Dieci giorni tra i Borders scozzesi e il Northumberland

Un itinerario tra il sud della Scozia e l'estremo nord dell'Inghilterra: campagna e mare; abbazie e castelli, dimore storiche e, per finire, Edimburgo e il suo Fringe festival.

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  • di viaggiatori2000
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’itinerario che abbiamo scelto in questa occasione si snoda tra due regioni confinanti, tra la Scozia e l’Inghilterra: i Borders scozzesi, cioè la parte meridionale della Scozia e il Northumberland, estremo nord dell’Inghilterra. Terre di confine che nei secoli sono state teatro di scontri politici e religiosi tra le due nazioni. Eventi che si ritrovano testimoniati nei monumenti: abbazie cattoliche una volta potenti e ricche, oggi in rovina dopo l’abbandono che seguì la riforma protestante; castelli, fortezze, fortificazioni a difesa delle città, indietro nel tempo fino a quel famoso Vallo di Adriano che l’impero romano costruì a difesa dei propri confini settentrionali. Sotto il profilo paesaggistico il confine sfuma in una sostanziale unitarietà, continuità della campagna di dolci colline solcate da corsi d’acqua e interrotte qua e là da speroni rocciosi, testimoni di un’antichissima attività vulcanica che ha plasmato queste terre. Un filo conduttore, il corso di due fiumi che scorrono pressoché paralleli e si gettano nel mare del Nord: il Tweed, più a nord e il Tyne a sud. Meta finale: Edimburgo e il suo Fringe festival, il festival teatrale che si svolge ogni anno nella città nel mese di agosto.

I contatti con le persone sono stati quelli tipici del turista, principalmente con gli ospiti dei b&b, con i custodi dei siti visitati, con i volontari desiderosi di fornire qualche informazione significativa. In generale abbiamo trovato in queste sporadiche comunicazioni un certo calore che ci ha piacevolmente colpito.

Se vogliamo cercare un minimo comun denominatore di questi dieci giorni, un aspetto che ha caratterizzato l’intero viaggio possiamo trovarlo nella mutevolezza delle condizioni atmosferiche - sole, pioggia, nuvole, vento – che ci ha regalato una luce sul paesaggio che cambiava repentinamente: cieli luminosi percorsi da nubi veloci, prati d’erba piegata dal vento, versanti delle colline fioriti d’erica, gocce di pioggia illuminate dal sole. È una luce nordica, diversa da quella mediterranea cui siamo abituati, che può assumere toni pastello leggeri e sfumati o tinte più calde, brune e terrose, fino a sfumature metalliche quando il sole basso illumina una strada o un tetto ancora bagnati dalla pioggia recente.

L’itinerario

Facendo tappa a Peeble e Kelso, nel sud della Scozia abbiamo visitato le abbazie in rovina di Melrose, Dryburgh e Jedburgh, una casa-torre a Smailholm, la residenza di Trequair. Le due cittadine – Peeble e Kelso – si trovano ambedue lungo il corso del fiume Tweed, che ne caratterizza l’impianto urbanistico. Vi si respira aria di tranquillità, come ci conferma anche il padrone della Guesthouse di Kelso, che privilegia i rapporti umani e l’ospitalità che l’ambiente riesce ad assicurare. Ascolta inorridito che la nostra tappa successiva sarà Newcastle.

Le abbazie, soprattutto Melrose e Jedburgh, sono molto belle. Per quanto in rovina hanno mantenuto intatte parti caratteristiche della loro costruzione, il che consente di leggerne con facilità sia l’impianto architettonico/artistico, sia il ruolo che hanno svolto nei secoli per la comunità locale. In ambedue è a disposizione un’ottima audioguida, necessaria per inquadrarle sotto il profilo storico/religioso e per individuare una serie di particolarità interessanti: sovrapposizioni stilistiche, statue, gargoyles.

La residenza di Trequair, degli Stuart Maxwell, è ancora abitata dalla famiglia, ma una parte è disponibile per la visita. È immersa in un giardino che sembra bellissimo e dalle finestre si ammira anche un bel labirinto di siepi, curatissimo. Purtroppo non è gradevole passeggiare sotto l’acqua. La casa è interessante: un filmato in inglese ne racconta la storia e descrive gli oggetti più importanti che vi sono esposti. Nei secoli, fino a quando nel 1829 il culto cattolico è stato liberalizzato, Trequair è stata luogo di “resistenza” cattolica, come testimoniano alcuni oggetti di culto esposti. In un’ala esterna si trova il birrificio storico, abbandonato nell’800 perché la produzione non era più economica. I macchinari conservati furono rimessi in funzione negli anni ’50 del ‘900 e oggi il birrificio produce una birra ad alta gradazione (9,5°), utilizzando prodotti del territorio e un luppolo che proviene dal Kent

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