Mille Miglia scozzesi. E un po’ oltre…

La Scozia intera in meno di 10 giorni, sempre in modalità Fly&Drive

  • di Mar_Bru
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

L’amarezza del mancato incontro la placo con dell’ottimo fudge (tavolette marroni a base di burro e zucchero, tanto zucchero. Gigantesche caramelle mou, delizia di bimbi e di uomini, terrore di mogli e super palestrate).

Seguiamo la A93 e pernottiamo in un B&B a Braemar. Paesino proprio al centro del parco nazionale di Cairngorms, rinomata meta turistica per gli scozzesi (ed inglesi, che qui tengono a precisare!): ha tutto ciò che si cerca per starsene in santa pace lontano da traffico, schiamazzi e stress. Negozi, piccolissimo centro commerciale a misura d’uomo, un’ottima panetteria. E un golf club, immancabile.

Quarto giorno

Riprendiamo la strada verso nord (Braemar in realtà va verso sud arrivando da est) e andiamo a salutare Nessie, il fantomatico e leggendario “mostro” a Lochness. Sapevamo a cosa andavamo incontro, cioè a una delle ennesime trappole per turisti. Ma almeno ci vai con la lucidità di sapere a cosa vai incontro, motivo per il quale tendi a tenere a freno il portafoglio. Ci provi… Chissà perché della creatura nessuna traccia (in acqua) ma onnipresente in ogni dove – dall’insegna stradale al pub, ai vari alberghi – lungo il tragitto. Il nostro intento è quello di fermarsi a Inverness, ma fatichiamo non poco a trovare un B&B o una camera libera. Periodo di feste e di festival, e fatichiamo non poco. Troviamo una sistemazione carinissima gestita da una signora irlandese trapiantata in Scozia. Quando le diciamo che siamo italiani (e cattolici) la signora va al settimo cielo: tè e pasticcini di rito, ci tratta come fossimo parenti di lunga data. Chiacchera su chiacchera alla fine la signora va al supermarket a fare la spesa, noi andiamo a vedere la cittadina. Baciati dal clima fresco – e per nulla piovoso! – rientriamo in camera dove pianifichiamo la strada per il giorno successivo, il 10 di agosto, che ci porterà sulla punta più a nord dell’isola britannica.

Quinto giorno

Dopo aver riempito a sufficienza i nostri stomachi con una Scottish breakfast delle migliori, riprendiamo il tragitto seguendo la A9 ma staccandoci e prendendo la A836 subito dopo Tain. Arriviamo a Falls of Shin, un sito apparentemente insignificante dove però assistiamo alla risalita dei salmoni. Ci godiamo le Midlands passando quindi per Lairg e ricongiungendoci nuovamente sulla A9, dove riprendiamo la strada per il nord, direzione Wick (la A9 infatti porta a Thurso) e arriviamo a John O’Groats; sembra di esser tornati indietro di un anno, a Land’s End, in Cornovaglia. Infatti John O’Groats rappresenta l’altra estremità di un classico “pellegrinaggio” fatto dagli inglesi/scozzesi, che inizia appunto dall’estremità a sud-ovest della Gran Bretagna. L’intera struttura è del resto simile: piccolo centro commerciale, costruita appositamente per i turisti, e passeggiata sopra le falesie a picco sull’Atlantico. Il tempo non è dei migliori, ma almeno non diluvia come quando eravamo in Cornovaglia. Pernottiamo su un anonimo B&B sulla principale, a poco meno di 3 km dall’imbarco per le isole Orcadi.

Sesto giorno

Ci svegliamo col grigio che ci fa capolino, ma decidiamo lo stesso di andare verso l’effettiva punta più settentrionale della Gran Bretagna: Dunnet Head, distante una ventina di km più a ovest. Il cielo fa vedere lungo il breve tragitto il suo vero colore d’agosto: un celeste che invoglia a entrarci dentro! Poi nuovamente in auto. Passiamo accanto alla centrale nucleare (dismessa) di Dounreay, una delle prime costruite in Inghilterra e dismessa nel 1994. Spirito d’oltremanica: fu tra i primi reattori “autofertilizzanti” a diventare operativi (reattori nucleari in grado di aumentare il periodo di autosostentamento, in parole molto povere), ma alla fine degli anni ’80 capirono che non ci sarebbe stato futuro, per via della gestione. Ed infatti, dalla parte opposta del viale che fa da ingresso al complesso atomico (arrivando da Thurso sulla A836) ne hanno costruita un’altra di centrale! Eolica però. “C’è qualcosa che non quadra…” – mi dico mentre sono fermo allo stop per reimmetterci sulla strada principale – “…da noi c’è un attuale dibattito in corso per far riaprire le centrali nucleari, facendoci passare il messaggio come cosa buona e giusta, e qua fanno il contrario. Poi dicono che gli inglesi son strani!”

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