenso.

Tutto intorno a noi è silenzio ... poi, all’improvviso, soffia un alito di vento ... i giganteschi ventagli delle palme si urtano l’uno contro l’altro dando vita ad un moto perpetuo ... e si diffonde, nell’aria, un suono cadenzato, sordo, leggero ... un flap, flap, antico di 650 milioni di anni, che arriva dritto, dritto al cuore! Nel negozio interno alla biglietteria, sono in vendita alcuni coco de mer. I loro prezzi sono alle stelle: 2.500 rupie cioè 12.500 euro per ciascun coco de mer! Comprensibile (o accettabile) se si pensa che per fare una sola noce ci vogliono ben otto anni e che ogni noce può raggiungere i venti chili! Al calar del sole scocca l’ora dell’aperitivo. E’ tempo di stappare la prima delle tante bottiglie portate dall’Italia, di affettare il salamino piccante (sempre portato dall’Italia) e di brindare ad Anna, Carla, Francesca, Marianna, Patrizia, Silvana, Fabrizio, Joseph e Patrizio, il nostro accompagnatore.

L’aperitivo è solo il preludio ad una esotica ed entusiasmante esperienza gastronomica che Richy, il giovane cuoco di “Casa de Mastro”, ci fa vivere con: bourgeois (pesce di dodici chili) alla griglia, riso bashmati con fagioli, frutto del pane fritto, polipo e salse piccanti. Una vera libidine per i nostri palati e, facendo onore al cuoco (poco al galateo), ci spazzoliamo tutto, fino all’ultimo granello di riso! L’amaro al mirto di Patrizio ha senz’altro un effetto sturante, ma la digestione necessita di un aiuto aggiuntivo. La luna piena (e rovesciata, siamo nell’altro emisfero!) è lì pronta a suggerirci la soluzione: una passeggiata in riva al mare. Ed è magico e romantico. La spiaggia bianca è accesa dai riflessi della luna in uno scintillio di luci argentee ... Ciccio, dove sei? Lunedì, 25 ottobre A casa di Edward non c’è nessuno, neanche sua moglie Claudia, italiana. La bella casa coloniale è completamente spalancata (alle Seychelles usa così), ma di Edward nessuna traccia. Patrizio prende allora il telefono: “Ed, ti stiamo aspettando ... ci siamo accordati ieri, ti ricordi? ... Oggi dovevi portarci all’Isola di Curieuse!”. Ma Edward è a pesca con un altro gruppo. Poco da dire: ci ha bidonati! Che si fa? “Nessun problema – dice Patrizio - andiamo da Sagittarius”. Il tempo di fare dieci metri e, neanche ci fossimo dati appuntamento, incrociamo un veicolo giallo, una via di mezzo tra un pick-up ed un furgoncino, alla cui guida c’è ...Indovinate un po’ ... Sagittarius. “Mah, cazzo! (dice proprio così) La cercate per strada, la barca! Dai, salite!”. Nell’ilarità generale, arriviamo alla vicina Côte d’Or, quartiere generale, del “Taxi Boat” di Sagittarius. Joel, il nostro taxi-barcaiolo, è d’una bellezza selvaggia inaudita e noi ragazze siamo molto dispiaciute che, da Côte d’Or all’isola di Curieuse, siano solo venti minuti (per giunta scarsi) di barca. I nostri occhi rimbalzano dal color turchese del mare al color cioccolato della pelle di Joel, mentre Patrizio, con il test del dito anulare, è pronto a misurare il nostro grado di eroticità: brava ragazza, se il dito indice è più lungo del dito anulare, cattiva ragazza per il contrario! Risultato: tutte cattive ragazze! Ne dubitavate? La piccola isola di Curieuse è stata destinata dal Governo alla riproduzione e allo studio delle tartarughe giganti di Aldabran (vivono solo qui e alle Galápagos). Ce ne sono più di duecento, in completa libertà e, nonostante il loro aspetto coriaceo, si sciolgono in mille smancerie quando le si accarezza sotto il collo rugoso. Oltre alla riproduzione delle tartarughe, nell’isola c’è un allevamento di seppie (enormi) e di altri pesci dai vivacissimi colori, verdi, blu, gialli

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