Sinis (seconda parte)

Seconda tappa del tour del Sinis zona nord. Un meticoloso viaggio alla scoperta delle insenature più suggestive di questa meravigliosa e selvaggia zona della Sardegna.

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  • di emcoro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Maimmoni

Anch’essa ben segnalata dalla Provinciale (SP49), per raggiungerla esiste una comoda strada asfaltata, per metà (almeno fino ad un agriturismo), dopo prosegue sterrata fino alla spiaggia. E’ stata una sorpresa!....immensa, con grande retro spiaggia, spianata per i parcheggi, ma senza deturpare selvaggiamente il paesaggio. Può essere considerata l’antagonista di “Is Arutas”, proprio per la sua simile conformazione della sabbia ( ma in questo caso ha mantenuto intatta la vegetazione retro-spiaggia, fatta di un soffice tappeto di psammofila). I cristalli di quarzo, caratteristici di questa parte di litorale, partono da qui!

Is Arutas

Eccola!!... la più famosa del Sinis (proprio al centro della penisola).

La nota spiaggia di quarzo! In effetti la sabbia dai sassetti bianchi ha sempre attratto il bagnante. Avvolge delicatamente con il suo calore, abbaglia e disincanta con il suo chiarore, e soprattutto non si attacca, non sporca (per i più schizzinosi)...non serve neanche l’asciugamano direi….!

Ma c’è un però. Qualcosa ha modificato l’intera insenatura...deturpando e svilendo la bellezza appena descritta: la zona retrostante. Rispetto a vent’anni fa (mia precedente visita), tutto è cambiato! Se prima il chiosco tuttora presente, era immerso nel nulla più completo, ora la caratteristica conformazione sarda delle dune misto a bassa vegetazione aspra e rada, ha lasciato il posto ad un immenso parcheggio/zona relax, docce e quant’altro. Sinceramente se avessero fatto una gettata di cemento sarebbe stato lo stesso. Oggi infatti, arrivando dalla comoda strada, completamente asfaltata, sembra di arrivare ad una tipica attrazione di Gardaland. Ok la comodità, ok l’accoglienza turistica: era così necessario radere al suolo e diserbare gli arbusti selvaggi, senza trovare un compromesso all’accessibilità? Qualcuno ne ha approfittato, ma soprattutto qualcun’altro non ha controllato.

Mari e Ermi

Punto di per varie escursioni, una fra tutte quella per l’isola di Mal di Ventre (attive solo fino ai primi di settembre, purtroppo). Facilmente accessibile con chiara segnaletica e comodo parcheggio. Il mare è cristallino, la battigia adatta a famiglie. Ben attrezzata con Chiosco e Centro Nautico.

Putzu Idu

Grande insenatura che prende il nome dal borgo turistico retrostante. Molto modesta: niente di scenografico e interessante, se non l’essere attrezzata con lungo mare e numerose strutture di servizi estivi, ma già da metà settembre quasi del tutto chiusi.

Sa Mesa Longa

Beh... una vera sorpresa!!

Uno spettacolo della natura! Poco conosciuta ai più, e anche a molti locali, è situata in una insenatura scenografica a forma di cuore. Tra Torre Capu Mannu e Su Pallosu. Ai lati due speroni rocciosi, uno più alto, e l’altro più basso (tanto da poterlo percorrerlo a piedi o in bicicletta) che fa da collegamento con la vicina località di Portu Pallosu. Al centro ci sono alcune formazioni rocciose, la più grande delle quali facilmente raggiungibile a nuoto. Ma il segreto di questa insenatura è il suo nome: in sardo “Sa Mesa:::” significa Tavola. Quindi “La Lunga Tavola”. Perchè qui, con le condizioni di marea giusta, emerge un lungo istmo sabbioso che collega in mezzo alle acque gli scogli sopra descritti. E’ una fortuna riuscire a vederlo!

Ma per me la caratteristica principale, tutta positiva, rimane la scarsa notorietà. Attorno non c’è nulla! Si arriva con una strada sterrata (solo nell’ultimo tratto), ma ben organizzata (addirittura con la doppia corsia!!) e un ampio slargo per la sosta (anche troppo direi!...meno macchine, meno turisti, meno deturpazione….). E’ presente solo un grosso chiosco ristorante. Ci può stare!...speriamo che rimanga così...che le amministrazioni e il demanio non concedano altro!

Porto Pallosu

E’ una bellissima insenatura accessibile facilmente dalla strada principale (Ex strada provinciale 10) con chiara indicazione. Ma, forse più interessante, raggiungibile attraverso un percorso a piedi, o BMK

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