Sardegna: il Nord e la Costa Smeralda

Viaggio di una settimana tra Stintino, Capo Caccia, Santa Teresa di Gallura e Porto Rotondo

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  • di Chiara1981
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Capo Caccia è un imponente promontorio di roccia calcarea sormontato da un faro, famoso soprattutto per la sua bella Grotta di Nettuno. Arrivare alla grotta non è semplicissimo, in quanto non è raggiungibile in macchina ma soltanto a piedi o con la barca. Se si sceglie la prima opzione bisogna percorrere i 656 gradini della Scala del Capriolo, la discesa è abbastanza tranquilla e si può godere della vista di panorami davvero mozzafiato, la salita invece è piuttosto faticosa! Altrimenti si può scegliere anche di utilizzare la barca, è possibile partire da Alghero ma ci si impiega 3 ore, oppure partendo da Cala Dragunara a Porto Conte si raggiunge l’ingresso in appena 20 minuti. Noi abbiamo scelto di fare la passeggiata a piedi perché quel giorno il mare era piuttosto mosso e la barca ondeggiava paurosamente!

La fatica del percorso viene comunque compensata dalla bellezza della Grotta di Nettuno, descritta come una delle più pittoresche della Sardegna. Si può entrare ogni ora e il biglietto costa 13 Euro, la visita dura all’incirca 40 minuti. Le stanze della grotta sono belle e spaziose e all’interno si possono fare foto anche con il flash.

Particolarmente interessanti sono nella sala principale le colonne che ricordano le canne di un organo e la grande stalagmite a forma di Albero di Natale.

Il giorno seguente siamo andati a Stintino, per visitare la celebre spiaggia La Pelosa. Qui la spiaggia è contraddistinta da sabbia bianca finissima e si possono trovare anche tratti attrezzati con ombrelloni e lettini. Il mare ha un fondale molto basso e ci si può quindi addentrare gradualmente, ammirando nel frattempo il bel panorama con la torre della Pelosa riportata in numerose cartoline e le coste dell’isola dell’Asinara poco distante. Unica nota dolente di Stintino: i prezzi! I parcheggi costano 1,50 Euro all’ora in bassa stagione e 2 Euro in alta stagione e nei weekend, ed è meglio non avvicinarsi ai bar sparsi lungo la costa! Per il resto questa spiaggia merita assolutamente di essere visitata.

La tappa successiva della giornata è stata Multeddu, nei pressi di Castelsardo, dove a fianco della strada è possibile ammirare la roccia dell’Elefante, interamente scolpita dal vento e considerata una delle più famose della regione. In realtà abbiamo scoperto che soltanto da un lato sembra un elefante con la proboscide, mentre dall'altra parte ha una forma più o meno indefinita...

La giornata si è poi conclusa con un giro nei paesini di strong>Castelsardo e Sedini, che comunque non offrono molto dal punto di vista delle attrattive turistiche, ma possono essere un diversivo per chi come noi trova giornate nuvolose o piovose.

Il giorno dopo siamo andati invece a visitare Capo Testa, vicino a Santa Teresa di Gallura. Capo Testa è una piccola penisola collegata alla terraferma soltanto da uno stretto istmo di terra; qui è possibile percorrere vari sentieri in mezzo alle rocce ed ammirare le onde che si infrangono con impeto sulle scogliere, fino ad arrivare al faro che sovrasta il promontorio. Vi consiglio scarpe molto comode perché in alcuni tratti i sentieri si perdono un po’ e bisogna proprio inerpicarsi fra le rocce! Tanti sforzi ma gli scorci che si vedono da qui ripagano gli occhi!

Successivamente abbiamo fatto un giro per il centro di Santa Teresa di Gallura fermandoci a mangiare all’Osteria dell’Assassino al nuovo porto turistico, poi ci siamo fermati ad ammirare la spiaggia Rena Bianca all’interno del paese stesso

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