Slow Tour in Nord Sardegna: tra rocce fatate e calette da sogno.

Viaggio alla scoperta di bellezze a portata di ruote, su un itinerario in parte pianificato e in parte scritto in itinere, on the road, seguendo ispirazioni estemporanee.

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  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Sostiamo ovviamente tutto il giorno, e la sera, dopo esserci risciacquati con l’acqua naturale ormai calda delle bottiglie avanzate, ci concediamo una cena a dir poco eccezionale in uno dei ristoranti sicuramente più panoramici e suggestivi di quella costa: Il Geranio, situato sulla via del ritorno: menù a base di pesce fresco, noi scegliamo un san Pietro davvero accattivante, assieme a tanti antipasti gustosi, per finire col dolce e l’immancabile crema di mirto. Il nostro tavolo, all’esterno di una struttura in legno che ricorda un grande chalet, si trova a ridosso di un grande ulivo; siamo in cima ad una collina affacciata sul mare: poco oltre la distesa azzurra e placida sta per accogliere nuovamente la stella che anche oggi ha riscaldato parecchio la giornata e colorito la nostra pelle: una coppia di sposi seduti al tavolo in prima fila si godevano lo scenario, romantico, etereo, intriso di poesia, mentre il disco rosso precipitava nel blu salutandoci coi suoi ultimi, caldi raggi.

L’indomani la destinazione è Isola Rossa, e una delle sue spiagge affacciate verso Ovest. Scegliamo quella un po’ più distante dal porto e là trascorriamo la mattina per poi concederci un pranzo, sempre a base di pesce, presso il chiosco che ospita anche uno stabilimento per chi volesse noleggiare ombrelloni e lettini. Ci troviamo benissimo: scegliamo un assaggio di rana pescatrice per poi concludere con una bella insalata e un fritto di calamari. Il personale è assai cortese e simpatico, avvezzo al turista e a trattare con gli ospiti.

Dopo pranzo torniamo alla nostra postazione, ci concediamo ancora un bagno e poi, prima di lasciare la soleggiata località turistica, tutta adagiata sulle sponde del mare, andiamo a vedere da vicino la sua torre aragonese, e in quella zona scopriamo angoli di paradiso con acque verdi e trasparenti assai più belle delle stesse spiagge appena viste: proprio di fronte a noi si trova appunto l’isola di rocce rosse che dà il nome al villaggio. Scattiamo diverse foto prima di rincasare e prepararci al grande esodo del lunedì, fissato anzitempo e che ci porterà un po’ più distanti, al porto di Palau, da dove raggiungeremo Caprera con un gommone per farne il periplo.

Il 27 luglio rimarrà, penso, tra le giornate indelebili della nostra memoria.

Ci svegliamo all’alba e ci prepariamo, alle nove dobbiamo trovarci a Palau che dista un’ora o poco più da Badesi. Lì ci attende Rodolfo, responsabile della NatourSardinia, un’agenzia che organizza gite in gommone tra le isole dell’arcipelago de la Maddalena. Noi scegliamo il periplo di Caprera, curiosi di vedere soprattutto una delle sue tante calette da sogno: Cala Coticcio, che io ricordavo d’aver visto e ammirato attraverso la trasmissione televisiva DonnAvventura, quando le ragazze erano venute in Sardegna a girare una delle puntate sicuramente più belle della serie. E l’aspettativa non è delusa, a parte le tante persone ovviamente presenti in questo periodo dell’anno.

Ma prima Rodolfo ci racconta del periodo di guerra, della presenza degli americani, dei fortini, tanti, che tuttora si vedono: strutture incastonate tra le rocce, che quasi si confondono con esse, fatte apposta per non dare nell’occhio, per controllare il nemico e presidiare il canale e le Bocche di Bonifacio.

Il pranzo, in parte portato da noi al sacco, vista l’impossibilità quest’anno, per chi organizza, di preparare ed offrire cibi particolari, causa Covid, ma in parte rielaborato da lui in tanti assaggi di cose a dir poco sfiziose: dai pomodori secchi alle olive, al formaggio stagionato Gran Campidano, che per noi è stata una scoperta, e che somiglia tanto al Parmigiano o al Grana, assai più famosi, lo consumiamo in una caletta anonima e solitaria dove ci possiamo concedere una pausa di tutto relax tra chiacchiere e Vermentino di Gallura

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