Bosa e il suo Territorio

Una breve vacanza fuori stagione per, oltre che fare il bagno, gustare alcune meraviglie di questa Zona del Nord della Sardegna.

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  • di emcoro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Secondo. Sopra il Borgo antico svetta impetuoso il famoso Castello di Malaspina. Ci si può arrivare sempre in auto, o bisogna avere delle buone gambe. Non è ricco di reperti, ma la visita merita tutta per il paesaggio che domina. Ritengo che sia assolutamente d’obbligo!

Terzo. La presenza del Fiume Temo. Unico fiume, si sa, navigabile della Sardegna, aggiunge al luogo, oltre che la meta di diportisti e amanti della pesca, un che di ancora più romantico al paesino.

Dintorni

Senza spostarsi tanto da Bosa, visibile perché dall’altra sponda del fiume rispetto alla spiaggia , potete visitare la prima zona trachitica della costa.

Punta Cabu d’Astu

Si accede aggirando il porticciolo turistico da via Sas Covas. Dopo un breve tratto asfaltato inizia una mulattiera. Zona impervia e suggestiva meta di pescatori e bagnanti, nonché amanti delle immersioni, è quasi un paesaggio lunare, con queste rocce e spianate a volte lisce e a volte tortuose, con ciottoli e massi neri rotolati dai monti. Una scenografia degna da Guerre stellari. La prima insenatura che si trova, rimanendo a sx dalla stradina, è chiamata Poggiu e Columbos. Ci si può immergere cercando lo scoglio adatto, ma la trasparenza del fondo non è delle migliori (colpa del molo vicino che non permette il ricambio giusto).

Per raggiungere la seconda, invece, è consigliabile ritornare nel sentiero e dopo una breve salita, troverete l’indicazione a sx per Cane Malu, la piscina naturale molto abita dai locali. Attenzione a scendere il sentierino che vi porta in basso. Non andate in ciabatte!! Come minimo un buon paio di scarpe da trekking. L’insenatura, tra le tante, è veramente uno spettacolo! E’ racchiusa a ferro di cavallo da rocce da cui ci può tuffare. Una trasparenza mai vista. Con il cielo giusto è di un verde smeraldo. Ecco, tutto intorno verrete ammaliati da questo scenario, bianco/grigio... quasi alieno!

Cala e Moro

Terza insenatura assolutamente da non perdere, anche per la vicinanza e la facilità. Proseguite nella stradina sterrata indicata precedentemente e dopo una breve salita, sempre in costa ad ammirare il bellissimo paesaggio, troverete sulla sx l’indicazione su pietra che vi porta alla Cala. Un sentiero abbastanza semplice (le scarpe da trek mi raccomando), ma velocissimo e ben tenuto. Dopo aver oltrepassato una postazione di vedetta militare delle ultime guerre, si arriva agevolmente alla base. Troverete finalmente una caletta fatta esclusivamente di grossi sassi di roccia rossa, quindi scordatevi di potervi sdraiare. Anzi no. All'estremità c’è un piccolo spazietto di sabbia posto in un anfratto riparato da una roccia a tunnel erosa dall’acqua e altre immense che ne delimitano oltre il proseguo. Un piccolo angolo di paradiso. Ma anche se sembra non poter più avanzare, qualche precedente avventuriero, ha pensato intelligentemente di costruire una sorta di scaletta con i massi della zona. Ed ecco che, con un po di fatica, riuscire a superare la barriera e iniziare ad inerpicarmi sulle impervia conformazione rocciosa caratteristica del luogo. Qui si riduce la distesa ampia e liscia rocciosa trovata precedentemente a Cane Malu. Adesso si tratta quasi di fare Canyoning! Il perché di questa fatica?...a parte il piacere dell’avventura e della conoscenza, ho una meta. Parecchio oltre inizia un tratto costiero così caratteristico che prende il nome di Sos Pupos, “Scogliera dei Bambini”. Una conformazione di piccole rocce scure molto più compatte, arrotondate da sembrare degli ovuli, o come ne avevano interpretato i vecchi marinai, dei bambini. Son venuto a conoscenza di questa località dal Web perché nelle guide non vi è menzione (tranne su Maps), e neanche i locali conoscono bene. Ma io caparbio ho voluto raggiungerla. E’ più facile con una barca, ovviamente, ma la soddisfazione di arrivarci non ha prezzo. L’ultima parte del tragitto è un po difficile. E’ consigliabile farla in due e portarsi dietro una corda. Meglio

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